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17/11/26
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Bull Brigade - Perché Non Si Sa Mai
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24/02/2026
( 1013 letture )
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Ce n'è voluto di tempo ai Bull Brigade per scodellare un nuovo album in studio. Il qui presente Perché Non Si Sa Mai vede infatti la luce ben cinque anni dopo il loro ultimo capitolo discografico, il notevole Il Fuoco non si è Spento, pubblicato nel 2021. A ben vedere però, tale velocità di crociera ritma da sempre le uscite del gruppo torinese, autore di soli quattro full-length in vent'anni d'attività. Una discografia scarna, ma che ha permesso ai Nostri di realizzare un'evoluzione sonora piuttosto profonda: album dopo album, il ruvido street punk degli esordi si è progressivamente ammorbidito, aprendosi con il passare del tempo ad influssi melodici sempre più importanti -senza però mai rinunciare dal tutto alla robustezza del passato. Se queste due dimensioni mantenevano ancora un certo equilibrio fino all'ultimo lavoro, il nuovo disco apre completamente le paratie alla melodia, relegando il rock ad ruolo fondamentalmente comprimario. Una scelta che rischia di non piacere a numerosi ascoltatori, ma che risulta tutt'altro che sorprendente: Perché Non Si Sa Mai rappresenta al contrario la conclusione logica di un percorso intavolato da tempo, e che trova in questa sede la sua espressione più avanzata.
Basta dare un'occhiata alla lista degli ospiti per capire che aria tira: ritroviamo infatti alcuni nomi grossi del panorama rap/indie italiano contemporaneo, quali Willie Peyote, Claver Gold o Giancane. Una prima impressione che non tarda a concretizzarsi una volta premuto il tasto play. Dopo l'inevitabile intro autocelebrativo, Primo Sguardo apre le danze in maniera soffusa; un riff frizzante quanto leggero e avvolgente, posto a supporto delle melodie vocali del frontman Eugenio Borra. La sua voce ha perso quasi tutte le asperità del passato, ed anche la base strumentale si distingue per il suo carattere liscio e levigato. L'opener detta le coordinate di quasi tutti gli episodi successivi: una proposta musicale fondamentalmente soft, caratterizzata da un riffing ridotto all'osso, una strumentale minimalista e spesso di ampio respiro. Gli uptempo che si trovavano ancora su Il Fuoco non si è Spento sono un pallido ricordo, per non parlare degli inni oi! dei due album precedenti. Fanno anzi la loro comparsa delicati inserti acustici e pianistici, come nel caso della pacata Boots. Certo, il solco rock della strumentazione classica è sempre lì, ma morde raramente, limitandosi il più delle volte a sorreggere le numerose melodie che striano di grigio i brani del disco. Queste, bisogna dirlo, sono davvero coinvolgenti. Il gruppo non ha infatti perso la sua capacità ad emozionare, grazie a testi zuppi di fierezza e malinconia, articolati su progressioni meste ma sempre orgogliose. Ottimo da questo punto di vista il songwriting di Eugy, autore di liriche semplici quanto spesso indovinate, imperniate sul tema dello scorrere del tempo e capaci di trovare le parole giuste al momento giusto. My Friend, Sopra i Muri o Prendere Fuoco infilano così tre hooks che si incastrano subito nel cranio dell'ascoltatore. Ragazza Come Noi alza un po' i battiti e rimette in gioco un po' di vigore, senza però rinunciare alla solita eleganza, mentre Lividi adotta un tono un po' scanzonato e un refrain smaccatamente pop. Buona la comparsata di Giancane che firma una prestazione convincente e ben adatta al brano, così come la strofa di Willie Peyote su Il Quindicesimo Inverno. Il featuring più sorprendente è però quello di Claver Gold, che corona un brano inusuale, sofferto e costantemente teso tra atmosfere intimiste ed una base strumentale nettamente più rocciosa delle altre. Chiude il cerchio Farewell, che riprende le coordinate dei pezzi precedenti, senza però aggiungere più granché a quanto detto in precedenza.
