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17/11/26
KAMELOT + EXIT EDEN + TEMPERANCE
LIVE CLUB - TREZZO SULL\'ADDA (MI)
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27/06/2026
( 605 letture )
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Vent'anni di successi, una presenza costante nelle classifiche rock americane e una capacità quasi unica di parlare contemporaneamente al pubblico delle radio mainstream e agli appassionati di hard rock meno commerciale. Gli Shinedown arrivano così all'ottavo album in studio con una posizione privilegiata conquistata attraverso una crescita costante, senza mai attraversare vere crisi creative o lunghi periodi di appannamento. Una condizione che potrebbe facilmente indurre adagiamento e ripetizione, ma che con EI8HT viene affrontata in maniera diversa. Il nuovo lavoro della formazione della Florida si presenta infatti come una sorta di riassunto della propria storia artistica. Il quartetto sceglie di raccogliere e rielaborare molte delle anime che hanno caratterizzato la propria evoluzione negli ultimi quindici anni. Il risultato è un disco sostanzioso, composto da diciotto brani, che supera abbondantemente l'ora di durata e che alterna momenti estremamente convincenti ad altri meno indispensabili.
Subito emerge un solo linguaggio espressivo globalizzante. At the Bottom apre il lavoro con un approccio teatrale e ricco di sfumature, mentre Dance, Kid, Dance esplode con tutta l'energia che da sempre rappresenta uno dei marchi di fabbrica del gruppo. È un hard rock moderno, costruito per grandi palchi e grandi ritornelli, ma sufficientemente personale da evitare il rischio di sembrare la copia di altre realtà della scena americana. Questa capacità di alternare impatto e accessibilità continua anche nelle successive Safe and Sound e Machine Gun, due episodi che riportano alla memoria il periodo più aggressivo della band. Le chitarre recuperano peso specifico, la sezione ritmica spinge con decisione e la voce di Brent Smith si conferma ancora una volta uno degli elementi più riconoscibili dell'intero panorama rock contemporaneo. Se però esiste un aspetto che ha permesso agli Shinedown di costruire una carriera così longeva, è probabilmente la loro abilità nello scrivere canzoni emotive senza scadere nel sentimentalismo. Da questo punto di vista EI8HT offre alcuni dei suoi momenti migliori. Searchlight colpisce per l'eleganza degli arrangiamenti e per un'atmosfera che sfiora territori country senza perdere la propria identità rock. The Pilot e Back to the Living mostrano invece il lato più riflessivo della band, affidandosi a melodie ampie e a interpretazioni particolarmente ispirate. Tra gli episodi più riusciti figura sicuramente Three Six Five, costruita attorno a una scrittura immediata e ad un ritornello destinato a restare impresso dopo pochi ascolti. Allo stesso modo Young Again sfrutta la nostalgia senza risultare artificiosa, trasformando il ricordo del passato in un brano capace di coinvolgere emotivamente senza eccessi retorici. Una delle sorprese più interessanti arriva però dalla volontà di contaminare il proprio sound con elementi meno abituali. Burning Down the Disco rappresenta probabilmente l'esempio più evidente di questa ricerca, fondendo groove danzerecci e attitudine rock in una maniera che sulla carta potrebbe sembrare azzardata ma che in realtà funziona sorprendentemente bene. Anche Deep End sperimenta con atmosfere più elettroniche e moderne, contribuendo ad ampliare ulteriormente il raggio d'azione del disco. Naturalmente una scaletta così lunga comporta anche qualche inevitabile problema. Pur mantenendo uno standard qualitativo mediamente elevato, la seconda metà dell'album mostra alcuni segnali di dispersione. Brani come Bear with Me, Outlaw o Wide Open risultano gradevoli ma non raggiungono lo stesso livello di incisività dei momenti migliori. Non si tratta di canzoni deboli, quanto piuttosto di episodi che avrebbero probabilmente funzionato meglio in un'edizione estesa o come bonus track.
Anche per questo motivo EI8HT lascia la sensazione di essere un disco eccellente che avrebbe potuto beneficiare di una selezione più severa del materiale. Riducendo la durata di una decina di minuti e concentrando maggiormente l'attenzione sui brani più forti, il risultato finale avrebbe probabilmente guadagnato ulteriore compattezza. Resta comunque impressionante la capacità degli Shinedown di mantenere viva la propria identità pur continuando ad ampliare i confini del proprio linguaggio. Mentre molte band della stessa generazione sembrano ormai limitarsi a riproporre formule consolidate, il gruppo guidato da Brent Smith continua a cercare nuove sfumature senza rinnegare ciò che lo ha reso popolare. EI8HT non rappresenta necessariamente il vertice assoluto della loro discografia, ma è un lavoro ambizioso, ricco di idee e spesso estremamente coinvolgente. Un album che conferma la solidità di una delle realtà più importanti del rock americano contemporaneo e che dimostra come, anche dopo tanti anni di carriera, sia ancora possibile trovare nuovi modi per raccontare la propria storia.
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Ammetto di aver ascoltato metà della scaletta più tutti i singoli usciti di qua ad anni fa, sono molto legato a Killing Fields mentre per Dance, Kid Dance così come Safe and Sound sono veramente delle belle chicche. Una cosa è sicura per me, questo è l\'ultimo album dei Shinedown che sono riuscito ad ascoltare senza un momento di noia (cosa che è capitata purtroppo nei due precedenti dischi) e confermo il fatto che Baren Smith ha una voce spettacolare. Per me va bene 76 come voto |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. At the Bottom 2. Dance, Kid, Dance 3. Burning Down the Disco 4. Three Six Five 5. Young Again 6. Dizzy 7. Imposter 8. Machine Gun 9. Outlaw 10. Safe and Sound 11. Searchlight 12. Bear with Me 13. Deep End 14. Killing Fields 15. Back to the Living 16. Wide Open 17. So Glad That You Asked 18. The Pilot
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Line Up
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Brent Smith (Voce) Zach Myers (Chitarra) Eric Bass (Basso, pianoforte, tastiere, cori) Barry Kerch (Batteria e percussioni)
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RECENSIONI |
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