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17/11/26
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Geoff Tate - Operation: Mindcrime III
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16/05/2026
( 3404 letture )
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Ci sono dischi che nascono sotto il peso insopportabile della propria eredità. Geoff Tate lo sa meglio di chiunque altro: nel 1988, da vocalist dei Queensr˙che, contribuì a creare uno dei concept album più influenti della storia del metal pesante. Operation: Mindcrime -storia di Nikki, tossicodipendente trasformato in assassino politico dalla figura manipolatrice di Dr. X- non era soltanto un disco: era un'opera cinematografica, un affresco distopico capace di unire la densità compositiva del prog con la forza bruta del metal, incorniciato dalla voce di Tate al suo apice assoluto. Assieme al successivo Empire (1990), quell'album rappresenta il punto più alto della parabola creativa della band di Seattle, un apice che si ripeterà solo in parte con il malinconico, introspettivo e per certi versi, atipico Promised Land (1994), per poi dissolversi gradualmente nel decennio successivo. Nel 2006, a diciotto anni di distanza, i Queensr˙che tornano sul luogo del delitto con Operation: Mindcrime II, sequel concettuale che raccoglie le fila della storia di Nikki e, soprattutto, porta in scena Ronnie James Dio nei panni dello stesso Dr. X: una presenza regale, quasi inevitabile, che eleva l'opera al di là dei suoi stessi limiti strutturali. Non è il capolavoro del predecessore, ma è un lavoro che funziona -anche grazie alla solennità di quella voce che non ha eguali. Poi arriva il 2012 e, con esso, la rottura. Geoff Tate viene licenziato dai Queensr˙che in circostanze che le parti descrivono con toni differenti: la band parla di ostruzionismo creativo e comportamenti violenti, Tate di un tradimento. Il risultato è una guerra legale durata quasi due anni, con due entità che si contendevano il nome del gruppo, due album omonimi in uscita simultanea e la confusione totale tra i fan. La soluzione arriva nel 2014 con un accordo extragiudiziale: Michael Wilton, Eddie Jackson e Scott Rockenfield -insieme al nuovo vocalist Todd LaTorre- mantengono il nome Queensr˙che; Tate ottiene in cambio il diritto esclusivo di eseguire dal vivo Operation: Mindcrime e II nella loro interezza. È una compensazione intelligente, che trasforma quelle due opere in una sorta di proprietà intellettuale personalissima e in una rendita artistica su cui Tate costruisce il proprio circo itinerante degli anni successivi. Arriviamo così al 2026, a Operation: Mindcrime III. L'album è autoprodotto, distribuito in maniera indipendente: una scelta che Tate rivendica come libertà artistica ma che è anche, inevitabilmente, un segnale dei tempi. La narrativa viene rovesciata: anziché seguire Nikki, il terzo capitolo si svolge in parallelo alla timeline del 1988 ma attraverso gli occhi di Dr. X, il villain, l'orchestratore. È un'idea concettualmente valida -il punto di vista del manipolatore come contraltare al racconto del manipolato- e Tate la difende con convinzione. La produzione è affidata a John Moyer, bassista dei Disturbed, con la collaborazione come co-autore e chitarrista del giovane Kieran Robertson. Il suono è moderno, pesante, con una sezione ritmica più muscolosa rispetto al riferimento originale.
Fin qui la teoria. La pratica racconta un'altra storia.
Il disco apre con il breve scenario strumentale The Scene of the Crime e poi si lancia in You Know My Fucking Name, il pezzo più riuscito dell'intera scaletta: riff teso, costruzione drammatica, una sensazione di pericolo che rimanda autenticamente all'universo sonoro di Mindcrime I. Tate canta con la rabbia adatta al personaggio, e per qualche minuto ci si illude che il disco possa mantenere quella temperatura. Poi arriva il resto e l'illusione svanisce. The Answer e Do You Still Believe? sono gli episodi più "accessibili", con il secondo che rappresenta forse il momento di maggiore equilibrio dell'album -ma proprio qui emerge un limite difficile da ignorare: l'apporto di una seconda voce in funzione armonica, anziché arricchire il tessuto melodico, segnala plasticamente che Tate, da solo, non riesce più a sostenere il peso dell'opera. La voce del vocalist americano non sale più come un tempo; sa ancora incantare in certi fraseggi gravi e in certi momenti di intensità drammatica, ma il registro più alto mostra crepe evidenti. In Vulnerable -uno degli episodi meno riusciti- la prestazione vocale risulta apertamente problematica, con un vibrato fuori controllo che non restituisce l'emozione cercata, purtroppo oltretutto con un chorus noioso e ripetitivo. Il resto della scaletta procede su terreni già battuti. The Devil's Breath potrebbe essere un outtake di Empire, il che non sarebbe necessariamente un difetto, se non fosse che la resa finale manca della tensione e della brillantezza di quella stagione. Set You Free e A Monster Like Me si mantengono su standard decenti senza lasciare il segno (e soprattutto sulla seconda ci si aspetterebbe Tate salire di range), con la sola Power (singolo trainante dellalbum) ad essere degna di menzione. I due brevi interludes -Ascension e Descension- assolvono la funzione cinematografica che si propongono, ma contribuiscono anche a far apparire più esile una durata complessiva già contenuta in 44 minuti.
