|
|
17/11/26
KAMELOT + EXIT EDEN + TEMPERANCE
LIVE CLUB - TREZZO SULL\'ADDA (MI)
|
|
|
27/04/2026
( 561 letture )
|
C'è qualcosa di commovente e al tempo stesso coraggioso nell'esistenza dei Gong post-Daevid Allen. La band nasce a Parigi alla fine degli anni Sessanta, fondata da Allen e Gilli Smyth come laboratorio di psichedelia libera, improvvisazione cosmica e mitologia spaziale. È con la cosiddetta "Radio Gnome Invisible Trilogy" — Flying Teapot (1973), Angel's Egg (1973) e You (1974) — che i Gong costruiscono il proprio universo narrativo: i Planet Gong, i Pot Head Pixie, il Radio Gnome Invisible, la teiera volante. Un immaginario talmente potente da diventare quasi mitologia condivisa del prog europeo. Nel corso dei decenni la band ha attraversato innumerevoli trasformazioni, con un numero di formazioni diverse difficile persino da censire -Allen stesso ha abbandonato e rientrato più volte, e il nome Gong ha continuato a vivere parallelamente in versioni e spin-off di ogni tipo. Fino alla scomparsa del fondatore, il 13 marzo 2015. A raccoglierne l'eredità è Kavus Torabi, chitarrista e frontman dei Knifeworld, entrato nella band nel 2014 e investito della leadership proprio nell'ora più difficile.
Con The Universe Also Collapses (2019) prende avvio la cosiddetta "Ascension Trilogy": un ciclo che vede come secondo capitolo Unending Ascending (2023) e si chiude ora con Bright Spirit (2026). Il confronto tra i tre capitoli è illuminante. The Universe Also Collapses era un disco ambizioso ma talvolta irrisolto; Unending Ascending segnava un passo avanti, più coeso, pur senza raggiungere la piena maturità. Bright Spirit è il capitolo conclusivo, e si presenta come la prova più riuscita dell'intero ciclo -il che non significa necessariamente che sia un disco senza punti deboli. L'apertura con Dream of Mine, quasi dieci minuti di viaggio cosmico, è anche il momento più divisivo dell'album. Le sfumature mediorientali che caratterizzano l'intro -insistite, quasi rituali- rischiano di risultare stancanti per chi non è già completamente sintonizzato sulla frequenza cosmica dei Gong; quella sensazione di conventicola psichedelica un po' fuori dal tempo fatica a trasformarsi in vera tensione musicale. Il brano trova una sua dimensione più convincente nella sezione centrale, dove il dialogo tra sassofono e chitarra guadagna in profondità, ma il percorso per arrivarci richiede una pazienza che non tutti saranno disposti a concedere. Il resto dell'album si muove su un piano di dignitosa coerenza, senza particolari picchi né cadute. Mantivule è un esercizio strumentale che parte dal jazz per contaminarlo con elementi di ambient e qualche momento di inattesa durezza; The Wonderment naviga tra echi di Pink Floyd e derive orientaleggianti con una certa grazia. Stars In Heaven mantiene la tensione cosmica senza aggiungere molto di nuovo, mentre Relish the Possibility funziona da breve momento di respiro prima del finale. Il vero guizzo emotivo arriva con Fragrance of Paradise: Torabi ha dichiarato essere la sua prima vera canzone d'amore, e si sente -il filtro psichedelico trasforma il sentimento in qualcosa di universale, quasi spirituale, con una naturalezza che altrove manca. Eternal Hand chiude con compostezza, raccogliendo i fili tematici dell'album in un'uscita lenta e luminosa.
Bright Spirit è un disco onesto, che non tradisce lo spirito della band e porta a conclusione la trilogia con la maturità che ci si aspettava. Ma rimane un lavoro per aficionados -chi non condivide già la mitologia cosmica dei Gong troverà poco a cui aggrapparsi, e anche chi la condivide dovrà fare i conti con un album che convince a tratti più che nel suo insieme. Tracce imperdibili: Fragrance of Paradise, Mantivule
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
3
|
|
Che ha di coraggioso un gruppo dove sopravvive soltanto il nome, visto che di originale non c\'è più nessuno? |
|
|
|
|
|
|
2
|
|
Disko MEMORABILEH!!!!!! |
|
|
|
|
|
|
1
|
|
Li ho visti la settimana scorsa a Borgomanero ed è stato uno dei concerti più belli che ho mai visto |
|
|
|
|
|
INFORMAZIONI |
 |
 |
|
|
|
|
|
|
|
Tracklist
|
1. Dream of Mine 2. Mantivule 3. The Wonderment 4. Stars In Heaven 5. Fragrance of Paradise 6. Relish the Possibility 7. Eternal Hand
|
|
|
Line Up
|
Kavus Torabi (Voce, Chitarra, Sintetizzatore) Fabio Golfetti (Chitarra) Ian East (Sassofono, Flauto) Dave Sturt (Basso) Cheb Nettles (Percussioni)
|
|
|
| |
RECENSIONI |
 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|