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17/11/26
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Fleshcrawl - Epitome of Carnage
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26/06/2026
( 786 letture )
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I tedeschi Fleshcrawl appartengono a quella ristretta schiera di formazioni che hanno costruito la propria reputazione attraverso la costanza e la fedeltà a una precisa visione musicale. Attivi dalla fine degli anni Ottanta, i veterani di Illertissen hanno attraversato diverse epoche del death metal senza mai snaturare la propria identità, rimanendo sempre ancorati a un approccio brutale, diretto e profondamente legato alla tradizione del genere.
Con Epitome of Carnage, decimo album della loro lunga carriera, la band inaugura una nuova fase del proprio percorso, dimostrando ancora una volta come esperienza e convinzione possano risultare più efficaci di qualsiasi ricerca forzata dell'innovazione. Il disco rappresenta inoltre il primo capitolo inciso interamente con il nuovo vocalist Borisz Sarafutgyinov, chiamato a raccogliere la difficile eredità lasciata dal compianto Sven Gross, scomparso nel 2021 dopo una lunga battaglia contro il cancro. Una sfida tutt'altro che semplice, affrontata però con grande rispetto e personalità. La sua prova vocale si rivela infatti convincente e perfettamente in linea con la storia della band, grazie a un growl profondo, aggressivo e autorevole che contribuisce a mantenere intatto il carattere del gruppo. Dal punto di vista musicale, Epitome of Carnage è esattamente ciò che ci si aspetta dai Fleshcrawl. Nessuna rivoluzione, nessuna concessione alle tendenze moderne o alle contaminazioni che negli ultimi anni hanno interessato parte della scena death metal. Le chitarre costruiscono una muraglia di riff pesanti e taglienti, sostenute da una sezione ritmica granitica e da una produzione potente ma sufficientemente organica da conservare quella ruvidità indispensabile per un lavoro di questo tipo. L'influenza della scuola svedese è ben presente e affiora costantemente tra le pieghe dei brani, richiamando la brutalità melodica dei Dismember, il groove putrido degli Entombed e l'impatto monolitico dei Grave. Pur muovendosi all'interno di coordinate stilistiche ben definite, i Fleshcrawl riescono comunque a mantenere una propria identità, puntando tutto su compattezza, aggressività e una scrittura diretta che non lascia spazio a inutili tecnicismi. I brani scorrono con grande naturalezza, alternando accelerazioni furiose a sezioni più cadenzate e oppressive che contribuiscono a costruire un'atmosfera costantemente cupa e soffocante. La forza del disco risiede soprattutto nella capacità della band di scrivere canzoni solide ed efficaci, costruite attorno a riff immediati e a un impatto sonoro che rimane elevato per tutta la durata dell'ascolto. Non ci sono particolari sorprese né deviazioni dal percorso tracciato negli anni, ma ogni composizione dimostra una notevole padronanza del linguaggio death metal più tradizionale. Pur attestandosi sui 48 minuti, Epitome of Carnage dà a tratti la sensazione di protrarsi leggermente oltre il necessario. La notevole coerenza stilistica, che rappresenta anche uno dei punti di forza del disco, finisce infatti per rendere alcuni passaggi meno immediatamente distinguibili. Una maggiore sintesi compositiva e un lavoro di cesello più accurato su alcuni episodi avrebbero probabilmente favorito l'impatto complessivo del lavoro, rendendo l'ascolto ancora più incisivo e memorabile. Si tratta comunque di un'osservazione marginale all'interno di un album che centra pienamente il proprio obiettivo. I Fleshcrawl non cercano di reinventare il death metal né di stupire con soluzioni fuori contesto; preferiscono invece affidarsi a una formula consolidata, perfezionata nel corso di quasi quattro decenni di attività e ancora oggi perfettamente funzionante. In un panorama spesso dominato dalla ricerca spasmodica della novità, questa fedeltà ai propri principi continua a rappresentare uno dei maggiori punti di forza della formazione tedesca.
A quasi quarant'anni dalla fondazione, i Fleshcrawl confermano dunque la propria affidabilità con un disco potente, sincero e profondamente radicato nella tradizione. Epitome of Carnage non cambierà la storia del death metal, ma offre tutto ciò che gli appassionati del genere possono desiderare: riff massicci, atmosfera malsana, aggressività costante e una band che continua a suonare con la stessa passione e convinzione degli esordi.
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10
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lisablack si il primo full-length è del 1992, mentre la demo è del 1991. Li ho scoperti quando uscì \"Soulskinner\", nel 2001. |
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9
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Lambru..si li conosco ma li ho seguiti poco nei decenni passati, non hanno esordito nel 1992? Forse mi sbaglio, comunque ho ordinato il disco. |
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8
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Qualcosa può sempre sfuggire. |
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7
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Stranamente non li ho mai sentiti. Anche perché di album Death metal in casa ne ho a valanghe. |
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6
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Galillee non conosco i Fleshrot, ma li ho cercati ed ascoltati subito. Mi piacciono. E\' una band nuova che si rifà ad un sound death metal bello ignorante. D\'altronde dalla Me Saco un Ojo Records questo ci si aspetta!
I Fleshcrawl sono vecchiotti. Sono in circolo dal 1991. Mi son sempre piaciuti. |
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5
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Non sono male. Li conoscete i Fleshrot? Ascoltatevi unburied Corpse poi mi dite. È un Ep. È una versione di questi ma più marcia. 😄 |
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4
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E si LAMBRUSCONE grande band. Il disco precedente \"Into the Catacombs of Flesh\", il primo dopo la morte dello storico cantante, non mi era piaciuto. I brani non mi prendevano proprio e il suono era pessimo. Qui invece tornano su buonissimi livelli. Il disco scorre abbastanza bene, nonostante la lunghezza, quasi 50 minuti. Per me un 75! |
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3
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@Lisablack, non dirmi che non li conoscevi, vengono cagati poco, forse perchè sono crucchi, ma sono in giro da parecchi anni  |
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2
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Addirittura??? Allora lo metto in ordine 👍 |
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Mamma mia che mazzata. Un mix tra Dismember e Incantation. Produzione superlativa e attitudine da vendere. 80 secco e candidato ad album Death Metal dell\' anno. |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. Blood Dominion 2. Chapel of Guts 3. Grave Messiah 4. Embers of Wrath 5. Committed to Suffer 6. Reign Forever 7. Chronicles of Bloodshed 8. Rebuilt from Flesh 9. Orphan God 10. Path of Thorns 11. Heralds of Death 12. Of Fire and Flesh
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Line Up
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Borisz Sarafutgyinov (Voce) Christian Kalbrecht (Chitarra) Apu Justin Reisch (Chitarra) Manu Markowski (Basso) Bastian Herzog (Batteria, Voce)
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RECENSIONI |
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