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17/11/26
KAMELOT + EXIT EDEN + TEMPERANCE
LIVE CLUB - TREZZO SULL\'ADDA (MI)
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Tyketto - Closer to the Sun
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18/04/2026
( 990 letture )
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La ricomparsa degli hard rocker americani Tyketto è sempre una bella notizia da ricevere. Nati nel 1987 nella zona di New York, (ormai contano su quasi 40 anni di attività) la band è passata attraverso tante situazioni e vicissitudini che però la vedono ancora in vita e in ottima salute, come sta a testimoniare questo nuovo passo discografico sprintoso e frizzante. Closer to the Sun rappresenta il sesto capitolo da studio, più un paio di live, e della formazione originale troviamo il solo Danny Vaughn, cantante che ha caratterizzato la carriera frammentaria del gruppo, stroncata quasi definitivamente dall’arrivo del turbine grunge, dopo la pubblicazione del loro esordio nel 1991. Il debutto Don't Come Easy, con il singolone Forever Young, li mette in evidenza e li fa conoscere ad una bella fetta di audience, ma il Seattle sound imperante spazza via loro, come tante altri act dediti al rock duro negli States, decretando quasi l’epilogo del loro breve percorso musicale. Dopo un tour di supporto in Gran Bretagna ai grandiosi White Lion, il quartetto dell’epoca torna subito in studio per incidere il nuovo album, ma una volta messo tutto su nastro la Geffen straccia il loro contratto. Così l’ensemble, dopo parecchi tempi morti, può tornare sulle scene solamente nel ‘94, pubblicando finalmente Strength in Numbers per la Music for Nations. Da quel momento, abbandoni, scioglimenti, innumerevoli rimaneggiamenti di formazione, dischi editati con pochissima eco, così oggi il gruppo torna a colpire con una nuova pubblicazione veramente caliente e diretta, all’insegna di tanta energia e melodie fluorescenti. Da notare una curiosità, l’odierna line-up comprende alla batteria Johnny Dee (Britny Fox-Doro tra gli altri), già compagno di formazione di Danny nel biennio 85-87 con i Waysted, una formazione creata e voluta dallo storico bassista degli Ufo, l’inglese Pete Way, scomparso sei anni fa. Con quel monicker venne editato un buon album come Save Your Prayers (1986) che lanciò un bellissimo singolo come Heaven Tonight che girava spessissimo su MTV, cosparso di una frase di piano molto accattivante: ricordi datati ma sempre preziosi per il sottoscritto. Copertina scintillante, poi si parte per questo nuovo viaggio all’insegna delle composizioni rockeggianti, così Higher Than High rompe gli indugi grazie ad un riff pressante, up tempo e cori magnifici che conducono ad un inciso piacevolissimo, che cola dentro ad un tema di armonica, con la voce di Danny sempre sugli scudi. Buon inizio subito seguito da Starts with a Feeling e davvero sembra di essere tornati ai magniloquenti e iridescenti eighties: la song nasce da una parte acustica, trasformandosi in una luminosa traccia di AOR con un ritornello molto azzeccato e cantabile all’istante, che mostra tutta l’esperienza e la bontà scrittoria del quintetto a stelle e strisce. Bad for Good distende un altro riff spesso e spinoso, spaccato a metà dalla vocalità prorompente del frontman, condita da atmosfere tipicamente yankee, altro centro sul target con un buonissimo lavoro della sezione ritmica e il campanaccio in evidenza; a metà song un bridge ispido apre all’accattivante guitar solo, mentre We Rise sciorina un’anthemico singolo d’impatto con coralità nerborute e dorate, con il singer che fornisce l’imprinting hard/AOR, accompagnato da un pregevole assolo delle key, seguito dalla chitarra solista scatenata; ottimo brano con il refrain ripetuto all’infinito. Donnowhuddidis è un rock blues infiammato, nella più classica tradizione americana, mentre la titletrack si veste da power ballad, dispensando il tema del definitivo abbandono, con un percorso a sette note intrigante, poi Harleys & Indians (Riders in the Sky) solca territori polverosi e pietrosi ma con spunti solari che vanno nella direzione degli inni settantiani. E quel dannato “na-na-na” che porta alla mente tanti ricordi, e l’armonica a bocca pronta a spuntare da ogni angolo: un bel ritaglio che si ascolta con piacere, per grinta e scelte eufoniche. Hit Me Where It Hurts è hard selvatico dove i toni si inaspriscono sulla strofa per poi regalare un ritornello melodioso e affilato, contando su un bel lavoro di Dee alla batteria, con la pacca giusta, e un solo dell’ascia perfetto nel contesto. The Picture scioglie le note più dolci per una ballata delicata, soffice, sognante, puramente ottantiana capace di pervadere i gangli vitali: cori magnifici e prestazione da applausi per Vaughn, invece Far and Away si presenta come una song acustica, con saliscendi melodici spiccati e coralità perfette da intonare in un locale del Texas, con tanto di stivali e camicie da cowboy e un violino che irrompe, immettendo una cifra stilistica molto indovinata. Siamo al termine della scaletta e l’atto finale di The Brave torna su lidi rock calorosi, con calibrate partiture, impasti vocali eccellenti e un amore per gli incastri armonici più che evidente. Closer to the Sun è un album con tanta anima rappresa tra i solchi, che si percepisce ascolto dopo ascolto, con tutte quelle venature che appartengono all’ensemble in questione e con un cantante e una formazione rodata, ancora vogliosi di sorprendere. Nonostante i tanti riferimenti ottantiani sarebbe stato stupido ripercorrere come carta carbone quei tempi, qui invece si evidenzia quelle che sono le origini del gruppo ma anche la sua evoluzione nelle decadi, con accadimenti non sempre positivi, anzi. Un disco maturo, variegato, catturante, bello da ascoltarsi e con una capacità compositiva tutt’altro che banale. Ottimo ritorno guys!
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6
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Un album hard rock/aor come si deve, non come quelle robe saporifere fatte a carta carbone, che ultimamente ci propone la frontiers da qualche anno. Credo che mi accompagnerà in auto per diversi mesi  |
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5
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Questa recensione merita un applauso anche solo per la citazione dei Waysted |
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4
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...se non li avete mai sentiti prima \"dont come easy\" del 1991 e\' il capolavoro assoluto....qui ci sono alcune perle...the picture e\' un gran pezzo...anche feeling , we rise e closer...ma poi il resto sa di riempitivo...diciamo che se prendiamo questi 4 pezzi e li addizioniamo ai 4-5 belli del precedente reach salta fuori il capolavoro...eh eh! |
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3
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molto bello. ammetto di non averli praticamente mai seguiti (e non ne so bene il motivo) ma grande band. disco bellissimo |
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2
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Disco bellissimo e molto maturo. Voto 85. |
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1
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Confermo quanto scritto da Franco. I Tyketto hanno appena sganciato una bomba! |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. Higher Than High 2. Starts with a Feeling 3. Bad for Good 4. We Rise 5. Donnowhuddidis 6. Closer to the Sun 7. Harleys & Indians (Riders in the Sky) 8. Hit Me Where It Hurts 9. The Picture 10. Far and Away 11 The Brave
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Line Up
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Danny Vaughn (Voce, chitarra acustica, armonica, percussioni) Harry Scott Elliott (Chitarra solista) Ged Rylands (Tastiere, chitarre, cori) Chris Childs (Basso, cori) Johnny Dee (Batteria, cori)
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RECENSIONI |
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