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Pentagram - Curious Volume
02/08/2026
( 503 letture )
Gli ultimi venti anni sono stati davvero difficili in una già tormentata carriera come quella della leggenda Pentagram. Indissolubilmente legati al loro padre padrone, il cantante Bobby Liebling, ne hanno seguito inevitabilmente le cadute e le sempre più lente risalite. In particolare, gestire la propria tossicodipendenza e portare avanti una carriera professionistica, con la pretesa di essere ancora il leader unico, ha causato più volte fratture con i più stretti collaboratori: Victor Griffin, Joe Hasselvander e Greg Turley hanno più volte lasciato la band, per litigi con Liebling. Il quale, non ha mai fatto mistero di considerare i Pentagram una cosa sua, piaccia o meno. Dopo l’uscita di Show ‘em How, la band ha fatto aspettare per sette anni un seguito, arrivato con Last Rites nel 2011 a seguito del ritorno all’ovile di Victor Griffin. Questi lasciò nuovamente il gruppo poco dopo, prendendosi un anno di pausa e rientrando quindi solo per la lavorazione del disco successivo, pubblicato il 21 agosto 2015, col titolo Curious Volume

Cosa attendersi da questi ex ragazzi, in un momento così difficile? Niente altro che un disco onesto. Onesto nel non nascondere le fragilità della band e della persona e onesto nel suo andare a riprendere le sonorità settantiane, da sempre patrimonio della band. Lasciate indietro le sonorità slabbrate fuzzose dei tempi con Hasselvander, Liebling e soci non ritornano neanche al doom di Be Forewarned e Days of Reckoning, preferendo riproporre una produzione potente e diretta, pulita nella distorsione di un sempre grandioso Griffin. Il nuovo arrivato ”Minnesota” Pete Campbell ben si inserisce nel contesto del gruppo e svolge ottimamente il proprio compito, mentre Liebling sembra sempre capace di risorgere dalle proprie ceneri, confermandosi uno di quei cantanti capaci di caratterizzare ogni perfomance e ogni album, marchiandole a fuoco con la propria personalità. Musicalmente parlando, come già detto l’album perde parte della tipica connotazione doom del gruppo, confermando invece una propensione verso un potente hard rock settantiano, pieno di venature e rimandi. Nel complesso, l’album parte piuttosto bene, con una Lay Down and Die ostinata e schiacciasassi, perfetta opener in piena tradizione Pentagram. Da subito in evidenza anche il basso di Turley, uomo dietro alla ripresa della band in quegli anni. L’alternanza compositiva tra Liebling e Griffin, ai quali si aggiunge proprio il bassista, è una delle caratteristiche del disco, con The Tempter Push a firma del chitarrista che mostra subito un differente approccio rispetto alla prima traccia. Evidenti le sfumature blues, come lo sviluppo ricercato e sinistro, che certificano ancora l’assoluta qualità di Griffin come riff maker e come solista. Dead Bury Dead è nuovamente opera del chitarrista e, ancora una volta, colpisce la perfetta combinazione tra riffing e solismi, con una grandissima linea melodica di Liebling, che fa davvero la differenza. Tuffo nel passato col ripescaggio di Earth Flight, spettacolare pezzo a metà tra Tush degli ZZ Top e Raging River of Fear dei Captain Beyond, a conferma dell’assoluto valore del repertorio “classico” dei Pentagram settantiani. Altro ottimo brano con Walk Alone, traccia che potrebbe passare leggermente inosservata e che invece rivela un gran bel riffing e anche l’affiatamento della sezione ritmica. La titletrack, opera di Turley e Griffin è la prima traccia che apre con un classico andamento doom ed è un brano crepuscolare e insinuante; interessante, forse non proprio un capolavoro, per l’assenza di una evoluzione, ma comunque molto valida nella sua atmosfera tetra. Da qua in avanti il disco prende una piega un po’ diversa e decisamente di livello inferiore: Misunderstood è un curioso uptempo quasi punk (sempre settantiano, ma punk) sul quale Liebling trova una divertente e inquietante interpretazione. Senza dirlo ad alta voce, in realtà, tanto questa quanto le successive Close the Casket e Sufferin’ sanno un po’ di mestiere e di pezzi riempitivi; sempre di un certo spessore, in particolare Close the Casket, ma non molto di più. Diverso il discorso per The Devil’s Playground, invece, opera del solo Turley e decisamente di buon livello nel suo ripercorrere stilemi doom tra arpeggi e riff catacombali, sui quali Liebling si conferma Maestro assoluto, come Griffin. Un brano che rialza decisamente una coda di disco non proprio esaltante e che lascia a Because I Made It, traccia di chiusura. Stavolta è Griffin a prendersi carico della composizione e il risultato è decisamente peculiare: l’arpeggio portante non sembrerebbe affatto adatto a un disco dei Pentagram, ma riesce comunque a risultare abbastanza sinistro da giustificare la tensione che si risolve poi nel riff sottostante la strofa e il ritornello. E’ chiaramente l’alternanza tra pulito e distorto a tenere banco e quando Griffin decide di prendersi tutto il proscenio lo fa con un lungo sentito assolo che termina il brano sfumando.

