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Social Distortion - Born to Kill
14/05/2026
( 1773 letture )
Hanno dovuto pazientare parecchio i fan dei Social Distortion prima di potersi rigirare tra le mani il nuovo disco del combo californiano. L'ultimo Hard Times and Nursery Rhymes risale addirittura a 15 anni fa: mai tanto tempo era trascorso tra un album e l'altro dei Nostri. Questa lunga pausa, il gruppo se la sarebbe volentieri risparmiata: nel 2023, al leader Mike Ness viene diagnosticato un tumore alle tonsille, ciò che lo obbliga a piantare a metà la scrittura dei nuovi brani per dedicarsi alla sua guarigione. Per fortuna, il Nostro ne è uscito indenne e, passato qualche tempo per finire il lavoro, ecco finalmente giungere a noi questo Born to Kill, ottavo sigillo della creatura di Orange County.

Se un nuovo album dei Social Distortion resta comunque un piccolo evento, la lunga attesa e la sua genesi travagliata hanno ulteriormente ampliato le aspettative. Il nuovo nato sarà all'altezza del nome che campeggia sulla copertina? La risposta è, fortunatamente, positiva. Basta la title-track iniziale per mettere un paio di cose in chiaro. La song -un rock schietto e mascellone- non fa certo gridare al miracolo e risulta anzi un po' sempliciotta, ma mostra una band affiatata e grintosa. Soprattutto, la canzone fuga ogni dubbio circa lo stato di salute del buon Mike, che dimostra di disporre ancora di tutta la sua potenza ed estensione vocale. Un risultato non scontato, viste le sue 64 primavere, una vita di eccessi ed un tumore ancora fresco in memoria. Fa dunque più che piacere risentire il suo inimitabile timbro intatto, e basterebbe questo a far andare in sollucchero i fan più accaniti. Per fortuna, il resto della tracklist dimostra che c'è molta più carne al fuoco e che il disco non vive di sole emozioni riflesse. La successiva No Way Out, ugualmente frontale ma di più ampio respiro, solletica i Bad Religion (si noterà il ritornello armonizzato) e si dimostra melodicamente molto più interessante. È proprio in questo particolarissimo gusto melodico che risiede il marchio di fabbrica dei californiani, e che ritroviamo anche nel secondo singolo Partners in Crime. La canzone, portata da un Ness in gran spolvero, sfoggia una linea vocale irresistibile e si riavvicina a quei territori rockabilly esplorati con successo nel periodo di massimo splendore del gruppo. Senza grandi sorprese, il nuovo album raggiunge il suo apice proprio nel corso degli episodi più nostalgici. È il caso di Tonight e Don't Keep Me Haning On, due perle che guardano direttamente a dischi mitici quali Social Distortion e Somewhere Between Heaven and Hell. Oltre alle precitate melodie vocali, davvero belle, i due brani riescono a ricreare quel sentimento di sconfitta e malinconia che rendeva così unici i brani del tempo. Si rimane su coordinate simili con Crazy Dreamer, lento al limite del country, arricchito da una linea di piano e dalle belle armonizzazioni vocali dell'ospite Lucinda Williams, mentre The Way Things Were si dimostra una ballad più classica, ma non meno emozionante. Non possiamo che sottolineare una volta di più l'ottima prestazione del frontman, capace di trasformare una strumentale tutto sommato classica in pura magia. Dall'altra parte dello spettro sonoro troviamo invece, oltre che la già citata title-track, la ritmata Walk Away (Don't Look Back), gradevole ma meno incisiva, così Never Goin' Back Again, altro episodio rockeggiante e dotato di una progressione indovinata e solare nel refrain. Bene anche Over You, song scanzonata giocata attorno ad un'altra, memorabile linea melodica. Non poteva mancare una cover, ed infatti ci pensa Wicked Game a omaggiare la tradizione. Si tratta di una scelta un po' furbetta, ma bisogna dare atto ai Nostri di reinterpretare il banger di Chris Isaak in maniera magistrale, inasprendo appena un po' la versione originale. Una canzone dunque piacevolissima, e che si incastra a meraviglia nel resto della scaletta.

