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17/11/26
KAMELOT + EXIT EDEN + TEMPERANCE
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Bras d’honneur - Hate Speech
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28/03/2026
( 630 letture )
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Non poteva esserci dichiarazione più programmatica di disprezzo verso il mondo intero di un disco intitolato Hate Speech ad opera dei Bras d’honneur, riferimento letterale al proverbiale “gesto dell’ombrello”. Le due menti dietro il progetto in realtà non necessitano di presentazioni: R e V non sono infatti altri che Roman Saenko e Vladislav Petrov, noti soprattutto per i Drudkh, ma insieme in numerose band tra cui Rattenfänger, Windswept, Precambrian e i defunti Blood of Kingu.
Una collaborazione ben rodata che stavolta dà vita ad un progetto che non vuole solo condensare in sé l’astio nei confronti di tutta l’umanità ed esprimere rigetto per il presente e la società, ma anche incarnare l’essenza del black più cruento e senza compromessi. Hate Speech rappresenta infatti una sorta di tributo al black primordiale e venato di death metal che aveva trovato terreno fertile specialmente negli Stati Uniti con realtà come Profanatica e Von, la cui strana parabola di influenza del genere non accenna ad esaurirsi. In soli trentacinque minuti e tredici, brevissimi, brani, il duo ammassa dunque tonnellate di violenza sonora, attraverso una pioggia interminabile di blast-beat e, per ogni canzone, uno, massimo due riff, ossessivi e malevoli, composti da una manciata di note in tremolo, mentre sul tutto si erge il growl ferale di Saenko, così profondo e riverberato da sembrare davvero il verso di una creatura infernale. I rallentamenti sono ben pochi (Eaten Alive by the Pigs) e i momenti di tregua assenti. Fin dall’incipit di Trench Knife l’ascoltatore viene risucchiato in un buco nero fatto di ritmiche incessanti e riff vorticosi. Questi ultimi riescono spesso a creare un effetto di ipnosi grazie al loro ripetersi continuo e adoperando spesso delle strutture ascendenti-discendenti che conferiscono una sorta di senso di circolarità alle armonie, come si può apprezzare ad esempio in Regicide e Main de gloire. Il sound, pur votato all’assalto feroce perpetrato dal combo, preserva anche la perfetta intellegibilità di tutti i riff, che spesso può essere la vittima sacrificale di questo tipo di produzione black/death. Unica pecca forse il fatto che a volte la voce tende ad essere assai pervasiva nel mix, ma è una sensazione a cui in verità ci si abitua con l’avanzare degli ascolti.
Pur all’interno di una proposta diretta e compatta, che lascia poco spazio a variazioni ed interpretazioni, si percepiscono i vari modi attraverso cui la band esprime il proprio odio incontrastato: si distinguono dunque brani come Scum of the Earth, essenziale e assillante con il suo riff portante costituito da una sequenza cromatica di due accordi, rispetto ad una scheggia dissonante come Crown of Nails; se invece composizioni come Stench of Rotten Blood e Poisoning Hearts with Malice mettono in risalto sezioni con più groove e tendenti al death, l’eponima Bras d’honneur e la finale Sheep in a Wolf’s Clothing concludono in spirito decisamente più black.
Hate Speech è uno di quei dischi che non hanno bisogno di essere compresi: basta concedersi una mezz’ora abbondante per lasciarsi trasportare all’interno della sua spirale di distruzione primitiva. I brani, netti e dolorosi come mazzate nei denti, si portano dietro oltre la violenza bruta del death, anche l’intensità e l’atmosfera tesa ed oscura tipicamente black metal, risultando il mix letale per gli appassionati degli approcci più visceralmente estremi.
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2
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Che bombardata di album |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. Trench Knife 2. Scum of the Earth 3. Regicide 4. Main de Gloire 5. Eaten Alive by the Pigs 6. Crown of Nails 7. Stench of the Rotten Blood 8. Poisoning the Hearts with Malice 9. Disemboweled 10. Goat Rapists 11. Judas Cradle 12. Bras d'Honneur 13. Sheep in Wolf's Clothing
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Line Up
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R (Voce, Chitarra, Basso) V (Batteria)
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RECENSIONI |
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