|
|
17/11/26
KAMELOT + EXIT EDEN + TEMPERANCE
LIVE CLUB - TREZZO SULL\'ADDA (MI)
|
|
Boulevard - Talk Without Speaking
|
21/08/2026
( 975 letture )
|
Il ritorno di una band storica e amata da tantissimi fan, eccolo il quarto capitolo da studio dei canadesi Boulevard. Un combo attivo sin dal 1983, quando si formarono a Calgary, per poi pubblicare il loro debutto cinque anni dopo: un album che ebbe molto successo in madrepatria con singoli estratti, video e un tour di supporto ai Glass Tiger. Tutto sembrava apparecchiato per un viaggio nell’olimpo, invece l’act del paese della foglia d’acero pubblica nel 1990 il secondo capitolo vinilico per poi sparire dalle scene, con la formazione che splitta, ritrovandosi solamente dopo quasi tre lustri. Nel 2017 ha visto la luce un lavoro di ritorno come Luminescence e oggi riappaiono con questo nuovissimo Talk Without Speaking, che è un po’ la summa delle capacità e delle potenzialità, da sempre, in seno al gruppo. Atmosfere felpate, momenti morbidi, arie levigate, scrittura luminescente e uno spiccatissimo gusto, unito a melodie ricercate, che li hanno resi una realtà assolutamente di pregio eccelso nel panorama internazionale.
Si aprono le danze con Banbury Green che sfodera un sound notturno incarnato da movimenti soffici, con un ritornello piacevole e seducente: ottimi gli arrangiamenti pianistici e la voce perfettamente calata nel tessuto musicale: una partenza a cinque stelle con il sax di Mark Holden, chiamato in causa molto spesso in tutto il timing del disco. Ready to Let Go possiede cori avvincenti ma tutto il brano impugna classe e maestria, con reminiscenze legate a dettagli alla Supertramp, il ritornello è facilmente memorizzabile e odora di rock sofisticato come difficilmente se ne produce oggi, con un solo guitar gentile ma incisivo, mentre la title track nasce da synth pinkfloydiani che confluiscono in oltre due minuti di sax etereo, esaltando un composto che possiede nerbo, caratura e arrotondamenti celestiali. Perfect Time of the Day appare ritmata esibendo echi della west coast con un refrain amabile e canticchiabile all’istante, con l’immancabile intervento di sax che rende ancor più sinuoso il frammento, in sinergia con un piano ficcante. Fly Away appare una song dilatata e notturna ma che sa colpire come un maglio vellutato, lasciando strascichi dolci nell’ascoltatore, mentre Long Time Coming, ritaglio più lungo dell’intera proposta, è classe pura che riporta indietro l’orologio biologico della musica di almeno mezzo secolo. Una canzone incalzante, smussata, soffusa, ma che sa mostrare carattere e coralità di altissimo lignaggio, comprese le aperture melodiche improvvise, le key caratterizzanti, la chitarra liscia e l’eterno sax che traccia coordinate scintillanti. Una song semplicemente ammaliante. Heaven Help Me sgorga da un piano elettrico, apparendo più esuberante nello sviluppo, con la voce che sale e lancia coralità più aitanti; Start All Over Again è sicuramente più moderna rispetto al resto della scaletta, mostrando un’accelerata rockeggiante che pesta di più sui suoni, percorrendo a piene mani il sentiero puramente rock and roll: intriganti le diverse scansioni delle partiture qui racchiuse. Halo parte come una ballata tenera per poi esplodere sul ritornello, con rimandi chiari ed echi supertrampiani: cori magnifici ed eterei e incroci vocali da applausi. Invece Thank You scoppia di energia sin dalla prima nota, grazie ad una guitar che delimita il perimetro di una traccia che s’impenna sul chorus, detonando nelle casse e rimanendo impressa all’istante, e un’evoluzione sul finale del brano parecchio interessante. Ci si avvicina al termine della tracklist: Prologue è un brevissimo spaccato, una sorta di avvicinamento strumental-vocale dall’essenza new age che porta alla finale Only Love, ballad che pulsa di input alla Roger Waters e soci, il tutto rilegato con una delicatezza rimarchevole.