Non serviva arrivare fin qui per capire che i punti deboli di Born to Kill sono davvero pochi: la copertina, alquanto bruttarella (ma non è una novità), e un paio di brani leggermente al di sotto della media generale. I meriti, invece, sono numerosi: il disco regala una tracklist variegata e globalmente molto solida, forte di un paio di acuti che non stonano di fianco ai classici del gruppo. La band e il suo leader sono in forma smagliante e, soprattutto, dimostrano ancora di saper solleticare le corde giuste. Dopo tutti questi anni, in queste condizioni, era difficile ottenere qualcosa di più. Born to Kill è il miglior album che i Social Distortion potevano proporre nel 2026. Forse addirittura qualcosina di più, specialmente se vi lasciate catturare dalle emozioni uniche plasmate da quest'immenso personaggio. In questo caso, aggiungete pure una manciata di punti al voto finale.




VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
77.33 su 12 voti [ VOTA]
Pacino
Sabato 16 Maggio 2026, 10.03.39
6
Bel disco. Si ascolta con grande godimento per la spiccata vene melodica e delle linee vocali da urlare sorridendo. Una impronta live non certo per dimostrare di suonare tante note in pochi secondi come troppe band cercano di fare. Voto 76.
Arkan
Venerdì 15 Maggio 2026, 11.19.14
5
Si può essere punk anche senza suonare necessariamente punk, e la banda capitanata da Mike Ness lo dimostra oramai da diversi anni. La rabbia famelica della gioventù ha lasciato posto alla consapevolezza nostalgica dell\'età adulta, ma quella voglia di libertà e di guardare avanti nonostante tutto restano immutate. Musicalmente è un buon disco, ma sono la coerenza e l\'attitudine a restare sempre fedeli al verbo della strada a giustificare l\'esistenza ancora oggi dei Social Distortion. Mike Ness è stato uno dei più genuini poeti fieramente bastardi in grado di affrescare conflitti e problematiche senza rinunciare ai sentimenti, raccontandoci che ogni sconfitta, ogni amarezza, ogni dolore sono proprio quello per cui vale la pena stare al mondo. Gli anni passano, si cambia inevitabilmente e ci si adatta alle situazioni, ma se anche solo un residuo della fiamma dentro brucia ancora, il merito è anche dei Social Distortion.
Luca
Venerdì 15 Maggio 2026, 9.39.09
4
Quando jhonny two bags, preme il wah-wah, godo.
Jackguitar75
Venerdì 15 Maggio 2026, 0.02.30
3
Album onesto e sincero, qualche grande pezzo e la solita classe di un gruppo grandioso. Mi associo al commento precedente, recensite White light e Sex Love, non possono mancare!!
Rain aka Area
Giovedì 14 Maggio 2026, 22.00.40
2
Bello e sono d\'accordo con il voto! Perché é esattamente il disco che potevi aspettarti da loro! Niente di più e niente di meno che un onesto e sano disco di Punk Rock N Roll che ti porta con la mente sulle strade della California meridionale fatta di Chevrolet 54, Palme e l\'Architettura Spanish Colonial revival tipica di Fullerton. In realtà i lunghi ritardi tra un disco e l\'altro é qualcosa che li caratterizza un po da sempre ma che sono diventati una costante da dopo la rottura con la Epic. Da ormai un mese su Radio Freccia sentivo passare la title track praticamente tutti i giorni di ritorno dal lavoro e l\'uscita del disco me la sono vissuta benissimo, tuttavia quello che mi auguro é che non sia l\'ultimo. Comunque vi invito a fare anche la recensione di altri due dei loro capolavori cioé White Light White Heat White Trash e Sex Love Rock N Roll.
Epic
Giovedì 14 Maggio 2026, 21.16.53
1
Che classe i Social, album da ascoltare e riascoltare. Qualche calo c\'è, forse era lecito aspettarsi qualcosina in più dopo tanti anni. 70
INFORMAZIONI
2026
Epitaph Records
Punk Rock
Tracklist
1. Born to Kill
2. No Way Out
3. The Way Things Were
4. Tonight
5. Partners in Crime
6. Crazy Dreamer
7. Wicked Game
8. Walk Away (Don't Look Back)
9. Never Goin' Back Again
10. Don't Keep Me Hanging On
11. Over You
Line Up
Mike Ness (Voce, Chitarra)
Jonny Wickersham (Chitarra)
Brent Harding (Basso)
David Hidalgo Jr. (Batteria)
 
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