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17/11/26
KAMELOT + EXIT EDEN + TEMPERANCE
LIVE CLUB - TREZZO SULL\'ADDA (MI)
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30/04/2026
( 502 letture )
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C'è un passaggio nella nota stampa che accompagna l'uscita di questo Anthromorphide che riassume piuttosto bene lo stile degli Anubis: una combinazione di melodia e pesantezza. Suona scontato, lo è, ma è anche una descrizione alquanto precisa. Il robusto power-thrash del gruppo californiano seleziona infatti il meglio da entrambi i generi e, soprattutto, lo fa decisamente bene. Ci ricordiamo ancora dell'esordio Dark Paradise, pubblicato due anni fa: un disco a tratti acerbo e sicuramente perfettibile, ma già capace di mettere sul tavolo una buona inventività melodica e un paio di ritornelli davvero coinvolgenti -uniti ad una rocciosa base strumentale, per l'appunto.
Il secondo album del combo di Los Angeles ripete la stessa ricetta, risultando però più convincente. Gli Anubis suonano più compatti, la prestazione dei musicisti è più affiatata e la voce del frontman Devin Reiche sembra finalmente aver dimenticato le esitazioni e le steccate (comunque rare) sentite su Dark Paradise. In altri termini, i Nostri sono globalmente (e logicamente) più in forma, anche se il disco ci mette un attimo prima di scaldare per bene i motori. L'opener Nuclear Dawn punta molto sulla possanza generale, ma risulta fin troppo sovraccarica, bolsa, quasi piegata sotto il peso della strumentale. La seguente Celestial si rivela invece nettamente più snella e trascinante, senza rinunciare alla pesantezza di fondo. Spicca il refrain, telefonato quanto si vuole ma efficacissimo, e un Devin Reiche esuberante e convincente. Si può fare lo stesso discorso per la seguente The Arcanist, forte di un altro buon ritornello e tutta poggiata sulla bassline proteiforme del notevole Will Buckley, una piacevole costante nel corso di tutto l'ascolto. La conclusiva Battalion, Reptile Eyes o ancora My Favorite Cage fanno ugualmente parte degli episodi più immediati e avvincenti. Pur pescando a piene mani da quanto fatto da generazioni di band prima di loro, gli Anubis dimostrano di conoscere la materia e saper maneggiare la melodia con autorità. I brani traboccano di progressioni chitarristiche, arpeggi e finezze strumentali, sorretti però da una terremotante sezione ritmica. Ciò permette ai Nostri di mantenere una certa eleganza e di poter contare su di un notevole impatto, malgrado il carattere volutamente catchy di certe linee melodiche. Queste raggiungono il loro apice nell'inevitabile ballata The Fire Inside, zuccherosa ma molto ben confezionata. Segnaliamo anche Ancient at Birth che, dopo un avvolgente avvio pianistico, torna sulle consuete coordinate granitiche, svelando però decisi inserti orchestrali. In altri momenti, gli Anubis tentano invece di inasprire la proposta, con risultati un po' meno brillanti. Ne è un esempio la title-track, densa e incattivita, ma che presenta gli stessi limiti della traccia iniziale. L'esempio più estremo è però Fanged Angel, brano che sfocia inesplicabilmente in territori death metal, grazie alla voce in growl della cantante Hanna Preston, ingaggiata a scrittura del disco quasi completata. Una scelta particolare e difficile da giustificare -sarebbe stato meglio esplorare più largamente queste nuove idee nel corso di un nuovo album, piuttosto che includere una traccia così distante dal resto della scaletta.
Questi episodi incidono dunque sulla riuscita del disco, senza per questo comprometterla: a conti fatti, Anthromorphide resta un prodotto piacevole e ottimamente congegnato, malgrado un paio di passaggi meno ispirati o un po' fuori luogo. Il secondo album dei californiani non aggiunge nulla a quanto già detto, ma apporta una lettura fresca e coinvolgente dei generi di riferimento, uniti come abbiamo visto in maniera sapiente. Soprattutto, il platter segna un deciso passo avanti rispetto all'esordio e può senz'altro regalare un ascolto piacevole e disimpegnato a chi appezza la robustezza tanto quanto la melodia.
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2
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Bel disco. Ignorante e potente al punto giusto. |
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1
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Io di bolso non colgo niente in questo disco... Sono io Bolso dopo che saltellando per il soggiorno ne lo sono sparato a manico |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. Nuclear Dawn 2. Celestial 3. Arcanist 4. The Fire Inside 5. Anthromorphicide 6. Reptile Eyes 7. Fanged Angel 8. My Favorite Cage 9. Ancient at Birth 10. Battalion
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Line Up
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Devin Reiche (Voce) Hanna Preston (Voce) Ulises Hernandez (Chitarra) Justin Escamilla (Chitarra) Will Buckley (Basso) David Velez (Batteria)
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RECENSIONI |
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