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17/11/26
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Destructor - Tales of Glory
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22/06/2026
( 849 letture )
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Affondano le proprie radici direttamente nei mitici anni Ottanta i Destructor, veri e propri veterani del metallo a stelle e strisce. L'esordio del gruppo di Cleveland, il cult Maximum Destruction, risale infatti al 1985. La band si è sciolta all'inizio del decennio successivo, in seguito al misterioso omicidio del bassista Dave Holocaust, ma è tornata in pista sul finire del millennio. Da allora, i Nostri pubblicano regolarmente nuovi dischi, ultimo dei quali il qui presente Tales of Glory, sigillo numero sette della creatura statunitense.
Il nuovo nato segue di tre anni il solido Blood, Bone, and Fire e ne ripropone grossomodo la stessa ricetta: un power thrash robusto, impattante quanto a tratti melodico, qua e là ammantato da qualche lieve pennellata epic. Siamo insomma di fronte ad un prodotto puramente ottantiano, puramente americano -vista la biografia del gruppo, non poteva essere altrimenti. Quello che è sicuro, è che i Nostri hanno ancora parecchia energia da vendere. Se la breve titre-track introduttiva si snoda attorno ad un leggiadro arpeggio acustico, le cose si fanno nettamente più spesse a partire dalla seguente Shadow Magic. Il brano parte senza fronzoli, svelando una strumentale a dir poco rocciosa; certo, il riff sa di già sentito, ma è impacchettato da mani abili ed esperte. Complice anche la voce del fondatore Dave Overkill, gradevolmente segnata dal passare degli anni, la canzone sprigiona un sentimento retrò davvero efficace, oltre che indubbiamente potente. Da segnalare anche la prova terremotante del drummer Matt Flammable, l'altro membro originale rimasto, ma tutti i musicisti firmano una prestazione maiuscola. Si vedano i passaggi vorticanti di basso che arricchiscono Harbringer of Death, altro episodio granitico nel corso del quale emergono chiaramente gli influssi classici ed epicheggianti menzionati più in alto. Il disco suona globalmente davvero compatto, in special modo nei suoi momenti più veloci -ne sono esempio le bordate lanciate da Wolves at Your Door o Victorious Warrior, due pezzi piuttosto brevi quanto a loro modo devastanti. Fall to Your Knees si avvicina invece a territori heavy/speed metal, mentre Answers in Blood alterna i consueti passaggi veloci ad altri più controllati, senza ovviamente perdere un grammo di potenza. Nel mezzo di questa tempesta d'acciaio fa dunque piacere scoprire un paio di pezzi più ariosi ed articolati. Si veda Death Screams, aperta da un'abbondante porzione strumentale e di ampio respiro. Belle le melodie intrecciate delle chitarre e del basso, che dialogano su di uno sfondo acustico prima che la canzone si ingrossi definitivamente. Rise to the Call segue uno schema relativamente simile e rappresenta, al pari dell'episodio precedentemente citato, una pausa necessaria nel martellamento globale, anche se i Nostri non levano mai davvero il piede dal pedale del gas. Si può dire la stessa cosa di Never Take Me Alive, possente mid-tempo aperto da una bella progressione melodica, il quale non rinuncia però ad ingranare la marcia nella seconda parte.
Non è musica eccessivamente raffinata, ricercata o sottile quella che scorre nei solchi di Tales of Glory. Si tratta però di musica sentita, vibrante e veritiera. Ieri come oggi, i Destructor rappresentano il volto più puro, cromato, diremmo quasi operaio dell'heavy metal -senza per questo risultare rozzi o ignoranti. Il disco è anzi pregno di un ottimo gusto melodico, di passione e di una cura dei dettagli che merita di essere sottolineata. Se cercate tecnicismi o infiorettature, potete tranquillamente guadare altrove. Se invece apprezzate una buona mezz'ora di metallo solido e onesto, allora il settimo album degli americani può fare al caso vostro.
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5
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Mi piacciono da matti queste sonorità della mia epoca, gli anni 80..fa sempre piacere ascoltarle anche se oggi di roba valida ce ne è a tonnellate.. Ottimo album |
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4
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Non è Maximum Destruction, ma si fa ascoltare con piacere, così come gli altri album pubblicati dal 2000 in poi. Uno speed/thrash “vintage” ovviamente rivolto a chi ama quelle sonorità ottantiane, in alcuni episodi (Shadow Magic o Rise to the Call per esempio) sempre efficace. Voto 77 |
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3
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Ricordo maximum destructuon del 1985....e dopo 40 anni sono rimasti uguali in tutto e per tutto.....coerenti fino al midollo perché credo che più di così non si possa pretendere....almeno non appartengono alla categoria becera delle revival bands... Ma degli evergreen senza farlo apposta.
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2
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Cult band americana di power speed/thrash entrata nella leggenda underground con l album \'maximum....\' recensito nel 1985 su rockerilla. Nonostante le varie peripezie e il trascorrere degli anni, fa piacere sapere che dave overkill porta avanti con caparbietà i destructor 🤘🎸🍻 |
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1
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Non conosco nulla della recente produzione; anzi me li ero proprio persi e pensavo non esistessero più. Su una cosa il Griso non sbaglia, ovvero che Maximum Destruction era un vero e proprio gioiellino, fatto di una ortodossia underground che sfiorava il \'maniacale\', un purissimo concentrato di speed/ power, tanto che Classix Metal in un articolo inserì il disco nei 20 imperdibili speed. Dovrò rimediare, è dovuto dopo un cult simile |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. Tales of Glory 2. Shadow Magic 3. Harbinger of Death 4. Wolves at Your Door 5. Death Screams 6. Fall to Your Knees 7. Never Take Me Alive 8. Answers in Blood 9. Rise to the Call 10. Victorious Warrior
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Line Up
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Dave Overkill (Voce, Chitarra) Mark Hellhound (Chitarra) Tim Hammer (Basso) Matt Flammable (Batteria)
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RECENSIONI |
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