L'abbiamo detto e ripetuto, Perché Non Si Sa Mai è un disco estremamente melodico -abbastanza per essere incluso nella rubrica "Low Gain" di Metallized. Eppure, possiamo affermare che i Bull Brigade non si siano snaturati. Benché meno focosi che in passato, i brani mantengono un legame diretto con quanto fanno prima d'ora, riscontrabile specialmente nel cantato di Eugy e nel feeling di fiera nostalgia che pervade da sempre la musica dei torinesi. Chi si aspettava uno Strade Smarrite parte seconda resterà quindi deluso, ma questa virata era ampiamente prevedibile, ed il risultato è pienamente riuscito. Possiamo tutt'al più rimproverare al disco una leggera assenza di varietà, ma i Bull Brigade riescono, una volta in più, a toccare le corde giuste, anche su terreni parzialmente nuovi.
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15
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A camparci, di musica, mi pare che Eugenio stesso abbia detto che ormai non crede abbia senso provarci. Poi no per carità non dico si sia scordato da dove viene, ma sembra volerlo mettere un po\' in secondo piano |
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14
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X Mos Maiorum. Te la do vinta dai. 😄 Però un po\' ci provano. |
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@Skull: non credo ci sia un limite di età per cambiare rotta ma qui percepisco,il idea, poca passione e tanto mestiere. Soprattutto tanta voglia di svoltare. Dubito che con questa uscita andranno a suonare nei luoghi dove hanno sempre suonato o, comunque, troveranno una fredda accoglienza. Passatemi una battuta mi sembrano i bamboli di pezza  |
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12
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Cmq la svolta l\'hanno ottenuta passando nel rooster della Barley Arts per il booking live. Ripeto, può piacere o meno, ma credo che la scelta di cambiare genere sia stata portata avanti senza di fatto tradire la loro storia e semplicemente decidendo di voler arrivare a un pubblico diverso e più ampio, probabilmente anche per provare a camparci di musica. Ma conosco personalmente Eugenio e so per certo che non si è scordato da dove viene... |
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11
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Un disco che pecca di onestà intellettuale in misura davvero esagerata. Inquadrare i bb nel punk oi! è realmente fuori luogo. Pop rock per quattordicenni, e dispiace, perché qualcosa da dire la avrebbero pure. Fuori fuoco ( o, a seconda dell’obiettivo, perfettamente a fuoco)
Per me è un NO
VOTO 10 |
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10
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No, a aumentare l\'audience ce la stanno facendo eccome. Per sto disco hanno fatto interviste con la Rai e hanno suonato da headliner in contesti come il Support you Local a firenze con gente di tutti i generi. Anzi, direi che se il nocciolo duro metallaro e skinhead inizia a bocciare l\'operato di una band, è un ottimo segno che si sta commercializzando bene il sound .
Detto questo, il rap e generi affini Eugenio li ascolta da tanto tempo e certi pezzi come PSM dalla Vita libertà sono molto buoni. Però certo, l\'Oi! gli veniva meglio |
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9
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Mah, un pezzo come \"Lividi\" a me piace, per quanto non faccia gridare al miracolo... @d.r.i. dice una cosa che condivido in pieno: \"le sonorità di questo disco... non sono nelle loro corde\", forse perchè dopo 20 anni di attività è un po\' tardi per provare a cambiare pelle?