Dopo quattro anni, forse in molti cominciavano a chiedersi se i Pentagram sarebbero stati in grado di pubblicare un seguito a Last Rites e la band riuscì comunque a ribadire non solo di essere viva, ma di poter ancora dire la propria. Curious Volume non è il miglior disco dei Pentagram e neanche quello da consigliare a chi volesse approcciarsi al gruppo. E’ un disco di mestiere, con una qualità di livello, concentrata soprattutto nella prima parte dell’album e qualche brano non proprio indimenticabile, ma comunque di classe. Al momento dell’uscita venne accolto molto bene, forse proprio per l’affetto che il gruppo aveva sollevato e la preoccupazione che per loro fosse arrivato il momento di lasciare. Fortunatamente, così non fu e se i rapporti tra Liebling e i compagni di una vita rimasero tesi e il cantante avrebbe ancora fatto parlare di sé non per i propri meriti in ambito musicale, comunque la leggenda ha trovato modo di continuare a vivere.



VOTO RECENSORE
76
VOTO LETTORI
70 su 1 voti [ VOTA]
Noesis
Giovedì 13 Agosto 2026, 15.03.33
5
Di questo non ricordo nemmeno una canzone, e purtroppo me li sono anche persi l\'estate scorsa, spero tornino
Muki97
Mercoledì 5 Agosto 2026, 0.00.30
4
Visti a Bologna nel tour di quell\'album poco prima che Bobby finisse in carcere. Concordo coi commenti, disco non essenziale ma neanche malvagio. I pochi pezzi di quest\'album che furono proposti live comunque non sfigurarono affatto
Epic
Lunedì 3 Agosto 2026, 20.37.10
3
Si, discreto lavoro, non tra gli indispensabili, così come l\'ultimo Lightning in a bottle. Molto molto meglio il precedente Last Rites. A questo voto 70
Testamatta ride
Lunedì 3 Agosto 2026, 18.15.42
2
\"curious Volume non è il miglior disco dei Pentagram e neanche quello da consigliare a chi volesse approcciarsi al gruppo\": semplice ma verissimo. Alla fine qualcosa si trova sempre, ma la recensione rende bene l\'idea definitiva del valore dell\'album.
Doom Queen
Lunedì 3 Agosto 2026, 14.34.48
1
Qualche canzone bella c\'è, ma è un album che si può evitare.
INFORMAZIONI
2015
Peaceville Records
Doom
Tracklist
1. Lay Down and Die
2. The Tempter Push
3. Dead Bury Dead
4. Earth Flight
5. Walk Alone
6. Curious Volume
7. Misunderstood
8. Close the Casket
9. Sufferin’
10. Devil’s Playground
11. Because I Made It
Line Up
Bobby Liebling (Voce)
Victor Griffin (Chitarra)
Greg Turley (Basso)
"Minnesota" Pete Campbell (Batteria)
 
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