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17/11/26
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Monstrosity - Screams from Beneath the Surface
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09/04/2026
( 1534 letture )
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I Monstrosity non hanno bisogno di presentazioni nel panorama metal: la band fondata in Florida nel 1990 è una delle capostipiti del death metal e album come Imperial Doom e Millennium ne sono la prova. Dopo otto anni di attesa dal precedente The Passage of Existence, la band torna sul mercato discografico con Screams from Beneath The Surface, anche in questo caso edito da Metal Blade Records. Rispetto al disco precedente la band ha subito dei cambiamenti che riguardano la formazione: infatti alla voce troviamo Ed Webb, alla prima prova in studio con in gruppo, mentre, al basso è presente Mark Van Erp, che torna nella band dopo oltre vent’anni, avendo già suonato nel primo seminale album della band, il già citato Imperial Doom. Sicuramente, per una band con oltre trentacinque anni di carriera le aspettative e le richieste non pendono verso l’esigenza di avere il disco dell’anno, d’altro canto, però la caratura della band fa sì che ci sia sempre una certa attenzione verso ogni nuova uscita discografica.
Il compito di aprire le danze spetta a Banished to the Skies, la quale, dopo una breve intro, ci accoglie con un mid-tempo dai riff muscolari. In questa canzone emergono specialmente due aspetti: gli assoli, che hanno uno spiccato gusto melodico, e i cambi di tempo, caratteristici della band e che in questo caso risultano ben inseriti nel contesto del brano, senza risultare forzati, rendendo più avvincente il brano e sorprendendo l’ascoltatore. Con l’accoppiata The Colossal Rage e The Atrophied si entra nel vivo dell’album, dove la prima, come suggerisce il titolo, è uno degli episodi più violenti del disco, con continui riff in tremolo e blast beat e assoli velocissimi, dove la band spinge veramente sull’acceleratore, mentre con la seconda, dopo un inizio che sembra ricordare la canzone precedente per la sua violenza, i ritmi rallentano lasciando spazio ad articolati assoli di chitarra, prima di un susseguirsi di cambi di tempo, che rendono il brano interessante e dotato di gran mordente. Con Spiral invece, succede il contrario: se nei casi precedenti i cambi di tempo e il riffing erano alla base della buona riuscita dei brani, in questo caso il riffing non è per nulla memorabile e dà quel senso di già sentito, mentre i cambi di tempo risultano in taluni casi forzati e producendo l’effetto opposto, invece che dare slancio al brano, lo fanno risultare noioso e ridondante. Arrivati alla parte centrale del disco i Monstrosity, con la doppietta composta da Fortunes Engraved in Blood e Vapors alzano ulteriormente i ritmi, donando alle nostre orecchie probabilmente i momenti più pesanti del disco, con la velocità che non vuole saperne di diminuire i BPM e la chitarra di Matt Barnes che macina riff a profusione, senza lasciare tregua all’ascoltatore. L’album prosegue con The Thorns e Blood Work: queste non spostano le coordinate del disco, risultando in due esempi di canzoni “alla Monstrosity”, le quali non fanno gridare al miracolo ma, inserite nel contesto dell’album o di un’ipotetica sede live, sapranno dire il loro perché. È invece con The Dark Aura che la band prova a diversificare la proposta, proponendo una canzone con tinte quasi doom, che vede la presenza di archi e sintetizzatori, che creano un’atmosfera sinistra che permea tutto il brano. Sebbene al primo impatto la canzone possa sembrare estranea al contesto del disco, l’esperimento proposto dalla band risulta riuscito, essendo bravi a non cadere nella monotonia e mantenendo l’ascoltatore attento durante il brano. Il compito di chiudere le danze spetta a Veil Of Disillusion, con la quale si ritorna allo stile delle canzoni precedenti, risultando in una degna chiusura di un disco di un gruppo che sa molto bene come suonare death metal.
Tirando le fila, Screams from Beneath the Surface suona come un disco onesto e di cuore, composto da una band veterana della scena e alla quale sicuramente non si chiede di replicare un nuovo Millennium, ma che, dopo oltre trentacinque anni di carriera, continua a sfornare musica di qualità, e del resto, questa è la cosa principale.