In ogni caso, in bocca al lupo! |
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8
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I gusti non si discutono, ma dubito che una tal mossa permetterà loro di ampliare l\'audience... Alla luce dei commenti qui sotto, mi sembra quasi che sarà il contrario. Per quel che mi riguarda, una scelta coraggiosa, che può certamente non piacere |
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7
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Per quello che erano i bull brigade e per quello che sono le sonorità di questo disco per me non arriva a 60: 55 direi voto giusto. La giustificazione di un voto così basso è proprio la scelta musicale, di cui non percepisco nulla di punk, non è nelle loro corde e quindi viene anche abbastanza male. Pronti a fare duetti a Sanremo, comunque auguro loro di ampliare l\'audience, motivo per cui hanno fatto questo disco. |
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6
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A mio avviso mi dispiace, il pezzo sopra non è né profondo né introspettivo, è uno dei peggiori del disco. L\'unico accenno introspettivo si vede nei versi come come \"faccio punk anche se ho chiuso con sto scemi\", che mi storcere il naso quanto a significato però. |
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5
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Non li ascolto e non li seguo. Uscendo dai vostri discorsi il pezzo è profondo e introspettivo. Secondo me è molto valido |
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4
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Oddio carmine in effetti non credo che a Borra serva che gli si dica cos\'è il punk, tra Banda del Rione e Bull Brigade ha fatto dischi che ti consiglio di recuperare. Anche con gli Youngang qualcosa di carino, ma nulla di che. Comunque quel tipo di Oi! in Italia lo hanno portato ai massimi livelli lui e pochi altri, qua c\'è poco da discutere. Secondo me è superficiale bollare sto disco a canzoncine da quindicenni, c\'è dietro un\'evoluzione molto grande.
Detto ciò, il voto per me è generoso. Io capisco i volersi evolvere e lo apprezzo, brani come Boots o Il quindicesimo inverno mi sono molto piaciuti, ma altri aspetti invece... Anche nel pezzo qua sopra, versi come \"faccio punk anche se ho chiuso con sti scemi\" sembra che si vergogni del suo passato skinhead granata e sta cosa non la capisco. Francamente Torino e l\'identità SHARP ce la sento veramente poco. Poi per carità magari vuole andare avanti (per quanto, veramente, con che cuore l\'autore di Strade Smarrite dica \"sti scemi\" al suo vecchio ambiente, mah), ma alcune soluzioni mi sembrano proprio bruttine. Sarà che in questi casi non riesco a capire dove finisce il mio lato bacchettone e dove le critiche legittime, ma rispetto al 79 rilancio con un generoso 74. |
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3
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@Carmine, scusa ma qui il problema é non essere abbastanza Punk o é non essere e suonare anni 80? No perché dal commento sembrerebbe.
Io loro non li conosco, però a giudicare dal video postato in fondo alla recensione mi sembra che cerchino di suonare moderni...
Non é il tipo di Punk che piace a me e mi limito a dirlo senza problemi, ho tutti i dischi delle due band da te citate (tranne la roba post 90 dei Misfits) e credo che pure i componenti di questo gruppo conoscano questi gruppi. |
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2
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@Carmine direi che non serve andare a spiegare cosa sia il punk a Eugenio.. lo sa probabilmente meglio di te. Ha fatto una scelta musicale che può non piacere (io stesso non li ascolto più,ma dal vivo vado volentieri a vederli per ascoltare i vecchi brani), ma lo ha fatto per scelta precisa. Ma se vai a recuperare cosa sono stati i Banda del Rione prima e appunto i Bull Brigade dopo a Torino nel primo decennio del nostro secolo capirai che lui il punk sa benissimo cosa sia. Darò un ascolto al disco per curiosità ma dalla recensione penso non mi piacerà più di tanto così come non avevo particolarmente apprezzato il precedente. Ma è una questione puramente di mio gusto e lo dico mantenendo il massimo rispetto per il mio vecchio amico Eugenio e le sue scelte musicali. |
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1
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Disco inconsistente , canzoncine che sembrano suonate da quattro sfigati adolescenti che giocano a fare i \'\"pank\"...
Dite a sti sfigati che il punk, quello vero, è tutto altro.
Magari andate ad ascoltare i Misfits o i Ramones....potete cercare su Google chi aono |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. Primo Sguardo 2. My Friend 3. Sopra i Muri 4. Il Quindicesimo Inverno 5. Boots 6. Prendere Fuoco 7. Ragazza Come Noi 8. Lividi 9. Senza Spine 10. Farewell
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Line Up
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Eugenio Borra (Voce) Diego Cecchetto (Chitarra) Alessio Serena (Chitarra) Stefano Gnani (Basso) Marco Bertasi (Batteria)
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RECENSIONI |
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