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17/11/26
KAMELOT + EXIT EDEN + TEMPERANCE
LIVE CLUB - TREZZO SULL\'ADDA (MI)
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Bitterness - Hallowed Be the Game
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26/02/2026
( 459 letture )
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Nati nel 2001, i Bitterness, provengono dal sud della Germania e con questo Hallowed Be the Game firmano il loro ottavo full-length.
Ci troviamo di fronte ad un disco di canonico thrash vecchia scuola che, più che alle band di casa, si ispira ai gruppi d'oltreoceano quali Testament, Death Angel e Megadeth. I Bitterness dispongono di un ottimo bagaglio tecnico e di una spiccata indole melodica che gestiscono con mestiere. WWH8 introduce l'album nel migliore dei modi, riff massicci e dal taglio groove scolpiscono un brano che non indugia in tecnicismi particolari, ma si rivela incisivo proprio nella sua spartana semplicità. Stesso discorso per AMOK:KOMA, che si affida a pochi, rocciosi riff in palm-muting e ad un ritornello ossessivo, riuscendo a far scivolare via senza intoppi i suoi quasi sette minuti di durata. Lo zampino dei Megadeth dell'epoca di Countdown to Extinction è più che evidente in Hypochristian, altro brano in cui la band tedesca riesce a gestire ottimamente un minutaggio importante. Con le prime tre tracce, tutt'altro che sorprendenti, ma ben confezionate e decisamente gustose, Hallowed Be the Game riesce a catturare l'attenzione dell'ascoltatore, mostrandosi da subito come un lavoro onesto, per niente pretenzioso, ma non per questo privo di attrattiva. Dopo il buon trittico iniziale la scaletta prosegue con High Sobriety, che vanta la collaborazione di Andreas "Gerre" Geremia, vocalist dei Tankard, e del chitarrista Michael Goldsmith (Blackend, Goldsmith). Sempre Goldsmith scrive anche l'assolo di Win-Windustry. A dirla tutta, queste due tracce centrali si rivelano leggermente più scontate e meno incisive, soprattutto Win-Windustry, e raffreddano un tantino gli animi. L'asticella torna però ad alzarsi subito dopo con la title-track, brano secco, veloce e arrembante, dotato di un ottimo chorus. Ancora meglio Losing, che punta su un trascinante riff power metal ed è anch'essa dotata di un ritornello coinvolgente e di una bella atmosfera epica. Poi, di nuovo, l'album incespica con la lunga strumentale Magnum Innominandum, piacevole ma decisamente scontata e superflua, e con la cover di Scream, noto (e bellissimo) brano dei Misfits, che è praticamente identica all'originale e si pone quindi come semplice e sterile omaggio alla band statunitense.
Hallowed Be the Game è un disco thrash di maniera come ne escono continuamente sul mercato e la scaletta dell'album, come già detto, non è priva di cali di ritmo. Ma è il classico album che, pur offrendo poche idee, le gestisce nel migliore dei modi. Mette in campo brani dalla scrittura semplice, pezzi orecchiabili e di facile presa, nei quali i Bitterness riescono ad essere tosti e aggressivi senza mai soffocare l'ascoltatore con eccessi di cattiveria o toni troppo cupi. Buone le prove dei musicisti, in particolare spicca il lavoro di Andreas alla batteria, preciso, sobrio, mai eccessivo eppure non privo di raffinati tecnicismi. La band tedesca poteva forse offrire di più, perché ha qualità innegabili, ma, a conti fatti, questa loro nuova fatica offre diversi validi brani di schietto e più che dignitoso thrash metal.
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6
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Notevole, molto buona la produzione e soprattutto le vocals non scadono nel growl. Thrash purissimo di scuola americana 🤘🎸🔥 |
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5
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...canonico....ne piu\' ...ne meno....
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4
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...canonico....ne piu\' ...ne meno....
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3
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...canonico....ne piu\' ...ne meno.... |
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2
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...canonico....ne piu\' ...ne meno.... |
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1
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. WWH8 2. AMOK:KOMA 3. Hypochristian 4. High Sobriety 5. Win-Windustry 6. Hallowed Be the Game 7. Losing 8. Magnum Innominandum 9. Scream
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Line Up
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Frank (Voce, Chitarra) Marcel (Basso) Andreas (Batteria)
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