|
|
17/11/26
KAMELOT + EXIT EDEN + TEMPERANCE
LIVE CLUB - TREZZO SULL\'ADDA (MI)
|
|
Cognizance - In Light, No Shape
|
02/05/2026
( 1426 letture )
|
A due anni da Phantazein, i Cognizance tornano con In Light, No Shape, quarto full-length in uscita il 1° maggio per Willowtip Records, e probabilmente uno dei capitoli più delicati della loro carriera. Non tanto per un cambio di direzione netto, quanto per una trasformazione interna che ridefinisce gli equilibri della band. Nati come studio project, i Cognizance hanno trovato per anni il proprio fulcro creativo nella collaborazione tra Alex Baillie e Henry “Big Mac” Pryce, entrambi responsabili di songwriting e produzione. Un’intesa che, nel tempo, ha portato all’espansione della line-up e alla pubblicazione di tre dischi sempre più ambiziosi. L’uscita di Pryce nel 2023, tuttavia, segna una frattura importante: Baillie si ritrova ora a sostenere quasi interamente il peso del progetto, assumendo anche il ruolo di vocalist oltre a quello di chitarrista, compositore e produttore.
È proprio qui che In Light, No Shape gioca la sua partita più interessante. La domanda è inevitabile: riuscirà Baillie a mantenere lo stesso livello qualitativo gestendo una responsabilità così ampia? La risposta, almeno in larga parte, è positiva. Il disco conserva infatti tutte le caratteristiche distintive del suono Cognizance, mostrando al contempo una maggiore consapevolezza nella gestione delle dinamiche. Dal punto di vista stilistico, il lavoro si muove in equilibrio tra progressive e technical death metal, con radici ben piantate nella tradizione ma uno sguardo sempre rivolto in avanti. Sul piano del songwriting emergono strutture dinamiche fatte di continui stop’n’go, cambi di tempo repentini e breakdown che si amalgamano con naturalezza a lick tecnici e assoli travolgenti. Le influenze della scuola anni ’90, da Death a Meshuggah, emergono soprattutto nella costruzione dei riff e nella precisione chirurgica delle strutture, ma vengono rielaborate attraverso un linguaggio più moderno. In questo senso, è impossibile non cogliere richiami a realtà come Psycroptic, The Faceless e Fallujah: i primi soprattutto per il taglio tecnico ma fortemente groove dei riff, questi ultimi specialmente nei passaggi che alternano sezioni serrate ad aperture più ariose. È proprio questo contrasto a rappresentare uno dei punti di forza del disco: i brani si sviluppano spesso attraverso transizioni fluide tra riff intricati e momenti più atmosferici, costruiti su arpeggi leggermente dissonanti e assoli che ampliano la profondità emotiva della composizione. Una soluzione che evita la monotonia e contribuisce a mantenere alta l’attenzione lungo tutta la durata dell’album. Al centro di tutto resta comunque Baillie, il vero motore e mente del progetto. La sua scrittura si distingue per un approccio tecnico ma sempre controllato, dove il virtuosismo non diventa mai fine a sé stesso, ma rimane funzionale alla riuscita del pezzo. Ogni riff, per quanto elaborato, sembra avere uno scopo preciso all’interno dell’economia del brano, contribuendo a un risultato complessivo coeso e ben calibrato. Un altro elemento degno di nota è la scelta produttiva: invece di aderire agli standard ultra-puliti e compressi del death metal moderno, la band opta per un suono più organico e viscerale. Una decisione che, pur sacrificando una certa “lucidità” artificiale, restituisce maggiore profondità e autenticità all’ascolto, valorizzando le sfumature e le dinamiche interne dei brani. Se qualche limite può essere individuato, è forse in una certa familiarità delle soluzioni adottate, che talvolta rischiano di suonare meno sorprendenti rispetto al passato. Tuttavia, si tratta di un aspetto marginale all’interno di un lavoro solido, coerente e consapevole.
In Light, No Shape non è una rivoluzione, ma un passaggio cruciale: un disco che consolida l’identità dei Cognizance e, allo stesso tempo, dimostra come la band sia in grado di evolversi anche di fronte a cambiamenti significativi. E, soprattutto, conferma Alex Baillie come una delle menti più interessanti nel panorama technical death metal contemporaneo.
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
INFORMAZIONI |
 |
 |
|
|
|
|
|
|
|
Tracklist
|
1. Transient Fixations 2. Inflection Chants 3. A Game of Proliferation 4. Chasm 5. Vertical Illusion 6. A Reconfiguration 7. Witness Marks 8. Subterranean Incantation 9. Induced Contortions 10. The Zone
|
|
|
Line Up
|
Alex Baillie (Voce, Chitarra) Apostolis Karydis (Chitarra) Chris Binns (Basso) David Diepold (Batteria)
|
|
|
| |
RECENSIONI |
 |
|
|
|
|
|