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Ripper (CHI) - Towards Rebirth
03/08/2026
( 434 letture )
Si è soliti pensare al Sudamerica come ad un vivaio di metal band dal suono particolarmente efferato, specialmente in ambito estremo. Senza voler comprimere un intero continente in una sola etichetta sonora, bisogna dire che gli esempi abbondano, e non saranno i qui presenti Ripper a dimostrare il contrario. I quattro cileni sono infatti dediti ad un death-thrash metal parecchio selvaggio, quanto sottile e non privo di sorprese. Nati quasi vent'anni fa, i Nostri giungono solo oggi al traguardo del terzo album in studio: ben due lustri sono infatti passati dalla pubblicazione del precedente Experiment of Existence. Un tempo immenso, a maggior ragione vista la qualità e il riscontro ottenuto dal solidissimo predecessore.

La lunga attesa è però stata ampiamente ripagata. Introdotto dall'evocativo artwork ad opera del nostro Paolo Girardi nazionale, ormai una garanzia, Towards Rebirth si rileva un prodotto estremamente vivido ed urticante. Passata la breve introduzione, World of Darkness fa capire immediatamente che aria tira: il brano attacca a testa bassa, pigiando per bene sul pedale del gas. L'andamento è nervoso, quasi frenetico, memore dei primi Kreator, ma la band non trascura per questo la robustezza. Diversi passaggi più cadenzati si alternano infatti nel corso del brano, molto impattante quanto relativamente articolato. Sono insomma bastati quattro minuti ai Ripper per mandare a casa i due terzi della concorrenza, e il resto del platter non è da meno. Dopo un primo ed ingannevole passaggio di ampio respiro, la seguente title-track ripropone pressapoco quanto appena detto, toccando livelli di intensità parecchio elevati. La macchina da guerra assemblata dai musicisti mostra tutta la sua devastante forza d'urto nel corso dei passaggi più veloci, che rappresentano la maggior parte del lavoro. Così le violentissime Final Hologram o Messages from the Other Side, o ancora The Source Exterminator, tinta dalle gelide melodie pennellate dalle chitarre. Tale velenosa patina melodica ricopre anche Into The Coldness of Land of Dead, pregna di un feeling affilato e demoniaco, ma non privo di una certa sinistra eleganza. Come anticipato, i Ripper piazzano diverse "chicche" in mezzo all'incessante bombardamento sonoro, interessanti accorgimenti che non intaccano minimamente la furia incontenibile sprigionata dai Quattro. Oltre che alle strutture abbastanza articolate e ad una chitarra solista cristallina ed inventiva, va segnalato il basso di Tomas Barriga, a dir poco dominante per tutta la durata del disco. Il nostro si ritaglia anche un inatteso e delicato momento solista nel mezzo della già citata The Source Exterminator, spezzando per un breve istante l'assalto sferrato dai compagni, che riprende con un assolo fulminante. Towards Rebirth non vive però di sola velocità. The End of Universe abbassa notevolmente i battiti e opta per un andamento più controllato, marziale, quasi groovy. Anche la corposa strumentale The Secret Dawn esplora territori più cadenzati ma, malgrado una costruzione cangiante e fantasiosa, tende alla lunga a mostrare un po' la corda. Si tratta di uno dei pochi cali di tensione del disco, altrimenti tiratissimo per tutta la sua durata.

Difficile infatti trovare punti deboli al terzo album dei Ripper. I cileni trovano il perfetto equilibro tra violenza e tecnica, riuscendo allo stesso tempo a martoriare l'ascoltatore e ad intrattenerlo con un songwriting sopra la media. Oltre alla prestazione maiuscola dei singoli, segnaliamo anche la produzione, decisamente azzeccata. La resa sonora, molto viscerale, enfatizza l'assalto frontale lanciato dai musicisti e mette in risalto i vari strati che costituiscono il suono del disco -tra i quali spicca il già citato basso. In definitiva, Towards Rebirth rappresenta un ascolto obbligato tanto per gli amanti delle sonorità più burbere che per coloro che cercano tecnica e ricercatezza. Un gioiellino.




VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
84 su 2 voti [ VOTA]
asimov
Mercoledì 5 Agosto 2026, 9.44.21
5
ho temuto che spalinger mollasse e ci restasse solo quel gioiellino di experiment of existence e invece finalmente un gradito ritorno di livello adeguato. grazie patricio
d.r.i.
Martedì 4 Agosto 2026, 22.55.13
4
Molto bello
Metalhead
Martedì 4 Agosto 2026, 14.44.42
3
Grandissimi!
lisablack
Martedì 4 Agosto 2026, 10.47.18
2
Il thrash è morto.. Quante volte ho sentito questa stronzata🤣.. Per me disco thrash 2026 e finalmente sono tornati, ci son voluti 10 anni.. Speriamo di non dover aspettare il 2036 per il prossimo disco.. Grandissimi 85
Pacino
Martedì 4 Agosto 2026, 6.15.40
1
Ottimo ritorno dopo 10 anni dal secondo album. Terzo centro in altrettanti lavori per i thrashers cileni. Voto 78.
INFORMAZIONI
2026
Dark Descent Records
Death / Thrash
Tracklist
1. The Secular Awakening
2. World of Darkness
3. Towards Rebirth
4. Final Hologram
5. Into The Coldness of Land of Dead
6. The Source Exterminator
7. Messages From The Other Side
8. The Secret Dawn
9. The End of Universe
10. Procession to the Eternal Rest
Line Up
Patricio Spalinger (Voce, Chitarra)
Nicolas Young (Chitarra)
Tomas Barriga (Basso)
Javier Buzeta (Batteria)
 
RECENSIONI
85
 
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