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17/11/26
KAMELOT + EXIT EDEN + TEMPERANCE
LIVE CLUB - TREZZO SULL\'ADDA (MI)
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Five Finger Death Punch - Legacy
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15/08/2026
( 1817 letture )
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Dopo vent’anni e dieci album i Five Finger Death Punch sono ormai un libro aperto e non ha più senso continuare ad accusarli di commercialità, patriottismo esasperato, ideologia repubblicana ed esaltazione di tutti i peggiori stereotipi del cosiddetto americano medio. Quelli che ad un pubblico estraneo appaiono infatti come vizi sono in realtà i maggiori punti di forza della band, scaltrissima nell’aver edificato una carriera su questa “appartenenza militante” sapendo in anticipo dove andare a colpire il bersaglio grosso. I numeri, dalle vendite fisiche ai milioni di views in streaming e alla grande partecipazione dal vivo, d’altronde parlano da soli e testimoniano la vittoria imprenditoriale di una line-up divenuta brand con affari e giri economici oltre la musica (gaming, e-sport, NFT, metaverso e quant’altro).
Negli Stati Uniti, come noto, il business detta legge e i cinque non si sono giustamente fatti scappare le opportunità garantite dalla fama, desiderata e ottenuta nel corso di una marcia che da Las Vegas li ha portati a dominare le classifiche dell’intero Paese con il tirapugni ben in vista. Dall’esordio The Way of the Fist (2007) al doppio The Wrong Side of Heaven and the Righteous Side of Hell (2013), da Got Your Six (2015) e F8 (2020) all’ultraterreno Afterlife (2022) Bathory e compagni, del resto, non hanno sbagliato nulla e non affogheranno di certo ora alla boa del ventennale, un traguardo da onorare mediante il faraonico 20th Anniversary World Tour diviso in una leg nordamericana e in una europea per un totale di quasi settanta date. Da un lato quindi il consolidamento del successo, dall’altro una metaforica dormita sugli allori che permette al gruppo di viaggiare con il pilota automatico senza bisogno di pensare a brusche deviazioni oppure a curve troppo pericolose. Lo dimostra a chiare lettere la fase post-Afterlife (2023-2025), arco di tempo riempito da una superflua deluxe edition (una bonus track appena) e dai Greatest Hits ri-registrati in due volumi poiché la Prospect Park Records aveva in passato venduto i master nonostante fosse priva del beneplacito.
“Massimo risultato con il minimo sforzo” rimane il diktat anche del nuovo disco Legacy, annunciato in pompa magna da Zoltan Bathory (è un vero mostro, un monumento senza compromessi a quanta strada abbiamo fatto) e rivelatosi al contrario niente più di un mero compitino, svolto giusto per avere qualche novità da proporre durante i concerti del grande anniversario sopra ricordato. Orgoglio, presunzione, nostalgia ed inerzia si fondono allora in un lavoro sintetico (trentasei minuti, record negativo) per la prima volta senza il fido produttore Kevin Churko, sostituito da un nome ricercato in ambito metalcore quale Drew Fulk, al fianco di realtà importanti come Motionless in White, A Day to Remember, Wage War e Ice Nine Kills fra le tante.
L’avvicendamento in cabina di regia ad ogni modo è soltanto un falso indizio di modernità in quanto Wzrd Bld si limita a ricalcare il noto stile Five Fingers Death Punch, un marchio di fabbrica basato su ritmiche alternative/groove metal sature ed iper-compresse, batteria gonfiata, predilezione ai mid-tempo, ritocchi elettronici e una cura maniacale per i ritornelli “da arena” che devono risultare imponenti, drammatici, carichi di enfasi o muniti di quegli hook obbligatori nel mainstream. Impacchettato nello standard della forma canzone rock, Legacy poggia su ripetuti e affidabili schemi compositivi nei quali le potenziali vie d’uscita sentite in Afterlife (Judgment Day, All I Know, Thanks for Asking) non trovano spazio a favore di una prevedibilità e una carenza d’ispirazione molto evidenti nel lato grafico (l’artwork), nei testi (superficiali e generici) e in una serie di tracce omologate e sovrapponibili.
