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Mindfeels - 2WO
22/03/2026
( 744 letture )
Il debutto degli italianissimi Mindfeels è datato 2017, oggi, dopo 9 anni di attesa, vede la luce il secondo capitolo di questo quartetto dedito all’AOR. Formatisi nel 1994 come Dejanira, band di tributo ai Toto, il poker di musicisti ha deciso di calarsi all’interno di un progetto originale per scrivere la propria musica, con una miscela in bilico tra energia crepitante e velluto. Il nome del gruppo rende omaggio all'undicesima opera di Steve Lukather e soci e il loro esordio, XXenty, pubblicato nel novembre 2017, si è rivelato un passo importante per celebrare una lunghissima unione, all’insegna di un ventennio di note suonate insieme. Sempre nel dicembre dello stesso anno è stata stampata un'edizione giapponese del disco, con il gruppo che si è esibito in diversi concerti nel nostro Paese condividendo il palco con altre band, collaborando con Michael Kratz, cantante danese ed esperto musicista in ambito AOR. E lo stesso singer nordico, insieme a Kasper Viinberg e ad Aldo Bulgheroni, hanno offerto un loro cameo in questa nuova release. Seguendo il percorso stilistico del suo predecessore, questo secondo step discografico mostra le indubbie capacità di questi musicisti tricolori, bravi a saper fondere abilità tecnica, abbinata ad una scrittura di classe, condita da melodie sopraffine. Mixato e masterizzato da Roberto Priori, l’album ha già sfoderato un primo singolo, We Will Make It, con tanto di video musicale ufficiale, pubblicato lo scorso11 novembre.

Dopo l’intro di Out of Spin, deflagra il single edit We Will Make It, pezzo con carattere e piglio deciso: la voce segna ampiamente la traccia con coralità che grattano la porta dell’empireo, chitarre solide, key che connotano l’andatura, melodie decisamente luminose per un ritornello che resta subito tra le sinapsi, solo guitar tirato e pregevole; insomma una gran bella partenza per questo viaggio marchiato con il logo della band. Fading Lights scatta dai blocchi con decisione grazie ad un riff nervoso della sei corde che strizza l’occhiolino ovviamente ai Toto, come tutto lo sviluppo del brano, con brillanti esiti e gradevolezza per i padiglioni auricolari e un intervento della chitarra molto bello, come gli incroci vocali sul finire del pezzo. Again in the Wind disegna una semiballad con parecchi tocchi felpati e armonie che si diluiscono nei sogni di chi ascolta, con un ritornello estremamente avvenente. Something New colpisce per il tono limpido e acutizzante del singer e la rotondità degli arrangiamenti, con un refrain scortato dalle tastiere, che scatena un flavour da AOR scandinavo. Il volo di Flying Away from This World si impenna su un bizzoso riff della guitar e seconde voci che colpiscono il bersaglio e un azzeccato assolo delle key, mentre Here with Me è un lentone suggestivo, emozionale, che mette in grande risalto una chitarra palpitante che fa vibrare atmosfere di gran lignaggio e scansioni armoniche toccanti. The Other Side of You vede la partecipazione dei due ospiti sopracitati alle voci: chitarra acustica, basso penetrante, rullante secco e armonie scanzonate per una virata su lidi diversi da quanto ascoltato sino ad ora, un esperimento molto apprezzabile e decisamente riuscito, con quei coretti che completano l’architettura del pezzo. Passengers con il synth poderoso di Bulgheroni, appare come un brano stralunato, particolare, con una musicalità elevatissima e la voce di Davide Gilardino che si arrochisce su un tessuto quasi dissonante: ottime sensazioni che richiamano, ovviamente, alcune cose dei Toto. Dreamland avrebbe potuto entrare di diritto nel catalogo di Paich e soci per carattere indubbio e uso conclamato della ricetta tipica degli americani, così come You Can't Let It Go, che gode di arie distese e impuntature. Run Away è hard rock vitale con chitarre toste, un solo nuvoloso e coralità che definiscono il brano, mentre The Wait scrive la parola fine sulla scaletta, scaturendo una perla finale inaspettata, colma di grande feeling e maturità che tocca diversi lidi, con matrici chiaramente prog e sperimentali: unico ritaglio strumentale che mostra, una volta in più, la grande abilità scrittoria del quartetto.

Un disco ottimo, un ritorno di livello per una band che ama e amerà svisceratamente i Toto per sempre, e altroché se si sente, ma Luca Carlomagno e i suoi compagni di band sanno anche mischiare le carte, dando al proprio pubblico degli spaccati diversi, osando e spingendosi nell’esplorazione di altre formule. Chi ama l’AOR nella sua interezza, chi adora tecnica, perizia e melodie troverà sicuramente pane per i propri denti in questo 2WO, una release molto ben suonata e strutturata, con tutti i connotati al posto giusto: album decisamente da ascoltarsi con grande attenzione.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
Francesco
Lunedì 23 Marzo 2026, 20.36.31
1
Disco stratosferico! Per tutti gli amanti del rock melodico
INFORMAZIONI
2026
Art of Melody Music / Burning Minds Music Group
AOR
Tracklist
1. Out of Spin
2. We Will Make It
3. Fading Lights
4. Again in the Wind
5. Something New
6. Flying Away from This World
7. Here With Me
8. The Other Side of You
9. Passengers
10. Dreamland
11. You Can't Let It Go
12. Run Away
13. The Wait
Line Up
Davide Gilardino (Voce, cori)
Luca Carlomagno (Chitarre, programmazione tastiere)
Roberto Barazzotto (Basso)
Italo Graziana (Batteria, percussioni, cori, programmazione tastiere)
 
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