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Frozen Soul - No Place of Warmth
22/05/2026
( 1025 letture )
Dopo aver attirato l’attenzione di una larga fetta della scena death metal moderna grazie a un mix di groove massicci e atmosfere glaciali, i Frozen Soul arrivano al terzo album con No Place of Warmth, un lavoro che prova ad ampliare il proprio raggio d’azione ma che finisce spesso per perdere mordente proprio nel tentativo di risultare più grande e accessibile.

Il quintetto di Dallas continua a muoversi tra death metal old school e hardcore moderno, ma rispetto al passato l’equilibrio appare molto più fragile. Il disco nasce da sessioni di scrittura sviluppate direttamente in studio con il produttore Josh Schroeder presso i Random Awesome Studios di Midland, Michigan, seguendo un approccio spontaneo e immediato. Una scelta che teoricamente avrebbe dovuto favorire freschezza e istinto, ma che in più di un’occasione dà invece l’impressione di idee lasciate allo stato embrionale e sviluppate senza una reale direzione.
Il risultato è un disco monolitico e pesante, ma anche estremamente ripetitivo. Le chitarre costruiscono continuamente riff basati sugli stessi pattern semplici, cadenzati e ossessivi che richiamano inevitabilmente la lezione dei Bolt Thrower, ma privati della tensione e della capacità evocativa che rendevano immortale la band inglese. I Frozen Soul preferiscono invece affidarsi quasi sempre alla formula più immediata possibile: rallentamento, stop improvviso, breakdown e ripartenza costruita sul groove.
Le brevi aperture melodiche e i passaggi in tremolo picking provano a spezzare la monotonia generale, ma vengono costantemente soffocati da breakdown hardcore estremamente prevedibili e da strutture che finiscono rapidamente per assomigliarsi tutte tra loro. Dopo un buon impatto iniziale, gran parte della tracklist scorre senza lasciare veri momenti memorabili, trasformando molti brani in un muro sonoro uniforme e fin troppo derivativo.
Anche la produzione moderna e gigantesca scelta da Josh Schroeder contribuisce a rendere il tutto ancora più pesante e opprimente. Batteria e chitarre downtuned dominano ogni spazio possibile, sacrificando però dinamica e personalità in favore di un impatto costante che, col passare dei minuti, diventa quasi estenuante.
Dal punto di vista lirico, l’album continua a ruotare attorno a disagio personale, alienazione e difficoltà quotidiane, ma senza riuscire davvero ad approfondire questi temi in maniera memorabile. L’impressione generale è che la band preferisca affidarsi all’atmosfera e all’impatto immediato piuttosto che a una reale costruzione emotiva.
I rimandi ai grandi nomi del passato come Bolt Thrower, Obituary e Asphyx sono evidenti soprattutto nei riff più lenti e cadenzati e nel growl profondissimo di Chad Green, ma il disco sembra avere molto più in comune con il death metal/hardcore moderno di Creeping Death, Gatecreeper e Sanguisugabogg. Il problema è che, invece di assorbire il meglio di entrambe le anime, No Place of Warmth finisce spesso per sembrare una versione estremamente semplificata e standardizzata di quelle influenze.
Le numerose guest appearance disseminate nella tracklist rappresentano probabilmente uno degli elementi più curiosi del disco, anche se non sempre realmente necessari. La presenza più sorprendente è senza dubbio quella di Gerard Way dei My Chemical Romance, che nella parte finale della title track inserisce uno scream dal taglio quasi blackened/core tra il growl glaciale di Chad Green. Un featuring particolare e meno fuori luogo di quanto si possa pensare, ma che resta più interessante sulla carta che realmente incisivo all’interno del brano.
Sulla successiva Invoke War compare invece Robb Flynn, chiamato a dare maggiore enfasi a una sezione rallentata costruita interamente per il classico momento da headbanging. Più naturale invece il contributo di Devin Swank dei Sanguisugabogg su Dreadnought, probabilmente il featuring più coerente con il sound della band e uno dei pochi momenti in cui l’aggressività dell’album riesce davvero a colpire nel segno.

Con No Place of Warmth, i Frozen Soul confermano di saper costruire un impatto sonoro enorme e fisicamente devastante, ma mostrano anche tutti i limiti di una formula che, sul lungo periodo, tende a diventare prevedibile e monocorde. In sostanza, i nostri funzionano decisamente meglio nel formato del singolo: diversi brani possiedono ritornelli semplici ma efficaci, momenti pensati chiaramente per essere urlati sotto palco e breakdown capaci di coinvolgere immediatamente il pubblico dal vivo. Elementi che, presi singolarmente, riescono anche a colpire nel segno, ma che all’interno di un intero full-length finiscono per perdere forza a causa di una struttura troppo reiterata e di un songwriting incapace di mantenere alta l’attenzione per tutta la durata del disco. Un album che farà sicuramente felici gli amanti del death metal moderno più orientato ai breakdown e al groove, ma che difficilmente riuscirà a convincere chi cerca maggiore profondità compositiva o riff davvero memorabili.



