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17/11/26
KAMELOT + EXIT EDEN + TEMPERANCE
LIVE CLUB - TREZZO SULL\'ADDA (MI)
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Royal Blood - Royal Blood
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04/07/2026
( 432 letture )
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La storia dei Royal Blood inizia nel 2011 a Brighton, in Inghilterra, grazie all’incontro tra due giovani musicisti, Mike Kerr (voce e basso) e Ben Thatcher (batteria). Dopo varie esperienze musicali, i due decisero di formare una band con un’identità ben precisa e decisamente controcorrente: rinunciare completamente alla chitarra e costruire il proprio suono esclusivamente su basso e batteria, ottenendo un impatto sonoro sorprendentemente massiccio. Nonostante la formazione minimale, Kerr e Thatcher sono riusciti a costruire un sound estremamente potente che, all’ascolto, sembra quello di una band completa, grazie all’utilizzo creativo del basso distorto e dei numerosi effetti impiegati. Dopo alcuni concerti e la pubblicazione di alcuni singoli indipendenti, attirano rapidamente l’attenzione della scena rock britannica. Il percorso verso il debutto non è stato immediato, ma una volta accesa la scintilla tutto procede con estrema velocità. Sebbene ancora sconosciuti al grande pubblico, la fama dei loro concerti inizia a diffondersi nella scena underground inglese: vedere due persone sul palco capaci di produrre un suono così enorme incuriosisce immediatamente pubblico e addetti ai lavori. La vera svolta arriva quando gli Arctic Monkeys li scelgono come gruppo di apertura di un loro tour. Questa opportunità li espone a un pubblico molto più vasto e contribuisce a legittimarli definitivamente all’interno della scena rock contemporanea. Contestualmente, brani come Out of the Black iniziano a circolare online e sulle radio alternative, mentre la stampa musicale britannica, tra cui BBC Radio 1 e numerose riviste specializzate, li indica come una delle band emergenti più promettenti del momento. Grazie al crescente interesse, il duo firma un contratto con la Warner Bros. Records, che decide di puntare su una formazione tanto atipica quanto convincente. Una scelta coraggiosa ma lungimirante, poiché i Royal Blood arrivano al debutto con un’identità musicale già perfettamente definita e riconoscibile, caratteristica che permette al disco di risultare compatto, coerente e privo della sensazione di trovarsi davanti a un semplice esperimento.
Royal Blood vede la luce nel 2014 ed è una vera esplosione di energia. Sin dalle prime note emerge un album essenziale ma aggressivo, minimale ma ricco di pathos, oscuro e viscerale. L’opener Out of the Black si apre con un riff di basso distorto e aggressivo accompagnato da una batteria martellante. Fin dai primi secondi emergono i forti contrasti tra strofe e ritornello, una caratteristica che accompagnerà gran parte dell’album. Alla poderosa apertura segue Come On Over, più breve e diretta, quasi punk nell’approccio. Il ritmo si fa serrato e minimale, puntando tutto sull’impatto immediato. La doppietta iniziale lascia spazio a uno dei brani simbolo del disco, Figure It Out, nel quale emergono chiaramente le influenze garage rock della band, culminando in un ritornello esplosivo e immediatamente memorizzabile. L’atmosfera diventa più oscura e sensuale con You Can Be So Cruel, dove il basso crea una tensione costante mentre la voce di Mike Kerr oscilla tra controllo e aggressività. Si arriva così a Blood Hands, caratterizzata da un riff sincopato e nervoso. Il brano gioca continuamente con ritmo e pause, aumentando il senso di urgenza e preparando l’ascoltatore alla seconda metà del disco. Quest’ultima si apre con Little Monster, probabilmente il pezzo che meglio rappresenta l’identità della band: groove pesante, riff trascinante e una linea di basso quasi danzereccia, pur mantenendo una distorsione poderosa. È uno dei migliori esempi dello stile unico dei Royal Blood. Con Loose Change il sound diventa più veloce e sporco, mostrando un’attitudine fortemente grunge, mentre Careless rallenta i ritmi introducendo una dimensione più atmosferica ed emotiva che culmina in un finale intenso. L’alternanza tra aggressività e introspezione prosegue nelle ultime due tracce. Ten Tonne Skeleton riporta in primo piano riff pesanti e pulsanti immersi in un’atmosfera cupa e misteriosa, mentre la conclusiva Better Strangers, pur mantenendo la tensione che attraversa l’intero album, mostra un lato più melodico e accessibile senza mai perdere la propria identità rock.
Il debutto dei Royal Blood rappresenta un raro esempio di come una limitazione apparente -l’utilizzo esclusivo di basso e batteria- possa trasformarsi in una straordinaria forza creativa. Royal Blood è un disco compatto, coerente e privo di riempitivi, nel quale ogni brano contribuisce a definire un suono distintivo fatto di riff potenti, ritmi incisivi e un’estetica essenziale. In un panorama rock spesso saturo di proposte simili tra loro, il duo di Brighton è riuscito a distinguersi reinventando il concetto stesso di power duo, dimostrando come l’essenzialità, se supportata da talento e personalità, possa risultare assolutamente devastante.
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Splendido! Plauso anche alla copertina davvero iconica |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. Out of the Black 2. Come On Over 3. Figure It Out 4. You Can Be So Cruel 5. Blood Hands 6. Little Monster 7. Loose Change 8. Careless 9. Ten Tonne Skeleton 10. Better Strangers
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Line Up
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Mike Kerr (Voce, Basso) Ben Thatcher (Batteria)
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