IN EVIDENZA
Album

Crimson Glory
Chasing the Hydra
Autoprodotti

Plini
An Unnameable Desire
CERCA
RICERCA RECENSIONI
PER GENERE
PER ANNO
PER FASCIA DI VOTO
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

28/08/26
MASTODON
Marrow Deep

28/08/26
TRIOSPHERE
Oceans Above, Stars Below

28/08/26
BLACK SPIKES
Ydos

04/09/26
AUDREY HORNE
Achilles

04/09/26
ACCEPT
Teutonic Titans 1976-2026

11/09/26
SCHANDMAUL
Sternensegler

18/09/26
HANSEN
Born with a Hammer

18/09/26
ASENBLUT
Urgewalt

25/09/26
EUROPE
Come This Madness

02/10/26
FROZEN CROWN
The Legend of the Six Kings

CONCERTI

17/11/26
KAMELOT + EXIT EDEN + TEMPERANCE
LIVE CLUB - TREZZO SULL\'ADDA (MI)

18/11/26
KAMELOT + EXIT EDEN + TEMPERANCE
HALL - PADOVA

02/12/26
ACCEPT + DYNAZTY + TAILGUNNER
ALCATRAZ - MILANO

30/03/27
RUSH
Unipol Dome - Milano

Nightingale - Alive Again: The Breathing Shadow Part IV
01/08/2026
( 351 letture )
Con Alive Again: The Breathing Shadow Part IV, i Nightingale completano il lungo viaggio iniziato nel 1995 con The Breathing Shadow, consegnando alle stampe quello che è probabilmente il capitolo più maturo e convincente della saga concepita da Dan Swanö. Inizialmente la storia era progettata per chiudersi con The Closing Chronicles, ma lo spiraglio lasciato aperto alla fine di quell'album porta Swanö a voler dare un'altra conclusione alla storia. Tale album infatti, si chiudeva con una traccia intitolata proprio Alive Again, le cui liriche conclusive vengono riprese quasi totalmente nella breve traccia iniziale Recollections. Su questo album Dan rende finalmente i Nightingale una vera band: ad accompagnarlo, infatti oltre al fratello Dag (sempre con lo pseudonimo Tom Nouga), troviamo Erik Oskarsson al basso e Tom Björn alla batteria.

Il territorio sonoro entro il quale si muove Alive Again: The Breathing Shadow IV è sempre il medesimo: Swanö abbandona le ultime ombre del passato metal estremo per concentrarsi su una scrittura raffinata, costruita su melodie memorabili e arrangiamenti ricchi ma mai ridondanti. Il progressive rock costituisce l'ossatura del disco, ma viene costantemente contaminato da AOR, hard rock melodico e art rock di scuola ottantiana, in un amalgama che richiama tanto Asia, Saga e Kansas quanto le atmosfere più oscure e malinconiche dei Porcupine Tree e degli Opeth. Il grande punto di forza dell'album è la qualità compositiva. Ogni brano sembra costruito attorno a un ritornello capace di imprimersi nella memoria senza sacrificare la complessità degli arrangiamenti. L'apertura è affidata alla breve Recollections, brano molto affine al neo-prog oscuro che band come gli Arena proponevano in quello stesso periodo, e in cui il narratore auspica la resurrezione del protagonista della storia. Essa prepara perfettamente il terreno per Shadowman, uno dei vertici dell'intero catalogo dei Nightingale: brano che si muove inizialmente con un piglio incalzante condito di ottime linee soliste di chitarra, al quale viene alternato un mood epico con chitarre acustiche, è sostenuto da una linea vocale intensa e da un refrain di rara efficacia. The Glory Days è un bel numero hard rock in cui il botta e risposta tra cantato solista e coro conferma immediatamente l'ispirazione della band, e in cui l'equilibrio tra energia rock e malinconia melodica è quasi perfetto. Pregevole inoltre l'assolo di synth finale. Falling non fa gridare al miracolo nonostante le numerose parti soliste, ma il ritornello è comunque orecchiabile quanto basta per non farla cadere nel dimenticatoio. Belli i riff della seguente Into the Light, altro brano breve ma incisivo. L'album tuttavia trova il suo momento più ambizioso nella successiva Eternal, oltre undici minuti che rappresentano il cuore progressivo dell'opera. Il brano alterna passaggi atmosferici, aperture sinfoniche e cambi dinamici senza perdere coerenza narrativa. È forse l'episodio che potrebbe dividere maggiormente gli ascoltatori: chi cerca immediatezza potrebbe percepirlo come dispersivo, mentre gli appassionati di prog vi troveranno uno sviluppo ricco di dettagli e continui cambi di prospettiva. Quel che è certo è che si tratta dell'highlight del disco, ma le altre tracce della seconda metà del disco continuano a mantenere alto il livello qualitativo. State of Shock introduce riff più incisivi e un approccio votato all'hard rock, mentre The One rallenta i ritmi con eleganza, lasciando spazio a tastiere dal sapore vintage e a melodie sospese (scuola Clive Nolan). Come da tradizione Nightingale, i testi si prestano a molteplici interpretazioni ed esplorano i vari stati d'animo del protagonista e il suo rapporto con l'entità nominata Shadowman. Il culmine è nelle due tracce conclusive in cui finalmente si assiste alla resurrezione del protagonista, il cui spirito attraversa i cancelli del luogo denominato Shadowland. Shadowland Serenade rappresenta probabilmente il miglior compromesso tra accessibilità e ricercatezza, ed è un altro degli episodi più riusciti del disco. La conclusiva Forever and Never chiude il concept con un'atmosfera intensa e riflessiva, in un lento incedere volto ad aumentare il pathos (che presenta tuttavia repentine accelerazioni in doppia cassa).