La domanda che aleggia su tutta la recensione è però più scomoda di qualsiasi giudizio musicale: Operation: Mindcrime III sarebbe mai esistito con un titolo diverso? Un album di Geoff Tate con un concept originale, senza il traino di quel nome mitico, avrebbe trovato una risonanza mediatica ed una platea disposta ad ascoltarlo? La risposta onesta è probabilmente no e questa consapevolezza tinge di malinconia ogni ascolto. Il brand Mindcrime è l'ultima leva che Tate possiede per rimanere nell'orbita della rilevanza, e l'utilizzo di quella leva -per quanto lecito e legalmente tutelato dall'accordo del 2014- suona come un atto di sopravvivenza più che di necessità creativa. Operation: Mindcrime III non è un disastro e chi ama il Tate degli anni d'oro troverà qua e là qualche spiraglio di luce. Ma è un disco che vive di rimpianti -sia quelli che evoca, sia quelli che genera. Voto arrotondato verso lalto per il rispetto immenso per il cantante, la band e la storia che (purtroppo) furono.
Canzoni imperdibili: You Know My Fuckin Name - Power
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Grazie per la lezione! |
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Ripeto a tutti quelli che dicono che questo disco e addirittura American soldier sono buoni dischi...addirittura anche X factor dei Maiden con Blaze ... non c\'è più religione ed è buono tutto. |
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Visti all epoca al Monsters of rock, ottimo gruppo esauritosi con Empire. Peccato.... |
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Non l\'ho ancora ascoltato, non me lo dice il cuore, ma facendo un freddo calcolo credo venderà abbastanza senza esagerare solo per il titolo, sono fenomeni già visti. Magari tra qualche anno diventerà pure ricercato da collezionisti e completisti. |
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Geoff Tate è come Sansone: la potenza (vocale) era nei capelli! 😂😂😂 |
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...continuero\' ad ascoltarmi empire, operation 1 ed estratti da rage for order....non credo ai sequel...un alchimia originale non puoi ripeterla....a volte neanche con gli stessi componenti!!! |
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Sarebbe anche ora di ritirarsi a vita privata, caro Geoff..Ci sarebbero tante cose da fare. Chessò, magari darsi al golf. Ma anche basta, per favore. 50 è anche un voto troppo generoso. |
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Diego75 no aspetta allora se tu sei della provincia di Brescia non era la stessa serata, io lo avevo visto in un altro locale, una birreria ristopub nella periferia di Milano, era il 2011 se non erro, un sabato di maggio o giugno, anche lì suonavano tre chitarristi, Friedman, Bicio Leo che però è italiano (è quello che suona da seduto sullo sgabello) e il terzo non ricordo chi fosse, forse l\'israeliano di cui parli |
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Fabian penso di sì eravamo in via del ferro a Travagliato e prima di Friedman aveva suonato anche un chitarrista israeliano o qualcosa di simile |
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Diego75 per caso quel guitar clinic risale precisamente a una quindicina di anni fa? Perchè in questo caso c\'ero anche io fra i quattro gatti presenti! Ero andato lì anche perchè prima di Friedman suonava Bicio Leo (grandissimo) da cui ai tempi andavo a lezione di chitarra, in effetti ricordo che l\'esibizione di Friedman fra spiegazioni e pezzi suonati era stata piuttosto tirata, non sapevo che fosse perchè c\'erano stati casini con i gestori del locale, io comunque ero riuscito a farmi una foto con lui e nel complesso la serata mi era piaciuta |
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@Diego75
Purtroppo Tate si è abituato a fare la prima donna e comportarsi senza rispetto e con irriconoscnza nei confronti di coloro che l\'hanno seguito e sostenuto, e per questo semplicemente non lo sosterrò più.
