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Darko (US) - Oni 2
20/05/2026
( 671 letture )
I must unlock my truest form > THIS-IS-DARKO!!!!

Una creatura aliena dalle proprietà autorigeneranti o un serpente bionico in grado di mutare e allo stesso tempo rafforzare l’epidermide d’acciaio: villain stile Freezer / Cell, i Darko proseguono il loro fantascientifico tragitto polverizzando gli avversari e continuando a salire di livello in cerca della temibile evoluzione definitiva.

Non si tratta però di un videogioco quanto di una spaventosa realtà, dal 2020 implacabile sia negli extended-play (la trilogia Dethmask) sia nelle prove ad ampio raggio che hanno disintegrato i concetti familiari del deathcore (Darko, Oni, Starfire).
Operanti in totale autonomia DIY, Tom e Josh evitano parallelismi rigidi e nascondono un ghigno divertito al pensiero di chi affannosamente insegue trend virali; il side-project, agli antipodi rispetto alle mode o a cliché revival-nostalgici, gode infatti di un estro contemporaneo destrutturante con potenzialità futuribili le basi della materia, ricombinata secondo una natura sperimentale volta ad iniettare nel deathcore abnormi dosaggi elettronici, meccaniche djent, atmosfere sci-fi e un’estetica visuale cyber punk drogata da steroidi grafici.

I tecno-artisti, non paghi del ritmo elevato delle uscite, danno ora vita al sequel diretto di Oni e se già il capostipite aveva rotto dighe e aperto varchi intergalattici come in Stargate, il numero 2 paventa una minaccia ancor più forsennata e destabilizzante.
Per un evento così speciale Baby J non bada a spese ed erige un’architettura maestosa, hi-tech e tremendamente scenografica in linea con la filosofia di “estrema avanguardia sonora”: la produzione multi-stratificata e il lavoro sopra le righe in fase di mixaggio sfidano di proposito le dinamiche di bilanciamento mirando a bombardare l’ascoltatore tramite volumi altissimi e un amalgama a tratti denso e caotico, non sempre facile da gestire lungo i tre quarti d’ora della scaletta.

In spregio al rischio di una saturazione uditiva, i gemelli del terrore perseverano la challenge mode attivata nella maratona di Starfire (2024) e colpiscono duro anche in Oni 2, una supernova irradiante purissima luce artificiale già dai mortiferi kirioroshi di Red Samurai, graziata dal cameo di Kyle Hebert (doppiatore di Gohan in Dragon Ball Z) e assalita dal doppio featuring di Dan Tucker dei Crown Magnetar e Clay White dei Coldstate. Spingendo i decibel al massimo, il cyber-deathcore mantiene le sue prerogative abituali ma va subito ad intensificare la posta in gioco nel frastuono esaltante di Dragon Tamer (erede di Dragon Chaser) e in quella selvaggia carneficina di Majora, un’offensiva killer alla quale banchetta pure Ben Duerr degli Shadow of Intent.

Distorsioni fuori controllo, trapanate djent, ritmi percussivi digitali, trigger a manetta, synth caleidoscopici, breakdown in guisa di testate nucleari e harsh vocals inumane sono la firma stilistica più riconoscibile dei Darko, tuttavia al fianco del lato deathcore esiste una controparte leggiadra e soave, indefinibile essenza di shoegaze/electro dream-pop nella quale si viene abbracciati da un timbro melodico etereo (sotto pesanti filtri e correttori simil-autotune) e un irreale clima da pace dei sensi. Angel Kisses, clonazione di una ballad, ne è l’esempio immediato anche se degli squarci di candida armonia si ritrovano nella toccante sensibilità di Requiem of Elijah, dove un growl “stemperato” assume una parvenza emotiva inedita.

Le violenze oscure dello spazio ignoto tornano poi a dominare in mostruosità aliene fagocitanti growl cannibali, scream psicotici, breakdown da terremoto cosmico e un’orgia lussuriosa di beat, synth pad, glitch e stacchi breakbeat: per verificarne la portata ci si rivolga all’ubriacante parossismo di Take Me to Heaven (reunion dei vecchi Chelsea Grin insieme ad Alex Koehler) oppure ai wormhole concretizzati da Blue Teeth, l’insana Frost Delay, l’asteroidale Time Crisis e la spiraliforme Prosthetic, sublimi testimonianze esaltanti i folli attriti del D-core in un continuum aggiuntivo di blast-beat, moti drum’n’bass, breakdown particellari e linee melodiche ovattate.
Nel serbatoio della navicella il carburante non è ad ogni modo finito in quanto all’appello mancano la stratosferica Congratulations (electro-deathcore, cyber metal, emo-core nello scream alla Oli Sykes, di fatto tre pezzi in uno) e il delirio sballato di Acid Girl Fantasy Club, l’after party a cui si imbuca persino il rapper Johnny 3 Tears degli Hollywood Undead, tutt’altro che fuori posto in una giostra vorticosa terminante con il celebre ritornello forever young degli Alphaville.

L’ennesimo viaggio nel multiverso da cui si esce con le orecchie fuse e il cervello ultra-stimolato.

Oni 2, come uno storico programma tv, non lascia ma raddoppia e in quarantacinque focosi minuti schiera un arsenale capace di reggere l’urto dell’archetipo targato 2022: Barber offre la solita performance gigantesca, Miller delizia con le sue meraviglie tecnologiche, gli ospiti danno manforte (da segnalare i prima non citati Cody Mackenzie dei Dieyoung ed Elijah Witt dei Cane Hill) e il songwriting rimane di una qualità siderale; l’unico punto divisivo è il packaging sonoro, alquanto ricco ed esorbitante ma fedele specchio dell’attitudine “over the top” del gruppo e dunque, non essendoci ulteriori obiezioni, i Darko mantengono ancora una volta il ruolo di leader anticonformisti dell’advanced deathcore. Acknowledge Them!



VOTO RECENSORE
84
VOTO LETTORI
72.61 su 34 voti [ VOTA]
Carmine
Giovedì 21 Maggio 2026, 21.20.08
1
Continuano a spingere al limite ed è Incredibile come riescano a gestire tutto questo caos, fatto di contrasti tra devastazioni sonore, synth eterei, melodie sospese, glitch, stacchi breakbeat... Semplicemente devastanti.
INFORMAZIONI
2026
Autoprodotto
Death Core
Tracklist
1. Red Samurai
2. Dragon Tamer
3. Majora
4. Angel Kisses
5. Congratulations
6. Blue Teeth
7. Take Me to Heaven
8. Requiem of Elijah
9. Frost Delay
10. Time Crisis
11. Prosthetic
12. Acid Girl Fantasy Club
Line Up
Tom Barber (Voce)
Josh “Baby J” Miller (Chitarra, Batteria, Tastiere, Sintetizzatori, Programming)

Musicisti ospiti:
Kyle Hebert (Voce su traccia 1)
Dan Tucker (Voce su traccia 1)
Clay White (Voce su traccia 1)
Ben Duerr (Voce su traccia 3)
Cody Mackenzie (Voce su traccia 6)
Alex Koehler (Voce su traccia 7)
Elijah Witt (Voce su traccia 10)
Johnny 3 Tears (Voce su traccia 12)
 
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