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Creye - IV: Aftermath
31/05/2026
( 494 letture )
Gli svedesi Creye tornano con il loro nuovo album, titolato IV Aftermath. Con l’introduzione del nuovo frontman Simon Böös e una formazione parzialmente rinnovata, la band dimostra, ancora una volta, il perché sia un combo considerato dalla critica, una realtà nella scena AOR/hard rock melodico di oggi, grazie a brani satinati, anima hard ma con sensazioni e arrangiamenti fermamente moderni. Dopo alcuni cambiamenti in formazione, al centro della line-up rimane saldissimo il membro fondatore Andreas Gullstrand, il cui lavoro con la chitarra continua a definire il sound caratteristico della band: venendo affiancato da Fredrik Joakimsson alle chitarre ritmiche, Denny Karlsson al basso e Vidar Savbrant alla batteria. L’impressione è quella di una formazione compatta che sa fornire autorevolezza alla propria musica, anche grazie al nuovo arrivato dietro al microfono, pedina capace di aggiungere nuove dinamiche, portando intensità, e una gamma vocale che innalza i pezzi. Formatosi in Svezia, il quintetto si è guadagnato rapidamente l'attenzione internazionale grazie ad un solido songwriting e a una base melodica catturante, costruendosi una comprovata reputazione con le loro prime uscite. Tracce melodiose, coralità lavorate, produzione di livello e inconfondibile stile scandinavo, ecco il menù di questo nuovo capitolo discografico.

Something Missing accende le luci sulla scaletta, tante key sparse lungo il timing del pezzo, chitarre dure e una voce adatta al genere, con un chorus decisamente piacevole, arricchito da tanti cori incrociati e un solo guitar nerboruto. Bad Romance sfoggia un incipit tipicamente AOR e un refrain altrettanto specifico, con chitarre vigorose e ottime melodie che volano negli speaker sinuosamente. Rust si identifica come una ballad sulla strofa per poi scoppiare di energia sul chorus, che sfoggia un DNA tipicamente scandinavo. Left in Silence è AOR pomposo con assolo della sei corde attraentissimo; Don’t Talk About It è un ritaglio di lignaggio sofisticato, avvincente nell’incalzare nota dopo nota. Through the Window ritorna su lidi tipicamente da Adult Oriented Rock: le chitarre sono ferrose e temprate, le key spuntano per determinare, delineare e arrotondare il suono, infine Only You sciorina chitarre durissime, incroci vocali e anima nordica con un sentore di già udito, a dirla tutta, anche se il pezzo appare decisamente riuscito con una lodevole prova del frontman, che in tutta la release mostra buonissima pasta vocale e capacità indubbie. Glow alterna saliscendi classici del genere, guarnita da un buon inciso; Aligned ha una poderosa linea chitarristica con accenni funky e un ritornello lucente e catchy. The Last Night on Earth ha classe da vendere per melodie soffuse, resa e scrittura mentre Clay chiude la proposta con un ritaglio che è un po’ la summa di quanto proposto nelle tracce precedenti.

IV Aftermath è sicuramente un buon disco di AOR, energizzato con intelaiature hard, ma in alcuni brani la sensazione di “come andrà a finire” diventa palese e fin troppo scontata. Le linee guide delle asce sono sicuramente un tratto distintivo, la band suona molto bene e il nuovo cantante appare un tassello rilevante nella totalità del lavoro, ma servirebbe maggior personalità e un briciolo di originalità in più in alcuni brani, che si assomigliano troppo nello sviluppo e nel risultato finale. Don’t Talk About It e The Last Night on Earth, a parere del sottoscritto, sono i migliori brani del lotto per enfasi e impressione finale: entrambe le canzoni potrebbero rappresentare un ottimo punto di partenza per diversificare, mettendo in bacino di carenaggio ulteriori evoluzioni nella scrittura.



VOTO RECENSORE
74
VOTO LETTORI
77.5 su 2 voti [ VOTA]
Andy
Domenica 31 Maggio 2026, 22.08.01
1
....se avete dato 69 a weightless qusto meriterebbe 33....il precedente era uno dei piu\' belli di svezia nel genere....avevano poi in august rauer un gran frontman....il nuovo Simon boos dal vivo non ce la fa proprio a tenere il passo e le songs di questo nuovo sono parecchio rimaneggiate....e\' un peccato perche\' avevano fatto centro fin dal primo ep ed erano in continua crescita!
INFORMAZIONI
2026
Frontiers
AOR
Tracklist
1. Something Missing
2. Bad Romance
3. Rust
4. Left in Silence
5. Don’t Talk About It
6. Through the Window
7. Only You
8. Glow
9. Aligned
10. The Last Night on Earth
11. Clay
Line Up
Simon Böös (Voce)
Andreas Gullstrand (Chitarra solista)
Fredrik Joakimsson (Chitarra ritmica)
Denny Karlsson (Basso)
Vidar Savbrant (Batteria)
 
RECENSIONI
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