Da fan dei Pink Floyd direi che Waters rappresenta l\'egocentrismo fatto a persona, ma musicalmente parlando non per tecnica ma per idee e a livello di concept, e per la fama mondiale che ha riesco a giustificare le sue megalomanie.
Per Friedman mi spiace leggere le tue parole, non ho avuto modo di vederlo dal vivo e mi dispiacerebbe se si comportasse anche lui da st**nz*. Staremo a vedere  |
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Dark nebula praticamente tu hai smesso di ascoltare Tate perché ad un concerto no n si è fermato con i fans....bisogna anche vedere il motivo...non tutte le sere sono uguali. Il modo del rock in generale è pieno di personaggi che almeno una volta si sono comportati in questo modo o hanno anche \" fatto di peggio\"... Prendi ad esempio Waters dei Pink Floyd che si crede di essere un Dio in terra criticando tutto e tutti e praticamente sono 60 anni che rompe lo scroto con the Wall in tutte le salse sparando a zero su tutto e tutti ex compagni di band compresi.Pensa che anni fa\' ero andato per vedere Marty friedman e altri due chitarristi in un piccolo locale vicino casa mia per una Guitar clinic ...praticamente gli altri 2 hanno suonato e ringraziato il poco pubblico ...saremmo stati una 50 persone....Friedman non voleva suonare perché non gli andavano bene un sacco di cose o faceva menate oppure ha avuto a che dire con i tipi del locale... Praticamente è salito a stenti e ha fatto i soliti 4 pezzi di rust in peace e poi manco ha quasi salutato....ho pensato solo peggio per lui ma non mi sento di giudicarlo a freddo. |
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Non saprei ancora lo devo ascoltare ma leggendo la rece ed i commenti temo che sarà l\'ennesima delusione. Qualcuno clemente c\'è tipo quello giovane che da ai vecchi e prevenuti ma essendo io un \"vecchio\" e so cosa ascoltavano questi in quei tempi esaltanti che hanno dato vita a capolavori senza tempo ai quali questi giovani si appoggiano ancora in quanto non in grado di eguagliarli? La cosa che mi salta subito all\'occhio è perché fare un Operation 3 da solo rischiando di venire schiacciato dal peso del passato? Voleva fare clamore perché viceversa non se lo sarebbe filato nessuno viste le ultime uscite penose??? ok dopo l\'occhio ci metterò l\'orecchio e vediamo chi avrà ragione se i vecchi rompicogliastri oppure il giovane che li / ci rimprovera. |
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OM2 a me è sempre piaciuto: ovvio
imparagonabile al predecessore (irripetibile e inarrivabile), ma - nel dopo Promised Land - rimane la cosa che più apprezzo dei Ryche con Tate alla voce. Questo terzo capitolo è inferiore. Non terribile, temevo peggio; si fa anche ascoltare, ci sarebbero anche dei frangenti interessanti, ma la sensazione è che un po tutti i pezzi (a parte un paio) possiedano delle potenzialità che però puntualmente non vengono concretizzate
e alla fine è un album che nel complesso lascia poco, anche dopo diversi ascolti. Voto 69 |
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Mamma mia...quando leggo voti tipo 75 mi si accappona la pelle...ascolto tonnellate di musica, ma erano anni, anni, anni che non sentivo una cosa così raccapricciante a livello di songwriting come questo disco... |
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Per me un bellalbum, certamente non assimilabile a quanto fatto con i Queensr˙che, ma assolutamente gradevole con delle buone linee melodiche e un ritorno ad un approccio più prog e heavy rispetto al passato. Che non abbia la stessa estensione dei trentanni mi sembra normale, però si difende alla grande con linterpretazione. Un 75 lo merita tutto. |
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Ancora non ho avuto il coraggio di ascoltarlo, quando in passato non facevo passare un minuto dalle uscite dei \'ryche o dei dischi solisti di Tate (solitamente deludenti)... |
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Un 6 politico al personaggio va dato . Poi possiamo discutere ore sul contenuto dellalbum in questione ma apprezzo lo sforzo che ha fatto Tate per riprendersi sia da un punto di vista vocale che da un punto di vista musicale |
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@Max1: per me tra American Soldier (uno dei miei preferiti della \"seconda era\" dei Ryche) e questo aborto c\'è un abisso in termini qualitativi...buttiamola sul de gustibus, va |
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Io veramente non so come cazzo si faccia a salvare sto pattume. Non parto prevenuto MAI, non me ne frega nulla di come si intitola il disco ne di chi lo canta, il punto è semplicemente che è un album che anche dopo 4 ascolti continua ad essere ad un livello di songwriting e linee vocali realmente imbarazzante. |
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Fa molto meno schifo di quello che si pensa. Manca l\'estensione vocale di un tempo, la coesione narrattiva del concept originale, ma le idee non sono per niente malvagie. |
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Mi spiace Diego e Max ma parlo per esperienza personale, Tate è un grandissimo ingrato, irriconoscente pieno di se e in sintesi un c*6li0*& per il sottoscritto. Gli dissi in faccia che non avrei preso più nulla di suo per il suo comportamento nei confronti dei fans.