Dan Swanö, ricordato soprattutto per il suo lavoro nell'ambito del death metal, offre qui una delle migliori interpretazioni della propria carriera come cantante. La sua voce calda, profonda e leggermente velata comunica emozioni autentiche. Pur non possedendo l'estensione dei grandi vocalist AOR, egli supplisce con grande gusto interpretativo, elemento fondamentale per un disco così fortemente incentrato sulle melodie, splendidamente interpretate dagli strumenti. Gli arrangiamenti sono ricchi di particolari che emergono progressivamente a ogni ascolto, confermando la natura di un album destinato a crescere nel tempo più che a colpire immediatamente. Se proprio si volesse individuare un limite, riguarda una certa eterogeneità stilistica. Alive Again: The Breathing Shadow Part IV alterna episodi più diretti ad altri decisamente progressivi, e questa varietà può trasmettere una lieve sensazione di discontinuità. Tuttavia, proprio questa continua alternanza finisce per rappresentare uno degli elementi distintivi del disco, riflettendo la libertà creativa con cui Swanö affronta il progetto Nightingale. A oltre vent'anni dalla pubblicazione, Alive Again: The Breathing Shadow Part IV rimane uno degli esempi più riusciti di progressive melodic rock dei primi anni Duemila. È un lavoro che privilegia la scrittura alla tecnica, l'emozione all'esibizione virtuosistica, dimostrando come sia possibile costruire un concept album complesso senza rinunciare alla forza delle canzoni. Non rappresenta soltanto la conclusione di una tetralogia, ma anche il momento in cui i Nightingale trovano definitivamente una propria identità artistica, realizzando uno dei vertici della carriera del gruppo.
Si segnala in questa sede che nel 2024 è uscita un'edizione rimasterizzata corredata di un cd di tracce bonus. Il sound complessivo è piuttosto diverso nel remaster, quindi si consiglia di partire con la versione originale.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
90 su 1 voti [ VOTA]
Graziano
Venerdì 7 Agosto 2026, 13.40.52
2
Di recente hanno ristampato e rimasterizzato tutta la discografia pubblicando ogni album su due cd con inediti e live. Contentissimo della cosa visto che alcuni album non ero mai riuscito a trovarli. (Stesso discorso per gli Edge of Sanity).
Nick
Sabato 1 Agosto 2026, 19.33.24
1
Capolavoro
INFORMAZIONI
2003
Black Mark
Prog Rock
Tracklist
1. Recollections
2. Shadowman
3. The Glory Days
4. Falling
5. Into the Light
6. Eternal
7. State of Shock
8. The One
9. Shadowland Serenade
10. Forever and Never
Line Up
Dan Swanö (Voce, chitarra, tastiere)
Tom Nouga (Chitarra, tastiere)
Erik Oskarsson (Basso)
Tom Björn (Batteria)
 
RECENSIONI
82
85
84
83
ARTICOLI
06/12/2014
Intervista
NIGHTINGALE
Io, Me & Dan Swanö
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]