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17/11/26
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Sepultura - The Cloud of Unknowing
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22/04/2026
( 2945 letture )
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Fa sempre strano trovarsi tra le mani l'ultimo lavoro di una band, soprattutto se si tratta di una band leggendaria. E ancora di più quando il suddetto lavoro è un EP di appena quattro brani. Chiudere una carriera quarantennale è sempre difficile, ma farlo con un tale formato lo è ancora di più. Troppo alto infatti il rischio di lasciare i fan insoddisfatti, di servire loro un antipasto senza piatto principale. Anche perché, nel caso dei Sepultura, la fame accumulata era tanta: sono passati ben sei anni dall'ultimo Quadra, un album che aveva nettamente riacceso l'interesse nei confronti della compagine carioca. Dopo una lunga serie di dischi altalenanti, il suddetto platter restituiva finalmente una band ispirata e decisa a sperimentare nuovi linguaggi. I Nostri avevano vagamente accennato ad un seguito, prima di annunciare -ed iniziare- un imponente tour d'addio.
È in questo contesto che nasce The Cloud of Unknowing. Nel 2024, i Sepultura si separano dal batterista Eloy Casagrande, sostituito dal giovane Greyson Nekrutman. La chimica è immediata, racconta il chitarrista Andreas Kisser. I due musicisti si ritrovano a jammare tra un concerto e l'altro e, galvanizzati dalle idee messe sul tavolo dal nuovo arrivato, decidono di entrare in studio. Nel giro di una decina di giorni, l'EP è pronto: un prodotto dunque spontaneo, imprevisto. Una sorta di bonus, al quale spetta però, un po' suo malgrado, l'arduo compito di porre un termine alla parabola di uno dei gruppi più influenti della storia del metal.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, The Cloud of Unknowing non è un compendio né un riassunto della carriera della band -cosa comunque difficilmente realizzare nell'arco di soli quattro brani. No, l'EP si iscrive pienamente nel solco tracciato da Quadra: una musica sperimentale, ormai quasi totalmente slegata dalle espressioni più iconiche del Sepultura-sound. Siamo dunque in quei territori esplorati nella seconda parte dell'ultimo disco, dove voci in clean coabitavano con passaggi acustici e orchestrali. L'iniziale All Souls Rising parte comunque con il piede ben piantato sul pedale del gas. La song attacca senza senza preavviso, scaricando addosso all'ascoltatore una buona dose di furia -prima di venire improvvisamente sospesa da un inaspettato stacco sinfonico. La pausa è però breve, perché il brano riprende presto a martellare, prima di una coda più ragionata, nel corso della quale le due anime della canzone si mescolano con una certa eleganza; buono il cantato di Derrick Green, più acidulo e incazzato che mai, così come il guitar work comunque sempre riconoscibile di Kisser. Non si grida al miracolo, ma il pezzo si rivela sufficientemente intrigante. L'atmosfera cambia sensibilmente con la seguente Beyond the Dream, vera e propria ballad aperta da un delicato arpeggio acustico. Spicca in particolar modo la prestazione in clean del frontman, che si dimostra a suo agio anche in questo registro vocale. La canzone può anche contare su di un ritornello coinvolgente, capace di stamparsi in testa al primo ascolto. Si ritorna a picchiare con la breve Sacred Books, velenoso mid-tempo che acquista interesse quando una melodia di pianoforte dal forte gusto jazz si aggiunge al riff della chitarra, mentre la linea principale non impressiona più di tanto. E si è già arrivati alla fine: The Place inizia in maniera circospetta, svelando progressivamente le sue carte. Il riff portante, arzigogolato e roccioso, si alterna ad una strofa sospesa, per un risultato misterioso e di più ampio respiro -salvo poi ingranare la marcia nella seconda parte. È senza dubbio l'episodio più articolato e ambizioso della raccolta, e bisogna dire che funziona piuttosto bene.
Insomma, i quattro brani che compongono l'EP si dimostrano globalmente interessanti e di buona fattura. È di per sé una cosa buona, ma l'ascolto lascia una forte sensazione di incompiutezza: dei pezzi del genere acquistano senso all'interno di una tracklist più ampia, o come anticipazione di un futuro full-length; pubblicati così, assomigliano più che altro ad un discorso intavolato e lasciato a metà, ad un divertissement confidenziale tra musicisti. Non di certo all'ultimo colpo di coda di una band di tale calibro. O forse, è un'operazione coraggiosa: dopo quarant'anni di onorata carriera, i Sepultura fanno ormai quello che hanno voglia di fare, fregandosene di tutto il resto. In qualunque modo la si veda, resta comunque un po' l'amaro in bocca.
