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17/11/26
KAMELOT + EXIT EDEN + TEMPERANCE
LIVE CLUB - TREZZO SULL\'ADDA (MI)
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No Cure - It’s Going to Get Dark
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15/07/2026
( 1100 letture )
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Prendete un kilo di metalcore vecchia scuola, aggiungeteci una buona mestolata di death metal, un pizzico di slam, di thrash e di hardcore, e condite il tutto con una generosa dose di malessere. Si potrebbe riassumere in questo modo il contenuto di It's Going to Get Dark, esordio sulla lunga distanza degli americani No Cure: un disco violento, urticante, che si pone in un'ipotetica area sonora compresa tra Knocked Loose, Guilt Trip, Nails e Xibalba. Nati nel 2021 a Birmingham, Alabama, i Nostri arrivano al debutto discografico dopo una corposa serie di EP indipendenti, che hanno permesso loro di maturare un proprio stile e di attirare l'attenzione della prestigiosa etichetta Sharptone Records.
Come spesso accade quando si parla di hardcore cromato, l'ascolto non si rivela facilissimo, malgrado la durata piuttosto contenuta del platter. Aspettatevi dunque strutture cangianti, rallentamenti a profusione e una soffocante patina di disagio che ammanta tutti gli episodi del lavoro. Bisogna però dire che, rispetto a diversi colleghi, i No Cure propongono uno stile abbastanza diretto, almeno per gli standard del genere -non sono gli Hatebreed ma nemmeno i Boundaries, se ci passate l'esempio. Questa relativa scorrevolezza si percepisce sin dall'opener When the Spasms Cease, che inaugura l'album senza fronzoli fornendo un buon antipasto di quanto seguirà: groove a vagonate, tempi cadenzati ed un riffing allo stesso tempo roccioso e frastagliato, ma anche un certo retaggio hardcore, riscontrabile nelle gang vocals e nella ripetizione di certi elementi. Una bella mazzata, in ogni caso, e si può dire altrettanto per il resto della scaletta. Come detto, i No Cure sguazzano con evidente piacere in fangosi tempi medi, sfociando talvolta in profondi breakdown (si veda Oblivion Crusade), senza però mai esagerare. Starved in Sanctuary mantiene un andamento controllato e si rivela davvero terremotante, tanto da avvicinarsi a più riprese a purulenti territori death metal. Accenni al suddetto genere si colgono qua e là nel corso dell'ascolto, come si evince in Ironclad o nella devastante Convulsing in the Dark, capace di toccare livelli di intensità piuttosto elevati. Menzione speciale di cattiveria anche per Purity Spiral, nella quale pulsa a tratti con forza la lezione dei precitati Nails. Bisogna dire che tali influenze estreme si manifestano in maniera spesso puntuale e repentina, alternandosi sovente ad altri linguaggi -citiamo ancora Purity Spiral che, dopo un avvio lancinante, infila uno stacco atmosferico -per quanto sempre malsano- e un profondissimo breakdown finale. Vale la pena spendere ancora qualche parola per tre altri episodi della scaletta: Slowly Turning Blue fa schizzare il livello di groove alle stelle, grazie ad un andamento sincopato, una batteria estremamente efficace e una tonnellata di pinch harmonics; I Am Still Fucking Straight Edge è invece il pezzo che più si avvicina all'hardcore vecchio stampo, mentre la conclusiva Everything I Love is Dead or Dying si apre con una dolente melodia di chitarra di slayeriana memoria, per poi passare in rassegna le (molte) anime che convivono nel sound ribollente dei No Cure.
La tracklist si rivela dunque molto densa, ma ugualmente variegata e piena di spunti interessanti, benché volti principalmente all'annichilimento dell'ascoltatore. Da questo punto di vista, It's Going to Get Dark si rivela decisamente ben riuscito ed efficace. L'abbiamo detto, non è un ascolto facile, ma i No Cure non sacrificano del tutto la forma canzone. Un dettaglio che conta, ma che non dovrebbe frustrare gli amanti delle sonorità metallic hardcore più esuberanti e confusionarie. In altre parole, un buon debutto.
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Secondo me il disco non ha elementi tali da definirlo Metalcore essendo abbastanza scevro di melodie, si tratta infatti di un disco hardcore sulla scia del movimento uk che si è sviluppato con Malevolence, Giudiciary ecc. A prescindere dalle definizioni, il disco è assolutamente gradevole, divertente e con qualche picco importante (Slowly Turning Blue è stupenda con i suoi riff acidi) valutazione che nel complesso comunque condivido. |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. When the Spasms Cease 2. Oblivion Crusade 3. Brain Matter Displacement 4. Slowly Turning Blue 5. Ironclad 6. Starved in Sanctuary 7. My World in Flames 8. Convulsing in the Dark 9. Shapen the Blade 10. Purity Spiral 11. I Am Still Fucking Straight Edge 12. Everything I Love is Dead or Dying
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Line Up
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Blaythe Steuer (Voce) Aesop Mongo (Chitarra) Kyle Ray (Chitarra) Duncan Newey (Batteria)
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RECENSIONI |
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