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Wuthering Heights - To Travel For Evermore
22/06/2026
( 1152 letture )
Nati in Danimarca attorno alla figura del chitarrista, compositore e mente creativa Erik Ravn, i Wuthering Heights rappresentano una delle realtà più particolari, di nicchia e originali emerse dalla scena metal nordeuropea a cavallo tra gli anni Novanta e Duemila. Il nome della band deriva dal celebre romanzo Wuthering Heights (Cime Tempestose) della scrittrice inglese Emily Brontë, riferimento che ben sintetizza l'approccio romantico, letterario e fortemente evocativo del gruppo danese. Dopo l'interessante debutto Within del 1999, i Wuthering Heights tornano nel 2002 con To Travel for Evermore, secondo capitolo della loro carriera e ultimo lavoro inciso con Kristian "Krille" Andrén, già apprezzatissimo vocalist in precedenza con i seminali power-progsters svedesi Tad Morose nell'epoca dei magnifici Sender of Thoughts e Paradigma. Se il debutto aveva già mostrato una personalità fuori dal comune, grazie a un riuscito connubio tra power metal, folk e progressive, questo secondo album ne amplia ulteriormente il raggio d'azione. L'utilizzo di strumenti come archi e flauto, già elemento distintivo di alcune composizioni dell'esordio, continua a contribuire alla costruzione di atmosfere suggestive e narrative, rendendo il sound della band immediatamente riconoscibile all'interno di una scena spesso dominata da formule più convenzionali.

Dal punto di vista musicale, To Travel for Evermore si presenta come un lavoro ambizioso e stratificato, nel quale la componente progressiva assume un ruolo ancora più centrale rispetto al passato. L'introduzione Behind Tearstained Ice accompagna l'ascoltatore verso The Nevershining Stones, episodio che mette subito in evidenza la capacità della band di alternare momenti epici, accelerazioni power neoclassiche e aperture melodiche di grande fascino. Dancer in the Light e Lost Realms sviluppano ulteriormente la componente narrativa del disco, grazie a un songwriting elaborato ma mai eccessivamente cerebrale, mentre Battle of the Seasons rappresenta uno dei momenti più dinamici dell'intero lavoro. Il cuore dell'album è probabilmente costituito dalla lunga suite A Sinner's Confession, articolata in quattro movimenti e capace di condensare tutte le anime della band: power metal, folk, progressive e melodie dal forte impatto emotivo convivono qui in maniera convincente. See Tomorrow Shine e Through Within to Beyond riportano il disco verso coordinate più immediate, mentre River Oblivion chiude l'opera con atmosfere malinconiche e contemplative. Le influenze di Blind Guardian, Tad Morose, Skyclad e di certo progressive metal nordico emergono a più riprese, ma i Wuthering Heights riescono quasi sempre a filtrare tali riferimenti attraverso una personalità ben definita. Resta tuttavia la sensazione che alcune composizioni, pur ricche di idee, manchino di quell'impatto immediato e di quella freschezza che avevano reso particolarmente efficace il debutto.

Pur mostrando una crescita evidente sotto il profilo tecnico e degli arrangiamenti, To Travel for Evermore non riesce infatti a replicare completamente l'effetto sorpresa che aveva accompagnato Within. La maggiore complessità delle strutture e la volontà di espandere ulteriormente il linguaggio musicale della band finiscono talvolta per sacrificare parte dell'immediatezza compositiva, lasciando l'impressione di un album più riflessivo e meno spontaneo. Ciò non toglie che il talento di Erik Ravn emerga con forza lungo tutta la durata del disco, così come la prestazione di Krille Andrén, ancora una volta convincente nel dare vita ai molteplici personaggi e alle atmosfere evocate dai brani. I Wuthering Heights confermano di essere una formazione peculiare nel panorama europeo, capace di fondere letteratura, folk, power e progressive metal in una formula personale e coraggiosa. Negli anni successivi la band pubblicherà altri tre album in studio -Far from the Madding Crowd (2004), The Shadow Cabinet (2006) e Salt (2010)- completando una discografia composta da soli cinque lavori ma caratterizzata da una qualità media sorprendentemente elevata prima dello scioglimento avvenuto proprio nel 2011. Un percorso relativamente breve ma sufficiente per lasciare un segno indelebile tra gli appassionati del metal più colto, avventuroso e ricco di fantasia.



VOTO RECENSORE
76
VOTO LETTORI
78.11 su 9 voti [ VOTA]
Lucassen
Mercoledì 1 Luglio 2026, 21.21.39
4
Bello anche se lreferisco il primo. Il cantante ex Tad Morose bravissimo
Andrew Lloyd
Mercoledì 1 Luglio 2026, 19.12.14
3
Tra le band più piacevoli e meno scontate di quegli anni in ambito prog-power. Questo e il debutto due bei dischi da avere.
unkwn
Martedì 30 Giugno 2026, 11.26.52
2
Per caso sei un ex-redattore rosicone?
MH on the beach
Martedì 30 Giugno 2026, 8.32.43
1
Ottimo... Vedo che nemmeno più i rispolverati a cadenza settimanale si riescono a gestire Rock on! 🤣🤣
INFORMAZIONI
2002
Sensory Records
Prog Metal
Tracklist
1. Behind Tearstained Ice
2. The Nevershining Stones
3. Dancer in the Light
4. Lost Realms
5. Battle of the Seasons
6. A Sinner’s Confession
- I: Dawn
-II: The Child in the Sun
- III: The Man in the Moon
- IV: Dusk
7. See Tomorrow Shine
8. Through Within to Beyond
9. River Oblivion
Line Up
Kristian “Krille” Andrén (Voce)
Erik Ravn (Chitarra, Basso, Tastiera, Cori)
Henrik Flyman (Chitarra)
Rune S. Brink (Tastiera)
Morten Gade Sørensen (Batteria)
 
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