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Desolus - Dwellers of the Twilight Void
20/05/2026
( 599 letture )
L'esordio System Shock, pubblicato ormai due anni fa, aveva collocato i Desolus tra gli esponenti più burberi dell'odierna ondata revival thrash. Malgrado un paesaggio a dir poco inflazionato, i Nostri erano riusciti a farsi notare, ciò che non si può certo dire per buona parte dei loro colleghi. Merito di in una proposta particolarmente barbarica, capace di veicolare una foga e una violenza rare, oltre che un amore smodato per i primi lavori dei Kreator. Mentre altri gruppi cercano un linguaggio proprio, i tre americani saccheggiavano allegramente il repertorio più esigente della band di Mille Petrozza, senza però scadere nella semplice scoppiazzata: i Nostri riuscivano al contrario a sprigionare un'energia a tratti paragonabile a quella evocata dai loro maestri -un exploit non da poco, anche se il risultato pativa di una certa staticità generale.

Il nuovo Dwellers of the Twilight Void sembra voler rimediare a questo problema. Il disco riprende il discorso intavolato sul debutto, ma mette sul tavolo un paio di novità di spessore. Si notano più cambi di tempo e una maggior presenza di passaggi cadenzati, quando invece l'esordio non staccava quasi mai il piede dal pedale del gas. Salvo per un paio di episodi poi, le durate medie dei pezzi sono più corte. In altri termini, il nuovo nato presenta una scaletta più variegata e digeribile, ciò che dinamizza non poco l'ascolto. Questo non vuol dire che i Desolus -diventati un Quartetto- si siano rammolliti o abbiano perso in intensità; al contrario, il disco martella che è un piacere. Passata l'intro orrorifica The Portal, ci pensa la title-track a mettere le cose in chiaro: il brano rispolvera gli ingredienti che avevano fatto il successo del debutto -ritroviamo lo stesso riffing aguzzo, confusionario e lanciato a mille chilometri orari, completato dal drumming frenetico del nuovo arrivato Bileh Dougsiyeh e dalle urla belluine di uno dei cantanti (il chitarrista Jimmy Frost e il bassista Vivek Rangarajan si alternano infatti dietro al microfono per tutta la durata del disco). Il brano si concede però una lunga porzione più lenta, prima di accelerare di nuovo sul finale. Cambia sensibilmente anche la produzione, in questa sede nettamente più scarna, quasi lo-fi, ciò che aumenta ulteriormente la carica sanguinaria dei pezzi. Chi più chi meno, le altre canzoni ripetono queste stesse coordinate, alternando quasi sistematicamente violentissimi passaggi di velocità a rocciosi rallentamenti. Così The Pact (Sealed in Blood), song che cambia pelle a diverse riprese fino ad un assolo lento ed avvolgente sul finale, Trespass the Threshold o ancora Primordial Evil, che ingrana la marcia dopo un avvio controllato e granitico. Threading the Atom mantiene un andamento globalmente più ragionato, senza per questo disdegnare improvvise accelerazioni, così come la conclusiva Nefarious Dominion, che parte a mo' di rullo compressore, prima di far schizzare la velocità alle stelle. Citiamo infine Woman of Infernal Beauty, che svela alcune timide influenze heavy metal, sovrastate dal consueto martellamento generale, così come una godibile cover di Show No Mercy, marcia e incattivita a dovere.

Dwellers of the Twilight Void si rivela dunque un album solido e convincente. Da un lato, i Desolus ripropongono con successo le buone cose presenti su System Shock -la furia devastante e fuori dal comune su tutte. Dall'altro, il Quartetto smussa un po' gli angoli e adatta la sua proposta, limitando i principali punti deboli che penalizzavano l'esordio. Ciò ha il grande pregio di rendere i brani leggermente più personali, anche se lo spettro dei nomi tutelari (oltre che i già citati Kreator, possiamo evocare anche Dark Angel e Sodom) non è mai lontano. Intendiamoci, il secondo full dei Desolus resta un disco di puro revival e non fa certo miracoli, ma funziona decisamente bene. Non è poco.




VOTO RECENSORE
74
VOTO LETTORI
79.66 su 12 voti [ VOTA]
jeffwaters
Sabato 23 Maggio 2026, 9.39.43
5
Non capisco cosa vuoi dire Galilee con \'\'la parte più mosh e crossover del genere è stata completamente dimenticata\'\'. E dire che la new wave del thrash metal è variegatissima di gruppi e stili diversissimi.
lisablack
Venerdì 22 Maggio 2026, 14.54.29
4
Perché ci sono gli stereotipi.. Quando si pensa al thrash anni 80 vengono in mente subito le mazzate di Reign in blood, e\' difficile dimenticare certi capolavori anche se le band da te citate erano ottime
Galilee
Venerdì 22 Maggio 2026, 14.18.11
3
Il thrash negli 80 era molto variegato. Pensiamo ai Death Angel ai Mordred, ai suicidal tendencies. Possibile che le nuove band sappiano solo picchiare come dei fabbri con le solite voci super aggressive. Tutta la parte più mosh e crossover del genere è stata totalmente dimenticata. Boh, pazienza.
d.r.i.
Venerdì 22 Maggio 2026, 13.16.55
2
Non male!
lisablack
Mercoledì 20 Maggio 2026, 17.56.05
1
Ehi.. qui c\'è roba buona da ascoltare, mamma mia quante band da scoprire e quante dimenticate.. Comunque ottimo👍 neanche sapevo che esistessero, ragazzi recensite il disco dei Nuctemeron una bomba atomica old scholl🤟 una figata pazzesca
INFORMAZIONI
2026
Hells Headbangers Records
Thrash
Tracklist
1. The Portal
2. Dweller of the Twilight Void
3. Trespass the Threshold
4. The Pact (Sealed in Blood)
5. Threading the Atom
6. Visages of Death
7. Woman of Infernal Beauty
8. Primordial Evil
9. Show No Mercy
10. Nefarious Dominion
Line Up
Jimmy Frost (Voce, Chitarra)
Vivek Rangarajan (Voce, Basso)
Travis Stone (Chitarra)
Bileh Dougsiyeh (Batteria)
 
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