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Godsmack - The Other Side
27/04/2026
( 406 letture )
Fedeli ammiratori degli Alice in Chains già dal nome richiamante un brano di Dirt, i Godsmack nel 2004 scelgono di approcciarsi al lato unplugged come fatto dai loro venerabili maestri negli extended-play Sap/Jar of Flies (1992; 1994) e nell’altrettanto irrinunciabile full-length del 1996, tre gemme incastonate nella preziosa discografia lasciata in eredità dal grande Layne Staley.

La prima metà dei 2000 era del resto il momento ideale in quanto la band veniva da anni di notorietà mainstream grazie ad un solido trittico avente il culmine in Faceless, trascinato dalla hit definitiva I Stand Alone (fiore all’occhiello della soundtrack del Re Scorpione con Dwayne “The Rock” Johnson) e capace di issarsi fino al numero uno della US Billboard 200 scalzando nientemeno che Meteora dei Linkin Park.
Incoraggiati da questo enorme successo, i quattro partono alla volta degli Avex Honolulu Studios e insieme al produttore David Bottrill realizzano l’Ep The Other Side, un’altra sponda musicale in confronto al roccioso marchio di fabbrica alternative metal/post-grunge.

Le sette canzoni, equamente divise tra inediti (Running Blind, Touché, Voices) e riletture, mostrano quanto il gruppo si trovi a proprio agio con la dimensione acustica, uno spazio intimo e un palcoscenico adatto a valorizzare in maniera differente la voce baritonale di Sully Erna, autore di una prova intensa, autorevole e ricca di suggestive nuance melodiche. Assistito dal doppio ruolo di Tony Rombola alla chitarra e ai cori e dal misurato equilibrio della sezione ritmica Merrill/Larkin, il frontman stupisce già a partire dai contrasti emotivi di Running Blind, un racconto nel quale sconforto e amarezza si intrecciano ai litigi e ai pericoli (droghe-alcol) derivanti dalla lunga vita on the road. La malinconia degli arpeggi, il delicato apporto della batteria e le efficaci armonizzazioni disegnano qui uno scenario molto evocativo, al cui interno prendono forma colori vocali reminiscenti della lezione staley-iana mischiati ad un’eco dei Metallica di Nothing Else Matters.

La veste unplugged calza bene anche a tracce note come Re-Align (punto mediano di Faceless), Keep Away (dall’omonimo esordio del ’98) e Spiral (la chiusura di Awake), de-elettrificate ma assolutamente in grado di mantenere se non addirittura di amplificare l’incisività degli hook contenuti nei ritornelli originali.
Tra l’eleganza delle chitarre, il sobrio impatto fisico di basso e batteria, il quid delle percussioni (si veda in primis la seduttiva e ipnotica Spiral), linee soliste, breakdown acustici (Keep Away) le aggiunte vocali di Rombola e i continui “yeah” hetfieldiani, The Other Side procede senza cali brillando anche nell’austera riformulazione del classico Awake (qui intitolata Asleep), nelle placide armonie di Voices e nell’ispiratissima Touché, emanante dolci effluvi negli arpeggi e nel lavoro chitarristico (si rivede persino Lee Richards, in line-up fra il ’95 e il ’96) a sostegno della performance canora di Erna e dell’ospite John Kosco dei Dropbox, bravi entrambi a vivificare un’interpretazione rock sentita e alquanto espressiva negli scambi e nei preziosi ritagli melodici.

Impossibilitato a replicare la portata storica e l’aura unplugged degli Alice in Chains, l’Ep costituisce ad ogni modo una sfida vinta per i Godsmack, alunni diligenti in grado di esprimersi mediante un linguaggio acustico serio e riflessivo, parallelo al loro trademark e nemmeno troppo distante da alcuni highlight di inizio carriera (lo sciamanesimo tribale di Voodoo, l’atmosferica Serenity).
5# nella Billboard 200 e premiato con un disco d’oro, The Other Side è quindi un’uscita intermedia che sa mettere in luce un’angolazione diversa e allo stesso tempo complementare della band, in pratica il rovescio della medaglia attestantesi su uniformi livelli qualitativi.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
87 su 1 voti [ VOTA]
SkullBeneathTheSkin
Martedì 28 Aprile 2026, 17.03.17
5
@Indigo: con Jar of flies non c\'è confronto ma con Sap la cosa potrebbe essere diversa. Alla fine non hai sforato, più o meno il voto è giusto, stiamo discutendo di un 8 scarso rispetto ad un 8 bello pieno alla fine. In linea di massima però ti invito a fottertene del pregresso in archivio, non sempre trovi riferimenti inoppugnabili sopratutto riguardo certi generi, pensa con la tua testa ed adopera la tua sensibilità, senza conformarti troppo. Apprezziamo.
Indigo
Martedì 28 Aprile 2026, 9.57.21
4
Sì il confronto diretto andrebbe fatto con altri Ep, ma nel commento sotto intendevo che un voto così importante lo lascerei o ad album interi (gran parte della serie di MTV) o ad extended-play che hanno però fatto la storia e sono diventati iconici, appunto quelli degli AIC. Anzi, ho visto poco fa che qui Sap ha come valutazione 75, quindi con i Godsmack ho già sforato
SkullBeneathTheSkin
Lunedì 27 Aprile 2026, 20.57.49
3
Posso anche darti ragione, ma sbagli nel raffrontare questo EP a vari Unplugged che sono album interi. Ripeto, posso darti ragione, ma non per il motivo che poni, è un confronto forzato. Questo va considerato un simil-Jar Of Flies, che pur riuscito non si gli avvicina neanche, ovviamente.
Indigo
Lunedì 27 Aprile 2026, 20.47.43
2
@Skull, non mi dispiace affatto il tuo entusiasmo ma.. addirittura 87, sei proprio sicuro? Allora dovrei ritoccare a 110 l\'unplugged dei Nirvana, con potenziali conseguenze catastrofiche per la salute di alcuni lettori/hater! A parte questo, The Other Side è un buonissimo lavoro, però un voto come quello da te proposto mi sembra più adatto a full-length acustici che hanno fatto la storia, in particolare i vari MTV unplugged degli anni \'90. Conta poi che non avrei comunque potuto sfondare la quota dell\'80 visto che Awake e Faceless (i dischi più rappresentativi della band) si sono fermati a quella valutazione. Inoltre, vedo che lo riconosci anche tu, non tutti i brani si attestano sul medesimo livello e già che c\'erano potevano inserire Voodoo unplugged, con quella sì che si sarebbero meritati l\'8 in pagella. Al di là dei numeri, siamo d\'accordo sulla riuscita complessiva e questo mi basta
SkullBeneathTheSkin
Lunedì 27 Aprile 2026, 19.16.12
1
Ma che bella rispolverata! Il formato EP acustico, un tributo di per se, Running blind e Voices bellissime ed anche se è vero che la qualità complessiva ha qualche fluttuazione è altrettanto vero @Indigo che sei stato verde come un\'abete nella valutazione!!! Mi permetto di invertire i numeri
INFORMAZIONI
2004
Universal / Republic
Acoustic
Tracklist
1. Running Blind
2. Re-Align
3. Touché
4. Voices
5. Keep Away
6. Spiral
7. Asleep
Line Up
Sully Erna (Voce, Chitarra acustica)
Tony Rombola (Chitarra acustica, Cori)
Robbie Merrill (Basso)
Shannon Larkin (Batteria, Percussioni)

Musicisti ospiti:
John Kosco (Voce su traccia 3)
Lee Richards (Chitarra acustica su traccia 3)
 
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