Un disco per chi ama atmosfere di un certo tipo, canzoni soffuse ma suonate con magia e gusto infinito come si addice a questo combo, forse l’unico neo è che il sestetto non cambia quasi mai registro, anche quando ci si attenderebbe salite di tono brucianti; ma la natura di questa band è stampigliata nell’oro zecchino, quindi prendere o lasciare. Talk Without Speaking non è un capolavoro ma una release che sa scavare dentro e riportare il nastro all’indietro di chi ha vissuto certi momenti decadi e decadi fa, e sa mantenere ancora un cuore pulsante che ama certi incroci melodici, continuando ad apprezzarli senza riserve. Oltre un’ora di musica sopraffina, perfetta colonna sonora ariosa e docile, per quelle serate da trascorrere in maniera romantica, magari davanti ad un tramonto davanti al mare, in compagnia di un buon whisky con una signorina procace e disponibile. Bentornati Boulevard!
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
11
|
|
Bel lavoro...Title Track,Fly Away,Long Time Coming e Heaven Help Me ottimi pezzi,ha una bella atmosfera questo disco.voto 82. |
|
|
|
|
|
|
10
|
|
Off topic, chi riesce ad aiutarmi, non riesco a ricordarmi il nome di una band aor prog, americana se non erro, non edito con la Frontiers, aveva fatto un album attorno al 2019/2020. Grazie mille ✌️ |
|
|
|
|
|
|
9
|
|
@Voivod: già, perché è inferiore ai precedenti! |
|
|
|
|
|
|
8
|
|
Ascoltato appena uscito, ma mi è parso inferiotre ai tre precedenti, seppur comunque sempre molto valido. |
|
|
|
|
|
|
7
|
|
questo album ha dei singoli buoni ma devo approfondire...ai tempi non mi piacevano..troppo mielosi....preferivo gli house of lords o gli FM...avevano altre HITS ben piu\' qualitative! |
|
|
|
|
|
|
6
|
|
Quello dei BFH è veramente un gran bel disco, segnalo anche il nuovo dei Grand, appena uscito. Devo ascoltarlo bene come anche questo dei Boulevard ma promettono entrambi molto bene.
|
|
|
|
|
|
|
5
|
|
Questo devo ancora ascoltarlo ma consiglio l\'ultimo dei Boys From Heaven...spettacolo puro,scusate l\'OT. |
|
|
|
|
|
|
4
|
|
Buon disco, anche se assolutamente non il miglior disco aor del 2026 |
|
|
|
|
|
|
3
|
|
Non ascolto quasi mai AOR, ma quando è suonato così bene ne vale veramente la pena anche per me che non sono un super amante del genere, escluso i classici. Bravi, musicisti classe, delicati ed eleganti come la bella copertina |
|
|
|
|
|
|
|
|
1
|
|
A mani basse il miglior disco aor del 26 che segue il bellissimo Luminescence che non so per quale motivo passo\' un po inosservato. \'Blvd\' dell\'88 e \'Into The Street\' del 90 sono veri e propri classici, dove il termine rock per adulti trova la sua più piena consacrazione. E dal primo Blvd il singolo Never Give Up ottenne consensi anche in Italia. Voto assolutamente in linea con quello della recensione, se siete fans dell\'aor tappa obbligata. Classe cristallina |
|
|
|
|
|
INFORMAZIONI |
 |
 |
|
|
|
|
|
|
|
Tracklist
|
1. Banbury Green 2. Ready to Let Go 3. Talk Without Speaking 4. Perfect Time of the Day 5. Fly Away 6. Long Time Coming 7. Heaven Help Me 8. Start All Over Again 9. Halo 10. Thank You 11. Prologue 12. Only Love
|
|
|
Line Up
|
Mel Stevens (Voce) Mark Holden (Voce, sax) David Forbes (Voce, tastiere) Andrew Johns (Tastiere) Cory Curtis (Batteria, percussioni) Randall Stoll (Batteria)
Musicisti Ospiti: Paul Laine, Jeff Pilson (Cori)
|
|
|
| |
RECENSIONI |
 |
|
|
|
|
|