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19
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Visti dal vivo ieri sera..Mostruosi!..i nuovi brani dal vivo rendono davvero bene e la band è davvero in forma, Harrison è una macchina da guerra, Barnes impeccabile, Webb per timbrica e presenza è perfetto perchè rimanda agli anni degli esordi e anche il ritorno di Van Erp è un ottima notizia! |
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18
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Non mi ha convinto in pieno, anche se resta un discreto lavoro. Voto 68. |
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17
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Ottimo album, ottimi musicisti e ottima produzione. Mi è piaciuto davvero molto e non riesco a smettere di ascoltarlo. |
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16
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Ci si vede il 22 a Bologna! |
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15
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Mi spiace perchè i primi 3 album sono pietre miliari del genere ma ormai non mi prendono più per nulla, trovo che si siano appiattiti davvero troppo, fra questo e l\'ultimo degli Immolation c\'è un abisso a favore di questi ultimi. |
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14
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Per quanto mi riguarda impossibile dare meno di 8 ad un lavoro del genere, a prescindere dai precendenti. È chiaro che un confronto con dei pilastri darà sempre ragione a questi ultimi. Questo e il disco degli Immolation tantissima roba. |
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13
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È un disco da almeno 80,,, |
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12
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Mah, per me non facciamo troppi sofismi; non siamo più nel 92 e certa musica e\' chiaro che non può più avere lo stesso impatto. Ma nel 2026 questo è Immolation ( non ho ancora preso Vomitory )mi sembrano ottime prove. Sono in linea con il commento di Dewid, limitatamente all\'anno in corso 80 |
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11
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Non mi faccio condizionare dal voto, per me è almeno 80 ma iL voto è destinato a salire. |
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10
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Buon album secondo me. Forse speravo in qualcosina di più anch’io, anche perché non sono la band più prolifica del pianeta. Ho preferito i precedenti, però il death non si sono certo scordati come si fa: l’opener e altri pezzi tipo Vapors stanno lì a dimostrarlo. A dire il vero ci sono tuttavia anche 2/3 pezzi che non mi hanno colpito (al di là del mestiere, che nel loro caso è già una base di alto livello). Voto 79 |
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9
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L\'ho ascoltato e direi che mi aspettavo qualcosa in più, mi torna la voglia di sentire i primi 3, soprattutto Millennium e In dark purity. |
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8
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Album di mestiere, nulla di più, per i nostalgici del death tecnico vecchia scuola. Voto 6,5 di stima. |
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7
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Promosso gira nel lettore da un po\'.Voto 75 |
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6
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Lo sto ascoltando da un paio di settimane e mi sembra un ottimo album, non è certo Imperial Doom ma a livello di produzione, suoni e stile devo dire che preferisco questo rispetto alle ultime uscite che mi sembravano leggermente più piatte..e l\'innesto di Webb per me fa tutta la differenza del mondo. Voto 85 |
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5
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classe a profusione x una band che non ha mai sgarrato e ha prodotto l\'ennesimo ottimo lavoro, che preferisco al precedente e credo che meriti 75 forse anche qualcosina in più. lo ascolto regolarmente da quando è uscito e non mi stanca, cosa che x me è rara. oltre al trittico iniziale ci sono pezzi ottimi anche nel mezzo come vapors ed engraved che non mi dispiacerebbero in sede live quindi anche una buona distribuzione nel disco, incluso un ottimo finale come veil of disillusions la cui parte conclusiva è veramente epica come solo loro sanno fare. van erp e webb fanno sì che io percepisca più stabile la band e spero di non essere smentito in futuro |
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4
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....buon disco.....anche se preferisco i primi lavori....75.... |
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3
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Album più che valido ma per me sicuramente inferiore a The Passage of Existence |
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2
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Solido, buono, forse il migliore dal clamoroso \"In Dark Purity\" per me, nonostante una parte centrale un po stanchina. Voto che ritengo super obiettivo e col quale sono perfettamente in linea, al contrario degli 8/8.5 sparati in giro che a mio parere sono un po eccessivi. Un buon ritorno. |
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1
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A me è piaciuto molto. Condivido abbastanza la recensione ma qui secondo me siamo dalle parti dell\'80 abbondante, come voto. |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. Banished to the Skies 2. The Colossal Rage 3. The Atrophied 4. Spiral 5. Fortunes Engraved in Blood 6. Vapors 7. The Thorns 8. Blood Works 9. The Dark Aura 10. Veil of Disillusion
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Line Up
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Ed Webb (Voce) Matt Barnes (Chitarra) Mark Van Erp (Basso) Lee Harrison (Batteria)
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RECENSIONI |
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