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Toxic Shock - Future is Calling
04/04/2026
( 388 letture )
Per dirla tutta, li avevamo un po' persi di vista i Toxic Shock, oseremo dire quasi dimenticati. Non ce ne vogliano i nostri buoni fiamminghi, ma sono passati quasi dieci anni dalla pubblicazione del loro ultimo album, il più che discreto Twentylastcentury -un bel lasso di tempo, specialmente in una nicchia, quella thrash metal, capace di sfornare nuovi virgulti ad una velocità disarmante. Malgrado la prolungata assenza, il gruppo di Anversa dimostra di non aver perso la mano; al contrario, il nuovo Future is Calling spazza in un batter d'occhio le ragnatele accumulatesi nel corso di questo lungo silenzio discografico.

Un silenzio che ha inciso sulla proposta della band. Pur restando saldamente impiantati nel filone thrash, i Toxic Shock tornano alle origini, ovvero verso i lidi crossover esplorati sull'esordio Daily Demons (2013). Delle strutture articolate e delle influenze heavy e classic metal sperimentate sul precedente Twentylastcentury non rimane dunque più nessuna traccia: Future is Calling è infatti un disco estremamente schietto e nervoso, composto da un pugno di brani che faticano a superare i tre minuti di durata. Già con la prima traccia, sorta di intro prolungato, si capisce che aria tira. Senza presentare un riffing particolarmente riconoscibile, il brano sprigiona un'energia invidiabile, intrappolata in ogni singolo episodio della scaletta -spicca in particolar modo il cantato carismatico di Wally, mattatore e vero valore aggiunto dell'intero lavoro. Questo, pur presentando quale sporadica accelerazione, rimane globalmente ancorato a grevi tempi medi, ciò che permette al gruppo di scatenare una massiccia dose di groove. In altre parole, l'album risulta dannatamente trascinante, come dimostrato puntualmente dalla seguente Reborn, vicina alla proposta dei primi Enforced (quelli del portentoso At The Walls, per intenderci), o da HQ, uno degli episodi più memorabili del disco. La successiva 1239 alza i battiti per un risultato altrettanto coinvolgente, grazie specialmente ad un refrain declamato che si incolla immediatamente nella scatola cranica dell'ascoltatore. Quick to Forget fa ugualmente parte degli episodi più concitati della tracklist, ma non rinuncia ad uno stacco più roccioso, melodicamente interessante, nella seconda parte. E roccioso è sicuramente l'aggettivo che descrive al meglio Lifelong Sentence, brano relativamente rapido ma incapace di sciogliere completamente la briglia, nel corso del quale i Toxic Shock distribuiscono groove (e mazzate) come non ci fosse un domani. Bene anche Procrastination-Frustration, dotata di un riffing particolarmente affilato, mentre Through the Poison mette sul tavolo una scorrevolezza tipicamente punk, seppur attraversata dalle tipiche asperità del genere; quest'andamento scarno e diretto caratterizza anche la conclusiva Sex Beat, cover dei The Gun Club, alfieri del cosiddetto "punk blues" americano. La versione targata Toxic Shock si dimostra altrettanto catchy, benché logicamente appesantita -e permette di terminare l'ascolto in maniera leggera e piacevole.

Ad ascolto concluso, appare chiaro che la scelta di tornare in territori crossover sia stata vincente. Non che Future is Calling inventi granché, anzi. Eppure, rispetto al pur gradevole predecessore, il terzo album dei fiamminghi può contare su di una potenza davvero contagiosa, a tratti esaltante, la quale dinamizza notevolmente l'ascolto. Oltre alla precitata prova del frontman, vale la pena sottolineare la produzione, il cui carattere caldo e frastagliato mette in risalto l'irrequietezza generale. Gli altri musicisti firmano una prestazione impeccabile, ma posta al servizio dell'insieme. La grande esperienza accumulata -più di 15 anni di carriera- si riversa in una musica allo stesso tempo frizzante ed estremamente compatta, ficcante quanto visibilmente divertita. Insomma, Future is Calling si dimostra un ritorno pienamente all'altezza. Consigliato.




VOTO RECENSORE
76
VOTO LETTORI
84.5 su 4 voti [ VOTA]
Rik bay area thrash
Domenica 5 Aprile 2026, 16.31.11
4
Band che non conosco affatto... commento la song del player sopra: a me non dispiace affatto e come detto sotto, in sede live devono essere uno spasso 🤘🎸🍻
jeffwaters
Domenica 5 Aprile 2026, 10.32.30
3
A me è piaciuto molto più questo con appunto un ritorno al crossover, il mio genere preferito in assoluto, dal genere musicale non si può pretendere di più, secondo me, almeno che non sei i waste per intenderci...E sicuramente belli divertenti in sede live. Bravi in linea col voto del recensore
LAMBRUSCORE
Sabato 4 Aprile 2026, 20.42.17
2
Diamo 65, perchè l\'impegno ce lo mettono, poi secondo me dal vivo dovrebbero essere belli carichi.
LAMBRUSCORE
Sabato 4 Aprile 2026, 20.40.45
1
Il primo mi era piaciuto abbastanza, il secondo un po\' meno, questo qua un po\' più del secondo -mo che due maroni Lambrosk che c\'hai, dio b... rompi i maroni anche a pasqua-.. alla fine per me è una band decente ma non esaltante, ecco
INFORMAZIONI
2026
This Charming Man Records
Crossover
Tracklist
1. Into the Garden of Grief
2. Reborn
3. 1239
4. Lifelong Sentence
5. Quick to Forget
6. Earth
7. HQ
8. Through the Poison
9. Procratination-Frustration
10. Creepy Reaper
11. Sex Beat
Line Up
Wally (Voce)
DK (Chitarra)
PC (Chitarra)
Maarten De With (Basso)
Wotte (Batteria)
 
RECENSIONI
65
 
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