Non vi è pertanto alcuna differenza nell’ascoltare la standardizzata title-track in apertura, l’ennesimo tributo all’esercito nella pomposa De Oppresso Liber (motto dei Berretti Verdi) oppure il singolone Eye of the Storm, tutti annoveranti riff quadrati e lineari, possanza melodica, brevi intervalli solisti e nell’ultimo titolo anche dei breakdown funzionali ad aumentare la mole strumentale. L’upgrade osservabile in Nails in the Coffin (efficace nell’impostazione teatrale della voce di Moody) viene subito vanificato da una numero scolastico ed elementare come In Time, sterile ballad che precede l’appiattimento di una seconda metà ancor più formulaica e pronosticabile: melliflui sprazzi acustici (e brutti cori infantili) nella scontata Everybody Lies, un copione recitato a memoria nell’ordinaria Joke’s On Me e il fiato corto dell’epilogo Scapegoat lo rimarcano senza tanti giri di parole, invece il “trasformismo” canoro adottato in Shelter e i buoni intagli melodici di Unscathed ne risollevano timidamente le quotazioni.
No, questo non è il vero lascito della band e nemmeno la celebrazione adeguata all’importanza del ventennale. Statico e ripetitivo, Legacy ha come unico obiettivo quello di conservare lo status quo e, a differenza di Afterlife, percorre la medesima linea retta dall’inizio alla fine privo di acuti e grossi scivoloni. In pratica, non si va oltre il fan-service adatto a mantenere saldo il legame con una platea già fidelizzata e acritica, pronta ad accogliere in maniera entusiasta un lotto di brani creati “a stampo” e alquanto lontani sia dall’appeal dei classici sia da quello delle hit più recenti (Inside Out, A Little Bit Off). Nel caso specifico si può dunque parlare di una mediocritas realmente aurea dato che l’album frutterà al meglio pur attestandosi sui livelli di una magra sufficienza, l’indispensabile per trainare il carrozzone e rimanere i padroni del metal alternativo statunitense declinato alle masse.
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MH, io sono fieramente tradizionalista e integralista quando si parla di heavy metal |
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Black Sabbath è heavy rock non heavy metal!  |
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Quindi tutto ciò che viene dopo Black Sabbath non è metal, praticamente... Figa, io sarò integralista, ma qui ci sta chi è peggio! |
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@alinosky io non sto parlando del metal in generale quando dico che e\' musica per bimbiminchia. sto parlando nello specifico dei five finger death punch. la musica e\' pessima, i testi e le tematiche affrontate sono semplicemente imbarazzanti. poi uno e\' libero di ascoltare quel che gli pare, questa e\' solo la mia opinione |
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Lucio, i Down sicuramente sono un po ibridati, ma alla fine suonano un grezzo e fottuto hard and heavy, alcuni lo chiamano sludge metal ma quello che conta è il suono alla fine. E, appunto, NOLA suona assolutamente heavy |
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La parola heavy metal è anacronistica ormai. Chi la usa c\'era negli ottanta ed è comprensibile. Chi la usa per definire tutto il genere sbaglia. Per quel genere va usato Classic metal. A livello generale metal, come blues, jazz, ecc. |
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@Gino: ma infatti per tutti questi gruppi che non suonano heavy metal classico si sono creati nomi di genere apposta, alternative, nu, ....core eccetera, il problema per i puristi è metterci assieme la parola metal, per loro è inaccettabile, anche se la storia dice ben altro, perchè sono tutti rami dell\'heavy metal nato a fine anni sessanta ed arrivato fino ad oggi. E pure il fatto che ci siano su un sito metal. Infatti i FFDP non fanno heavy metal ma alternative metal (o groove metal), i Korn, Slipknot eccetera fanno nu metal, gli EC fanno dance metal (o electronicore), i Motionless in White metalcore eccetera, a nessuno verrebbe in mente di definirli HEAVY METAL ma appartengono a questa galassia, lo dice la storia, a meno che uno la interpreti a modo totalmente suo. Non per niente, da Wikipedia (lo so, non è la verità assoluta ma è per dare una base): Metalcore is a broadly defined[1] music genre combining elements of heavy metal and hardcore punk - Thrash metal (or simply thrash) is an extreme subgenre of heavy metal music characterized by its overall aggression and fast tempo. E si potrebbero prendere tutti i generi che dagli anni novanta i puristi negano di appartenere al metal per trovare definizioni che inglobano le parole genre o heavy metal. Se poi uno vuole continuare a negare l\'evidenza va benissimo, se si vuole arrampicare sugli specchi va benissimo, ma tutta la scena nata dopo gli anni novanta fa parte del mondo metal che lo si voglia o meno (senza offesa @Noesis, è solo per chiarire la questione) |
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mai capito l\'odio verso i sabaton, mia band preferita insieme a Helloween e Volbeat! |
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Li conosco.. I Down però, non sono già un po\' \"ibridati\" ? Nola è un capolavoro. |