VOTO RECENSORE
58
VOTO LETTORI
64.04 su 24 voti [ VOTA]
lisablack
Mercoledì 27 Maggio 2026, 22.59.43
14
Pienamente d\' accordo.. Purtroppo quando si parla di nuove band subito si dice cloni, non inventano nulla, abbiamo già sentito.. A pensare cosi la musica poi va a scomparire
Broken Arrow
Mercoledì 27 Maggio 2026, 20.35.44
13
Bello, album da 7.5. Groove che ti sposta di mezzo metro, canzoni ben fatte, mai noioso. Peccato che una certa massa di metallari vecchio stampo abbia già deciso che fanno cagare a priori, gran peccato...
Bright Light
Lunedì 25 Maggio 2026, 15.24.26
12
Discone da 90 🤣
Carmine
Lunedì 25 Maggio 2026, 13.58.18
11
Ancora una volta si manifesta l\' incompetenza di chi si improvvisa recensore. per me discone da 90, ma io non un\' dei massimi esperti mondiali di black/death quindi normale che veda le cose in modo diverso
Pink christ
Domenica 24 Maggio 2026, 8.55.09
10
Abbastanza noioso,in giro c\'è di meglio
Enrico
Sabato 23 Maggio 2026, 16.37.32
9
Niente di trascendentale ma per me vale 65. 58 non sono assolutamente d\'accordo.
Skydancer
Sabato 23 Maggio 2026, 10.04.40
8
Vi dirò che non li conoscevo, e l\'ho ascoltato proprio perchè ha preso 58 hahahahah, se fosse stato un 60 probabilmente sarei passato avanti. Comunque onesto disco senza infamia e senza lode, non è brutto (i dischi brutti sono altri) ma è abbastanza piatto, magari un 60 lo strappa ma non di più, secondo me.
lisablack
Venerdì 22 Maggio 2026, 20.47.39
7
Capisco.. Io non comprendo il 58 veramente penalizzante, la sufficienza la merita sicuramente a mani basse, 80 no di sicuro ma la sufficienza piena si
Gianluca Pagliuca
Venerdì 22 Maggio 2026, 20.15.59
6
Mah, sai Lisa, io non penso che qualcuno si metta in testa di penalizzare preventivamente. Io ero molto speranzoso per questo disco, e mi è piaciuto. Ammetto che però alcuni punti sollevati da Marco sono reali, molto spesso anche dopo molti ascolti del disco ancora facevo fatica a percepire che si era passati da una traccia all\'altra. Ecco, non gli avrei dato un 58, ma un 65, massimo 70. Però in linea di massima non di più, perché mi piace lo stile ma secondo me devono ancora crescere. Comunque sia lo ritengo il loro migliore, ad oggi
lisablack
Venerdì 22 Maggio 2026, 18.43.03
5
Io adoro i Bolt Thrower non occorre neanche dirlo, non capirò mai perché le band giovani devono sempre essere penalizzate... Un vero peccato
Gianluca Pagliuca
Venerdì 22 Maggio 2026, 17.55.56
4
@Vittorio: mah, vabbe, i Bolt lasciamoli lassù nell\'olimpo, su...non paragoniamo a loro questi onesti mestieranti. Per me il voto giusto rimane 65
Vittorio
Venerdì 22 Maggio 2026, 14.56.01
3
Più o meno le stesse critiche che venivano mosse ai Bolt Thrower verso la fine della loro carriera.
lisablack
Venerdì 22 Maggio 2026, 14.40.05
2
58...ma roba da matti, non capisco un voto cosi ingiusto, anzi per me un 70 lo merita tutto. Seguo questa band dall\'inizio e con questo disco sta dimostrando un notevole passo avanti, dimostra un miglioramento.. Davvero non capisco un voto cosi basso, per me non lo merita assolutamente.
Lux Chaos
Venerdì 22 Maggio 2026, 14.14.16
1
Bella analisi. E concordo, nel senso che sono rimasto affascinato da molti pezzi \"singoli\" ma alla fine ho deciso di non comprarlo perché sentito più volte per intero soffre del problema che descrivi alla fine: molto monocorde e un po prevedibile.
INFORMAZIONI
2026
Century Media
Death
Tracklist
1.No Place of Warmth
2. Invoke War
3. Absolute Zero
4. Dreadnought
5. Chaos Will Reign
6. Eyes of Despair
7. Ethereal Dreams
8. Skinned by the Wind
9. Deathweaver
10. Frost Forged
11. Killin Time (Until it’s Time to Kill)
Line Up
Chad Green (Voce)
Michael Munday (Chitarra)
Chris Bonner (Chitarra)
Samanthe Mobley (Basso)
Matt Dennard (Batteria)

Musicisti ospiti
Gerard Way (Voce su traccia 1)
Robb Flynn (Voce su traccia 2)
Devin Swank (Voce su traccia 4)
 
RECENSIONI
60
 
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