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Exorcizphobia - Neurosis Unbound
17/04/2026
( 611 letture )
Presenza costante nel circuito thrash europeo, i cechi Exorcizphobia (difficile scriverlo giusto senza il copia-incolla...) tornano in pista con un nuovo lavoro in studio, il qui presente Neurosis Unbound. Pubblicato tre anni dopo il precedente Spiritual Exodus, il nuovo nato porta a cinque il numero di full-length licenziati dal gruppo di Trutnov, il quale può ormai contare su di una carriera lunga un ventennio. Partiti all'insegna del thrash più ortodosso e diretto, i Nostri hanno progressivamente complicato la proposta, divenuta più cerebrale col passare degli album. Neurosis Unbound non fa eccezione, come l'evocativa copertina lascia d'altronde presagire. Si respira in effetti una forte aria di Voivod e, senza scomodare ingombranti paragoni, si può dire che gli Exorcizphobia condividano qualche tratto con i geniali canadesi.

Bastano pochi istanti per rendersi conto della proposta del quartetto. L'opener True Lie attacca senza fronzoli, mettendo sul tavolo una notevole forza d'urto. Allo stesso tempo però, il brano svela un riffing relativamente arzigogolato, una struttura cangiante, ed è continuamente attraversato da riusciti innesti sghembi e frastagliati. Non si tratta di una canzone esplicitamente tecnica o progressiva, ma piuttosto di un sentimento diffuso che si cela dietro una facciata diretta e granitica. Ritroviamo le stesse caratteristiche anche nella title-track, altro up-tempo che riesce con successo a coniugare impatto frontale e succosi accorgimenti strumentali, mentre Cold si rivela leggermente più catchy, a causa di un andamento più scorrevole e di un'azzeccata sensibilità melodica -ottima tra l'altro la prestazione del bassista Aleš Kostka, tecnico e spesso piuttosto inventivo. In altri momenti del disco, gli Exorcizphobia abbassano invece la cadenza, come dimostrato da Hell in Veins, davvero terremotante nel suo incedere roccioso. Anche Pain Monopoly mantiene i battiti relativamente bassi, privilegiando un approccio più avvolgente, senza per questo rinunciare al solito riffing cervellotico e stratificato. Vale comunque la pena sottolineare che, complici anche le durate piuttosto brevi, i pezzi del disco colpiscono al primo impatto e restano globalmente digeribili, senza venir eccessivamente appesantiti dalle pur abbondanti finezze che arricchiscono l'ascolto. Se Global Cooldown -buono il solo iniziale- rimane nelle coordinate sonore degli episodi sopra descritti, il disco conta un paio di brani decisamente inusuali. Addicted rappresenta la prima sorpresa: nel corso dei suoi due minuti scarsi di durata, il pezzo rispolvera sorprendenti echi rockeggianti, senza però andare fino in fondo -il risultato suona un po' indeciso, e non particolarmente convincente. Magical Formula si spinge ancora più lontano: trattasi di una vera e propria ballad acustica, in sé più riuscita del brano precedentemente citato, ma comunque piuttosto lontana dal resto della tracklist. Stesso discorso per la conclusiva Growing Back Home, altro episodio acustico che ha se non altro il merito di svelare un interessante carattere sospeso e atmosferico.

Questi tre brani si scostano dunque in maniera piuttosto chiara dagli altri. Possiamo applaudire il tentativo di esplorare nuovi linguaggi, ma il risultato convince solo a metà. Come detto, le song fanno fatica ad integrarsi in una scaletta che viaggia su tutt'altre coordinate -e che si dimostra già sufficientemente variegata. Il resto del disco funziona infatti molto bene: gli Exorcizphobia dimostrano di possedere uno stile proprio, allo stesso tempo sofisticato e impattante. Una tracklist più omogenea avrebbe giovato ancora di più ad un disco comunque solido e piacevole.





VOTO RECENSORE
72
VOTO LETTORI
72.46 su 13 voti [ VOTA]
jeffwaters
Domenica 19 Aprile 2026, 11.13.40
3
@Lambruscore ce l\'avevo sotto ai radar. Domani a lavoro avrò tempo per ascoltarmelo, thanks. Io rilancio con, sempre in ambito crossover hc/thrash, l\'ultimo degli Zerre e il debutto dei Thunderkill, un trio americo/argentino
LAMBRUSCORE
Sabato 18 Aprile 2026, 12.45.24
2
Questo qua devo ancora ascoltarlo. @Jeffwaters ti consiglio il nuovo album, credo sia il primo, dei Vulture Syndrome, buon crossover thrash
jeffwaters
Sabato 18 Aprile 2026, 10.03.52
1
Non sono mai riuscito a farmeli piacere nonostante la loro fama, comunque un ascolto va sempre dato
INFORMAZIONI
2026
Doomentia Records
Thrash
Tracklist
1. True Lie
2. Hell in Veins
3. Addicted
4. Neurosis Unbound
5. Pain Monopoly
6. Magical Formula
7. Global Cooldown
8. Cold
9. Growing Back Home
Line Up
Tomáš Skořepa (Voce, Chitarra)
Ondřej Šíma (Chitarra)
Aleš Kostka (Basso)
Tomáš Kejkrt (Batteria)
 
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