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Vado facilmente con Nevermore, Iced Earth, Down, e dato che siano italiani ti dico Doomsword e Domine. |
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Commento 34 : Ok, grazie.. Se dovessi consigliarmi 5 Gruppi Heavy Metal degli Anni 90 meritevoli di un ascolto, che nomi faresti ? Poi magari li conosco già. |
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I children of Bodom mai apprezzati, di melodic death apprezzo qualcosa degli At the Gates. Ma attenzione, qua entrano in gioco i gusti personali, io parlavo solo delle definizioni corrette da usare, quando e come parlare di heavy metal. Ecco, il melodeath è un ibrido che c\'azzecca pochissimo |
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Commento 31 : Ti riferisci al revival del Power con Stratovarius e affini ? Ma di Gruppi tipo Children of Bodom, che opinione hai a riguardo ? |
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Per certi \"over\" si, secondo loro tutto quello arrivato dopo doveva chiamarsi in altro modo. |
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LUCIO 77 , per quel che mi riguarda no, esistono un sacco di band che seppur nate dopo il 90, si rifanno a quei suoni. A loro va tutto il mio più profondo rispetto e grande ammirazione. |
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Commento 23 : Domanda a fine conoscitivo : Ma quindi dopo il Novanta, si poteva chiudere Baracca e burattini e vivere di ricordi ? Non è polemica, ma voglia di capire.. Grazie. |
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X Shock, lo so. Ma sono tamarri ed epici allo stesso modo pur utilizzando sonorità completamente differenti. Difatti ho scritto sotto mentite spoglie. |
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@Galilee: scusa ma Sabaton e FFDP sono due gruppi dallo stile proprio diverso, i primi power metal I secondi groove alternative. @Noesis: fantasia al potere, lasciamo perdere tanto è proprio inutile, non c è miglior sordo di chi non voglia sentire. |
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Shock, il death e il black ne sono lontai parenti, tutto il resto è proprio un altro pianeta. Ripeto che non è questione di gusti, è questione di storia della musica |
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Ho il loro primo disco. Preso a buon prezzo anni fa. Proprio non mi piacciono. Ci ho provato, ma non è il mio genere. Alla fine sono i Sabaton sotto mentite spoglie. |
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Aggiungo pure che con questo modo di ragionare anche il death metal, il black, il grindcore eccetera non sono heavy metal. Sinceramente questo ragionamento proprio non lo capisco. |
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@Noesis: guarda che l\'universo metal è sempre stato in espansione, non si è fermato al 1990, dopo sono venuti tanti altri generi che possono piacere o meno, ma fanno parte di quell\'universo, negarlo non ha senso. La frase non è heavy metal la trovo sempre fuori luogo, infatti sono nu metal, alternative metal, crossover, groove metal e via discorrendo. Se ad uno piace solo il metal classico allora inutile fare certi discorsi usando questa frase. |
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Alino, figurati se devo dirti cosa ascoltare e cosa no, ma la Storia parla indifferentemente da quelli che sono i nostri gusti personali. Non scherziamo, l\'heavy metal, quello vero eh, che nasce dall\'hard settantiano, è quello che va dal 79/80 (NWOBHM/speed) e attraversa le gloriose stagioni dell\'epic, del power sia EU che USA, del doom e del thrash. Già nei 90 con le creature \"bastarde\" tipo Sepultura e Pantera siamo fuori dai canoni, tacciamo poi su quanto accadde dopo, uno scempio culturale più che musicale e artistico. Se a uno piace ok, siamo in un paese libero, ma non è heavy metal, è \'n altra roba. |
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Quanta mediocritá, il 63 mi sembra anche gentile per quanto ascoltato. Mi state dicendo che questa volta non potró vedere i Lamb Of God live, in quanto gruppo spalla di questi pagliacci? E nemmeno regalato il biglietto, 100€ mannaggia a loro! |
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In effetti, è difficile parlar bene dei dischi dei Maiden da tanto tempo. Eppure qualche bella canzone nonostante tutto la fanno ancora. I Judas hanno avuto un momento di calo piuttosto forte, ma dischi veramente brutti non ne hanno fatti e gli ultimi due sono notevoli. Entrambi i gruppi, a parte essere monumenti del genere, hanno saputo cambiare e variare la proposta anche in maniera radicale, in particolare i Judas e hanno fatto la Storia. Se poi dopo 40 e 50 anni di carriera e aver dettato le regole per tutti non fanno più dischi rivoluzionari, pazienza. Si fa a meno di comprarli e gli si vuole bene lo stesso. Poi ci sono altri gruppi che erano il nulla e lo sono rimasti per tutta la loro carriera, riciclando se stessi fino all’auto parodia e non si capisce perché debbano essere accostati agli altri due. |