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Proverò a dargli un ascolto 😉 |
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Per me da A-Lex c’è stata una graduale ripresa. Kairos non mi dispiace, e The Mediator pure ha il suo perché. Machine Messiah e Quadra sono due album ottimi. Dei commenti scritti magari 10 giorni prima che l’ep uscisse da gente che deve parlar male a priori senza nemmeno ascoltare… onestamente me ne sbatto alla grande. |
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Per me Quadra è un grandissimo album, il loro migliore con Derrick Green... Non che ci volesse molto a fare meglio degli altri dischi post Cavalera (a parte A-Lex e Machine Messiah che non sono affatto male) ma Quadra è davvero uno dei migliori album thrash degli ultimi anni... Questo EP non l\'ho ancora ascoltato, ma mi fido dei commenti negativi che leggo in giro... |
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Come detto in recensione, quattro pezzi che si inseriscono nel solco tracciato negli ultimi album. Album che a me sono piaciuti moltissimo e di conseguenza piace anche questo ep. Certo, per essere l’ultimo atto (???) prima di fermarsi magari è un po’ pochino, ma alla fine quello che conta è che questo quarto d’ora abbondante di musica va giù con molto piacere. Va ad affiancare Quadra nella mia libreria con tutta tranquillità. Voto 78 |
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il nome sepultura e diventato 50% Kisser e 50% Paulo jr., il colmo paulo non ha registrato una nota fino a chaos ad e mai composto nulla. L\'uomo più fortunato del metal. |
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stranamente riesco ad ascoltarle... non male... Beyond the dream ottima Ballad |
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Against é bruttarello forte, in tutto l\'arco dei Sepu probabilmente é il peggiore :/ Galilee ottimo commento, Quadra é in assoluto uno dei miei dischi preferiti |
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Against è il loro Saint Anger a parer mio. E roorback ci va vicino. |
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Però Preferisco I Primi 6 Album . |
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I Miei SEPULTURA Vanno Da Bestial Devastation Ad Adirittura Against . |
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Hanno smesso di essere i Sepultura quando hanno iniziato a indossare le magliette delle squadre di calcio... |
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I miei Sepultura terminano con il Primo brano di Roots.. Arise il loro apice.. Chaos A.D. il sostenibile compromesso fra Tradizione ed Evoluzione. |
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Ognuno ha i propri Sepultura. I miei partono da Schizophrenia e vanno fino a roots compreso. Ma Machine messiah e Quadra sono anch\'essi apici artistici nati dallo stesso moniker |
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@Agallore, beh non questi... per me i VERI Sepultura du Brasiu sono quelli che vanno dal primo acerbissimo album fino ad Arise insomma quelli Thrash Death. Chaos AD fu il preludio a Roots e quest\'ultimo dei Soulfly quindi puoi ben capire.
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Ok, ma i Sepultura du Brasiu erano quelli dei primi ignorantissimi dischi, quelli di Beneath e Arise, oppure si prendono dentro anche Roots e Chaos? Perché giá nel 1993 volavano accuse di essersi snaturati e venduti, quindi chi sono i veri Sepultura per voi?  |
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Esatto, anche se con Green hanno fatto cose buone
I sepultura du brasiu erano coi cavalera |
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Per me i sepultura erano cavalera punto il resto ha poco a che vedere con i sepultura..... |
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Se kisser vuole continuare a fare musica nulla da dire...ma non ha senso dire sepultura du brasiu.... Quelli non esistono più.... Cambiasse nome |
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Non é spiacevole, diciamo che potevano essere canzoni da mettere in una edizione di Quadra + bonus tracks, senza nulla togliere o aggiungere al valore (altissimo) di quel disco.Per la diatriba Cavalera/Sepultura, direi anche basta dai, godiamoci quel poco che rimane dal vivo delle due e mettiamo finalmente da parte questa storia ormai trentennale |
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Ho letto la biografia di max, avevano il 25% del nome sepultura ogni membro della band, Uscito max glielo hanno liquidato, uscito igor idem, da quel momento il nome sepultura e diventato 50% Kisser e 50% Paulo jr. Legalmente i Cavalera non hanno nulla a cui attaccarsi. |
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il lento Beyond the Dream è bello, un misto tra pantera(voce) e judas priest (parte strumentale) |
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Bah, avranno raschiato il fondo del barile. Un forzatura da accordi contrattuali, forse… Di fatto lo slogan No Cavalera No Sepultura ormai è una costante ovunque ed io non posso che accodarmi, di Sepultura ormai qui c’è solo il nome sulla copertina. |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. All Souls Rising 2. Beyond the Dream 3. Sacred Books 4. The Place
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Line Up
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Derrick Green (Voce) Andreas Kisser (Chitarra) Paulo Xisto (Basso) Greyson Nekrutman (Batteria)
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