Capitolo chiuso per me, è pieno di artisti meritevoli, gran signori e anche sicuramente più furbi da seguire e supportare. Per il little mr. Tate non ho più tempo da sprecare |
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Concordo in pieno! Sono stato e sono un fan dei Ryche (una delle poche band per le quali sono disposto a anche a \"perdonare\") ma non per questo li assolvo a priori: hanno fatto dischi più che discutibili, per essere generosi, e quindi ben vengano le critiche..ma in questo caso qua si spara più sul personaggio (ammesso che ci sia da sparare visto che ci si basa su pure ilazioni , congetture, ecc..) che sul disco.
Per fare un paragone sono andato proprio in questi giorni a risentirmi la discografia dei Q con TLT, finita nel dimenticatoio da tempo, e ..piattume uniforme che non ti rimane in mente nemmeno se ti ci si applichi.
Come dissi giorni fa, OM III non è un capolavoro ma il voto e i giudizi espressi sono persino offensivi:in ogni caso è coerente con il bagaglio musicale di GT...in parte mi ricorda anche American Soldier, album più che buono a mio avviso. |
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Concordo in pieno! Sono stato e sono un fan dei Ryche (una delle poche band per le quali sono disposto a anche a \"perdonare\") ma non per questo li assolvo a priori: hanno fatto dischi più che discutibili, per essere generosi, e quindi ben vengano le critiche..ma in questo caso qua si spara più sul personaggio (ammesso che ci sia da sparare visto che ci si basa su pure ilazioni , congetture, ecc..) che sul disco.
Per fare un paragone sono andato proprio in questi giorni a risentirmi la discografia dei Q con TLT, finita nel dimenticatoio da tempo, e ..piattume uniforme che non ti rimane in mente nemmeno se ti ci si applichi.
Come dissi giorni fa, OM III non è un capolavoro ma il voto e i giudizi espressi sono persino offensivi:in ogni caso è coerente con il bagaglio musicale di GT...in parte mi ricorda anche American Soldier, album più che buono a mio avviso. |
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50?....mi sa che tanti bollano il lavoro di Tate ancora per la storia che ha mollato o è stato cacciato dai queensryche....come avevo già espresso in un altro commento...mi sarebbe piaciuto sentire anche la versione di Tate e non solo quella della ex band. Comunque sia non è un disco da 50...almeno 20 punti in più 70....i fans dei ryche sono ottusi come i fans dei Maiden di Dickinson che ai tempi bollavano x factor perché tra le scuse Blaze non ha il carisma di Dickinson nel canto e sul palco....ma alla fine adesso viene rivalutato per il semplice fatto che rispecchia bene il periodo anni 90 con sonorità più pesanti e in linea. Ritornando ai ryche credo solo che al giorno d\'oggi dopo 20 anni non abbiano prodotto chissà quali capolavori anzi scopiazzano rage for order e basta....e lo fanno anche male dato che Tate a livello di idee è sempre stato avanti anche se tante volte non sono state apprezzate o capite ai tempi. |
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La seconda parte non era al livello del primo capitolo, ma era bellissima comunque |
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Visto che sono stagionato anch\'io, non posso essere che d\'accordo con Warrior63. |
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Io sarò anche stagionato,caro Epic, ma la seconda parte,non era assolutamente all\' altezza della prima.un buon lavoro, ma il primo è inarrivabile |
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L album si chiama operation mindcrime 3, non sono i fan a volere comparare due epoche diverse ma bensì Geoff Tate stesso.(dopo aver creato già una band richiamante quel lavoro) .Il problema principale è la produzione e il suono di questo lavoro, poiché suona tutto finto e sembra generato da una A.i .il Geoff tate che ancora riesco ad apprezzare lo trovo nei vari lavori degli Avantasia, da solo purtroppo ormai non ha nulla da dire e anzi danneggia il suo passato glorioso. |