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Secondo me le argomentazioni di AlinoSky, \"filano\".. Reputare la musica che si ascolta, la migliore che c\'è in giro, lascia un po\' il tempo che trova.. Quando ero ragazzo, sentivi gente che criticava il Metal, definendolo Rumore a prescindere, senza magari avere ascoltato un brano degli Iron, per esempio.. Io credo che ascolterò (anche) Metal e sottogeneri, fino a che campo, però capisco che ci siano persone che non vogliano più averne a che fare perché lo ritengono, dal mio punto di vista, a torto, un Genere da Giovani ribelli. |
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@N�esis fammi capire devi essere tu a dirmi cosa ascoltare?Io parlo con professori che da giovani ascoltavno metal e quasi tutti dicono che è roba da adolescenti incazzati e che non ha più senso. Sono d\'accordo? ovviamente no, io ancora mi diverto, a 50 anni, con videogiochi e metal di ogni tipo, ma sinceramente mi cadono le braccia quando ad ogni news di certi gruppi che hanno un bel riscontro partano i soliti \"insutti\" del trito e ritrito, questo non è metal e cosi via. Questi discorsi li fanno solo i metallari provenienti dagli anni 80/90 perchè alle nuove generazioni interessa solo ascoltare , non giudicare come fate voi. Ps: a me sti Five Finger Death Punch non piacciono ma mica sto a spalare merda su di loro... |
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E comunque @AlinoSky ha perfettamente ragione, tutti i gruppi metal degli anni 80 continuano a riciclare sempre la stesa roba, gli stessi riff, le stesse soluzioni da decenni ma a loro non bisogna dir niente. Se Iron, Judas e compagnia continuano a riciclare e fare copia incolla della loro proposta da decenni li si loda a prescindere, cosa va fuori dal seminato (leggi metal moderno) è sempre merda a prescindere. Sempre gli stessi discorsi da anni, e poi quando si dice che i metallari hanno la mentalità chiusa non vi lamentate perchè è la verità, ma dovreste esserne fieri dopotutto. |
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Repubblicani, patriottici esasperati (magari dovremmo anche noi imparare qualcosa....), americano medio (lo sono, cosa devono fare i giapponesi?), tutte cose che negli Usa ci sono da decine di anni, tirare fuori Trump adesso è giusto per smerdare ancora di più un gruppo. Allora pure Ted Nugent lo è, visto che appoggia pure il vecchio rincoglionito presidente.... |
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@Yama, non è affatto inspiegabile, così come non lo è anche in riferimento ad altri gruppi sia del passato che del presente.
@AlinoSky., generalizzare è oggettivamente sbagliato, al netto di superficialità e di ristrettezze di vedute altrui. Ps: quelli del tuo conservatorio sono i classici vecchi rimbambiti snob, giusto? |
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Ecco alino, allora continua pure a parlare di musica con gli amici del conservatorio e lascia perdere il metal grazie |
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...@shock....ideologia repubblica....patriottismo esasperato....stereotipi da americano medio...mi viene in mente Trump....ok? |
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@tuttofare. È la stessa cosa che mi dicono al conservatorio, ascoltare metal dopo i 15 anni è imbarazzante visto che è musica per bambini  |
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musica per bimbiminchia... dopo i 15 anni ascoltare sta roba è imbarazzante |
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\"proposta trita e ritrita\". Come tutte le band degli anni 80 arrivate fino al giorno nostro, sempre la solita minestra, eppure non vi lamentate mica |
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Ascoltarsi l\'hai dà più soddisfazioni |
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Carmine hai proprio ragione. |
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Come gli Arch Enemy: canzoni preimpostate, prevedibili, una sfilza di cliché e zero spunti originali. |
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Inspiegabile come la loro proposta trita e ritrita gli permetta di suonare da headliner a Wacken |
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Cosa c\'entra Trump?..... Boh.... Mah..... |
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....americanata trumpiana.....di pessimo gusto.....e scarsa qualita\'...... |
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2
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Impresentabili già al primo disco ....la classica americanata! |
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Gruppo che su disco è oramai alla frutta, con un continuo riciclo di riff triti e ritriti, soluzioni tutte uguali e standard qualitativo bassissimo. Vanno giusto bene per un live, almeno ti diverti un pò. |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. Legacy 2. De Oppresso Liber 3. Eye of the Storm 4. Nails in the Coffin 5. In Time 6. Unscathed 7. Joke’s On Me 8. Everybody Lies 9. Shelter 10. Scapegoat
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Line Up
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Ivan Moody (Voce) Zoltan Bathory (Chitarra) Andy James (Chitarra) Chris Kael (Basso, Cori) Charlie Engen (Batteria)
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