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Maroon - The Cold Heart of the Sun
04/07/2026
( 894 letture )
To reach a higher goal - To create the perfect soul - Reach the sun - We want the sun!

Da sempre underdog dell’heavy-sistema europeo, i tedeschi Maroon dei fratelli Moraweck si sono fatti strada nella scena underground europea a suon di spintoni, ottimi album e potenti prestazioni live. Dagli esordi bruschi e HC, passando per gli indiscutibili Endorsed by Hate e When Worlds Collide , stupendo manifesto cangiante di metallo teutonico tuttofare.

Con la formazione inalterata (Andre Moraweck alla voce, Sebastian “Riechtor” Rieche alla chitarra solista, Tom Eric Moraweck al basso, Sebastian Grund alla chitarra ritmica, e Nick Wachsmuth alla batteria) rispuntano sulla scena a solo un anno distanza, cercando di battere il ferro e ripercorrere -senza ripetizioni- quanto di buono fatto negli anni precedenti. Un po’ si spera che le sperimentazioni multi-genere di When Worlds Collide vengano riproposte con la stessa convinzione e bontà, ma già dalla copertina (cupa e tenebrosa) si potrebbe intuire che la materia metallica di The Cold Heart of the Sun suoni effettivamente diversa.
Nessun capovolgimento di fronte, però. I Maroon sono sempre loro stessi, e la mentalità tedesca viene sempre fuori con disarmante puntualità. Affini per certi versi a Heaven Shall Burn e Caliban degli esordi, la band della Turingia si ripresenta con una brutalità aggiornata al 2007, ed ecco che l’incipit black/death di (Reach) the Sun si prende la scena con una precisione musicale invidiabile. Velocità, rallentamenti epici e piccole sinfonie di contorno aiutano a digerire e rifinire la violenza del brano che, fin da subito, si posiziona tra le migliori composizioni del combo, anche grazie allo spettacolare solo neoclassico di Sebastian “Riechtor” Rieche , atto a stemperare gli animi e traghettarci nel mood apocalittico di The Cold Heart of the Sun, album che non intende fare prigionieri e che gioca con l’ossatura multi-forme del loro sound per uscirne sempre a testa alta, anche se non sempre a pieni voti. Si procede a tutta birra con la marcia melodeath di Only the Sleeper Left the World , aperta da un piacevolissimo tapping atmosferico. L’ossatura snella e tipicamente svedese ci fa scapocciare senza sosta mentre apprezziamo l’indole assassina sporcata di hardcore e perfettamente infusa nel DNA. Un gustoso uno/due che non ha nulla da invidiare al passato recente della band. Con la valorizzazione massima delle chitarre (riff e soli), i Maroon procedono con forza d’urto ormai nota. Bello il bridge pulito e cristallino che infrange la violenza di Only the Sleeper Left the World, così come la frantumante ottica metal-core di Steelbath Your Heart , più breve e ignorante. Ritornano i breakdown spietati di Endorsed by Hate , animati da una produzione cupa e soffocante. Stesso discorso, seppur amplificato, va fatto per la successiva (e altrettanto gratificante) My Funeral Song . Un’apertura melodiosa ci traghetta in una vorticoso up-tempo dominato da precisi blast-beat e dal growl di Andre Moraweck, qui davvero spietato e sugli scudi. Il riff preparatorio pre-breakdown è da massacro collettivo con tanto di cervicale a pezzi. Un apertura davvero niente male!
The Cold Heart of the Sun mostra (molti) alti e (qualche) basso, sciorinando idee ora eccellenti ora prevedibili durante l’ampia scaletta. Gli arpeggi, le soglie black/death, le ritmiche thrash, i richiami classic metal sono all’ordine del giorno, così come l’andamento DIY hardcore che spunta qua e la, validando ottica e sound del five-piece teutonico. La title-track si palesa come un classico intro/intermezzo strumentale preparatorio, tra visioni rumoristiche e suoni meccanici. Svela così For Those Unseen che si apre con un groove sincopato salvo poi evolversi nell’ennesima mazzata metallica dominata dalle chitarre grattugia di Rieche e Grund e dalla batteria precisa di Nick Wachsmuth . Echi dei buoni Bleeding Through spuntano fuori durante il refrain, mentre una furiosa accelerazione speed/thrash si prende il bridge senza permesso, sputando fuori un glorioso assolo. Una marcia vittoriosa accompagna così gran parte di The Cold Heart of the Sun almeno fino alla tre quarti, dove un po’ di stanchezza compositiva prende il sopravvento senza scalfire le intenzioni iniziali. Certo, si poteva inserire qualche colpo di coda in più, come le influenze power di Annular Eclipse o l’hardcore tout-court degli esordi, ma il concept musicale viene comunque rispettato senza troppe sbavature. Se The Iron Council suona un po’ filler, Fear the Most Who Protect spazza via tutto con una cavalcata che omaggia le leggende At The Gates, palesandosi come la composizione più nera e cattiva (!) del lotto. Up-tempo distruttivo come la pece, si prende un piccolo spot prima del finale semi-sommesso di Some Goodbyes are Farewells. Un po’ più lunga, pacata e costruita, la chiosa di The Cold Heart of the Sun gioca con chitarre classiche, facendoci sognare e rilassare. Persino Andre Moraweck si sveste della sua proverbiale cattiveria, mostrando un lato profondo e quasi gotico durante la prima parte della canzone. Niente melanconia strappa-lacrime, perché il brano si riveste di acciaio per colpire a tratti, mostrando un’anima cangiante che sa di zolfo e disperazione. Una bella chiusura che sancisce la fine del periodo d’oro dei Maroon , che ritorneranno ancora per un ultimo album (l’atipico The Order) prima dello scioglimento nel 2014.

The Cold Heart of the Sun chiude il tris di album “da avere” .. Sul fronte tedesco nulla da eccepire, quindi: una band compatta, furiosa, incredibilmente metal si ripropone dando il massimo. Ascolto da riprende e ripercorrere in rigoroso ordine cronologico dopo i succitati (e obbligatori) When Worlds Collide e Endorsed by Hate.

I promise evil is on my side - When I walk the path of sorrow - Why do you stand here - Face down - Alone sad almost cold as ice!



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
74.37 su 8 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2007
Century Media
Metal Core
Tracklist
1. (Reach) the Sun
2. Only the Sleeper Left the World
3. Steelbath Your Heart
4. My Funeral Song
5. Black Halo!
6. The Cold Heart of the Sun (intro)
7. For Those Unseen
8. As Truth Becomes Vain
9. The Iron Council
10. Fear the Most Them Whom Protect
11. Some Goodbyes are Farewells
Line Up
Andre Moraweck (Voce)
Sebastian Grund (Chitarra)
Sebastian Riechtor Rieche (Chitarra)
Tom Eric Moraweck (Basso)
Nick Wachsmuth (Batteria)

Musicisti Ospiti:
Patrick W. Engel (Chitarra, Basso)
Ralf Muller (Tastiera)
 
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