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Il miglior lavoro solista di Tate, 50 è davvero ingeneroso, voto e commenti sono secondo me ipocriti, già prevenuti. Anche se fosse stato un capolavoro assoluto questo disco sarebbe stato massacrato solo per via del titolo, questa è la verità. Un discreto lavoro. E comunque la seconda parte era stupenda, degna del primo capolavoro. Ma si sa, i metallari più stagionati hanno i paraocchi... |
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Disco che suona a malapena come una preprod. Composizioni e linee vocali senza ispirazione. Terribile. Siamo cosi abituati oramai ad ascoltare merda che anche album a malapena mediocri sembrano a qualcuno sei buoni prodotti. Che tristezza..
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Non avevo grosse aspettative. Tutt\'altro. Mi aspettavo una mezza schifezza. E invece è una schifezza completa. Voto: 40. |
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Caro Geoff è ora di dedicarti alla viticoltura. |
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Personalmente a me non dispiace per niente. Lasciando stare il titolo e concept (rimane un unico OM, pure il II era fatto solo per sfruttare il nome) è sicuramente il lavoro migliore di Tate, dal vivo impresentabile ma almeno in studio se la cava ancora bene (sicuramente con qualche aiuto). Sicuramente meglio del II e più \"progressivo\" degli ultimi lavori del gruppo madre, più ancorato oramai al sound heavy del primo album, è un album più che discreto che ascolto anche volentieri (e schifando tutto quello fatto dopo Promise land con Tate è tutto dire). |
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Ma qui siamo alla follia! e non da parte di GT.
Chi si attendeva un ritorno al primo OM o vive in un altro mondo o forse non ha ben presente il GT di questi ultimi due decenni (+ la deriva intrapresa da Q a partire da HITNF )dove la componente metal è andata sempre scemando...d\'altra parte lo stesso GT ha sempre sostenuto di non essere un \"fedelissimo\" del \"metallo pesante\", tutt\'altro!
È un capolavoro? No!
Si sentono parecchi richiami alle melodie dei Q presenti in OM e Empire: si!
La sua voce è ancora di livello? NI, ma la sua espressività è rimasta inalterata: scusate, ma forse va ricordato che ha SOLO 67 anni!
Ha cambiato qualcosa rispetto agli ultimi 30 anni di carriera: fondamelmente no perché il suo percorso quello è e quello rimane e con questo non sto certamente a giustificare anche le nefandezze che ha prodotto.
Quindi: titolo del lavoro a parte e storia sottostante di cui poco mi può anche importare , lavoro più che buono..a mio avviso probabilmente anzi sicuramente il migliore della sua carriera solista e che non merita assolutamente una simile bocciatura!
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Una cosa imbarazzante. Forse peggio del secondo capitolo. |
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Porco cazzo. Non che avessi chissà quali aspettative, ma ci sono rimasto veramente male. Un concentrato di merda come non sentivo da anni e anni. Un aborto musicale informe e senza senso che infanga il titolo di uno dei più grandi capolavori della storia della musica. Musica brutta e linee vocali che farebbero schifo pure al cazzo di un clochard con la sifilide. Un disastro totale, mannaggia... |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. The Scene of the Crime 2. You Know My Fucking Name 3. The Answer 4. Vulnerable 5. I'll Eat Your Heart Out 6. Do You Still Believe? 7. The Devil's Breath 8. Ascension 9. Set You Free 10. Descension 11. Power 12. You Can't Walk Away Now 13. A Monster Like Me
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Line Up
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Geoff Tate (Voce) Kieran Robertson (Chitarra) John Moyer (Basso) Rich Baur (Batteria)
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