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17/11/26
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Ural - Anthropic Genetic Involution
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16/05/2026
( 724 letture )
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Anthropic Genetic Involution è il quarto lavoro sulla lunga distanza per i torinesi Ural, e giunge a tre anni di distanza dal precedente Psychoverse, album, quest'ultimo, che aveva mostrato significativi progressi nel songwriting della band.
Devo ammetterlo, vista l'ottima impressione che mi aveva fatto l'album precedente, mi aspettavo parecchio da questo nuovo lavoro e purtroppo devo dire che, benché ci troviamo davanti ad un lavoro ineccepibile per tecnica, scrittura e produzione, Anthropic Genetic Involution si posiziona un gradino sotto il precedente album. Gli Ural hanno talento e una tecnica di prim'ordine, lo hanno dimostrato proprio con l'album del 2023, che proponeva un thrash metal molto tecnico e variegato, erede delle sonorità di band quali Voivod e Death Angel. Per questo motivo era lecito aspettarsi da questa nuova fatica un ulteriore passo in avanti nell'evoluzione della loro proposta musicale. Questo loro ultimo lavoro sembra invece rallentare la corsa e non portare a compimento gli ottimi spunti che Psychoverse aveva lasciato intravedere. Nonostante ciò, Anthropic Genetic Involution è un valido e tosto album di thrash vecchia scuola, basta avviarlo e la prima traccia, Extreme Paranoia, stuzzica subito l'orecchio degli appassionati del thrash di scuola americana, veloce e melodico. I torinesi hanno scelto questa volta di essere più concisi e diretti. Rispetto all'album precedente i brani sono infatti più corti e meno complessi strutturalmente, lasciando indietro (ma non eliminando completamente) i virtuosismi tecnici che marchiavano a fuoco Psychoverse. Dopo la traccia d'apertura è l'ottima Break the Fall ad alzare ulteriormente i giri con i suoi energici riff che richiamano in maniera vivida gli Anthrax. Wrong Children è invece uno dei brani che più si avvicina alle atmosfere dell'album precedente, dove suggestioni prog e ripetuti cambi di ritmo e velocità mostrano le migliori qualità della band torinese. Rat in a Cage è un proiettile di tre minuti che mette in mostra ottimi tecnicismi di chitarra e la precisione chirurgica del batterista Filippo Torno. Lascia invece parecchi dubbi la scelta di inserire in scaletta un brano come Flat Black, sorta di curioso esperimento, una cover del brano del trombonista jazz J.J. Johnson . Con Terror Eyes si torna in territori noti, quelli di un thrash elaborato e ruvido in cui si colgono riferimenti ai Death Angel e ai Megadeth.
In sostanza Anthropic Genetic Involution è un lavoro più canonico e aderente alle forme più comuni del thrash di scuola americana. Meno cattivo e decisamente meno tecnico dell'album di tre anni fa, l'ultimo LP degli Ural ci presenta tuttavia una band più che mai affiatata e che, a mio avviso, non ha ancora espresso al cento per cento le proprie potenzialità.
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2
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Band di amici a cui auguro il meglio. Gli album precedenti mi erano piaciuti e il nuovo pezzo è molto buono. Avanti tutta. |
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1
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Io l\'ho trovato superiore rispetto al precedente appunto per il songwriting che si districa un pò di più dalla matrice voivodiana, e ci sono pezzi più diretti. Secondo me più al passo con i tempi è la definizione giusta. Voto 75 |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. Extreme Paranoia 2. Break the Fall 3. God of Lies 4. Wrong Children 5. Open Scars 6. Rat in a cage 7. Flat Black (J.J. Johnson) 8. Terror Eyes 9. …To Change Your Vision
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Line Up
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Andrea Calviello (Voce) Alex Gervasoni (Chitarra) Luca Caci (Chitarra) Stefano Cipriano Moliner (Basso) Filippo Torno (Batteria)
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RECENSIONI |
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