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17/11/26
KAMELOT + EXIT EDEN + TEMPERANCE
LIVE CLUB - TREZZO SULL\'ADDA (MI)
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23/07/2026
( 2245 letture )
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Il debutto dei nostrani Romeo è uscito da poco tempo, ma si è subito incollato addosso l’etichetta di disco alquanto interessante. Il quartetto italico propone una mistura rock decisamente retrò, che pesca a piene mani dalla storia e dalla tradizione nel genere degli anni 70 e 80. Un tuffo carpiato all’indietro che riscopre e ripresenta alcuni canoni assolutamente apprezzabili e goderecci. Brani che conosci per la prima volta ma che già ti fanno cantare. La band si è formata nel 2024, ispirata dal sound vintage e iconico dei due decenni succitati, cercando di grattugiare lo spirito incarnato da artisti come Thin Lizzy-UFO-Cheap Trick-The Dogs D'Amour. Il loro obiettivo è sempre stato quello di creare musica che appaia raffinata e curata, ma pensata per accendere sensazioni ed emozioni focose, senza disdegnare effetti granulosi e una matrice abrasiva, ad alto wattaggio. Fin dalla prima nota suonata, l’alchimia dei brani sposa generi come il pop, il glam e il rock classico, il tutto raggrumato su una scelta di produzione adatta alle scelte fortemente volute dal quartetto. E allora via, si parte per scoprire il mondo di questi ragazzi cresciuti con musica sanguigna e incisiva nel proprio DNA.
L’apertura spetta a Frankfurt Lights che sbatte lì un bel riff carico, la voce cantilenante avvicina al pensiero in salsa Stones, il ritornello è crudo con coralità minimali che si inseriscono perfettamente nel tessuto connettivo del pezzo, un buon inizio. Italian Guy riporta a qualcosa di Lou Reed nella strofa con il ritornello, azzeccato, che va in direzione british rock settantiano, un coacervo azzeccato che riporta il nastro della memoria indietro negli anni, di tanti anni, con un solo della sei corde insistito. Anche la distorsione delle chitarre coglie al volo l’anima di quelle epoche, forse manca un po’ di profondità nella produzione, ma essendo un esordio non tutto può essere perfetto. True Confessions è un up tempo che scocca dalla batteria, per poi trasformarsi in una song irrequieta che sulla strofa riscopre atmosfere languide, sfociando in un ritornello corale che colpisce gli speaker di chi è in ascolto: i na-na-na dei cori rispolverano emozioni sopite da tempo. Romeo (A Loyal Borderline) sfoggia groove e la voce di Max Colliva viaggia senza tempo su note spezzate e orecchiabili, per un inciso rock al quadrato; Soul Staller è per adoratori degli Hanoi Rocks con quelle curvature melodiche particolari, il campanaccio, il ritmo serrato delle chitarre e il basso che cuce; interpretazione vocale potente e colma di feeeling, con picchi di deragliamento assai godibili. No More Chances riporta le falangi ad alcuni scampoli dei The Dogs D'Amour con quella carica selvatica indomita che fa sempre breccia, mentre I Need to Know è una cover di Tom Petty and the Heartbreakers che calza a pennello nel flavour complessivo dell’album: puro rock energico sparato! What’s Going On si esalta sulle linee di un honky tonky piano, virando su un appetito caliente da esternare su un palco, perchè nessuno mi toglie dalla testa che questi ragazzi sappiano regalare parecchia elettricità in sede live. Decadent Man chiude il platter sfrigolando su un giro di chitarra nervoso, e un chorus anche sguaiato e perfettamente calato nello spirito proprio dell’ensemble.
Deja Vu Letters non pretende ovviamente di inventare nulla o di essere originale a tutti i costi, e già il titolo di per se racconta della mancanza di questa ambizione, ma la tracklist e lo sviluppo dei pezzi dipingono una personalità molto definita della band, che non si limita ad attingere pedestremente dal passato, mettendoci parecchio del proprio gusto. Più di quanto ci si potrebbe aspettare da un’opera prima di questo tipo. Un disco profondamente rétro, che rivendica il diritto a divertirsi con il sano rock che circola nelle vene di tutti noi, anche per chi oggi è più avvezzo a sonorità durissime e roboanti. I Romeo sono un combo davvero intrigante e a modo loro urticanti nel tornare su sentieri che qualcuno, snobisticamente, definisce di repertorio. 33 minuti di lucidissimo divertimento rock, capaci di fugare preoccupazioni e pensieri quotidiani, grazie ad un album scanzonato, divertente e certamente da ascoltarsi senza pregiudizi e puzza sotto al naso. Up the rock sensation guys, anche se qualcuno rompe le palle da decenni, urlando pubblicamente che il rock è morto.
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INFORMAZIONI |
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Street Symphonies Records / Burning Minds Music Group
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Tracklist
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1. Frankfurt Lights 2. Italian Guy 3. True Confessions 4. Romeo (A Loyal Borderline) 5. Soul Staller 6. No More Chances 7. I Need to Know 8. What’s Going On 9. Decadent Man
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Line Up
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Max Colliva (Voce, chitarra) Andrea Zanolli (Chitarra) Rudy B. (Basso) Luke Cocchieri (Batteria)
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RECENSIONI |
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