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17/11/26
KAMELOT + EXIT EDEN + TEMPERANCE
LIVE CLUB - TREZZO SULL\'ADDA (MI)
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25/08/2026
( 441 letture )
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Come il più classico fulmine a ciel sereno, ecco piombarci -letteralmente- addosso l'insperato come-back dei Totalitär, quasi vent'anni dopo la loro ultima fatica discografica. Vere e proprie leggende del punk hardcore più abrasivo e politicizzato, i Nostri hanno giocato un ruolo fondamentale nello sviluppo del suono d-beat svedese, al pari dei vari Disfear, Skitsystem e Wolfpack. Malgrado tale ruolo di primo piano ed un lascito importantissimo, i Totalitär non sono stati particolarmente prolifici. Il nuovo self-titled non è che il quarto full-length dei nordici, attivi dal lontano 1985. Diciamo full-length perché è così che il disco è presentato, anche se la sua durata, di poco superiore ai 15 minuti, lo avvicini più naturalmente ad un EP.
Ma poco importano le etichette, in fondo. Un quarto d'ora è più che sufficiente ai Nostri per mettere le cose estremamente in chiaro. Non solo i Totalitär si ripresentano con la stessa formazione dei tempi d'oro, ma conservano intatta tutta la bieca forza d'urto che caratterizzava tutte le uscite precedenti. A sentire i nuovi brani, è come se fossero passati appena due o tre giorni dalla pubblicazione dell'ultimo Vi Är Eliten. Il lungo silenzio non ha dunque minimamente intaccato gli ingranaggi della macchina da guerra svedese, che si adopera a demolire l'ascoltatore non appena premuto il tasto play. Le strutture sono ridotte ai minimi termini, le durate risicatissime e le velocità allucinanti. Pochi, scarni ma efficacissimi ingredienti ripetuti senza nessuna tregua, quasi che il disco fosse il nastro di una mitragliatrice e i brani i suoi proiettili. La produzione spigolosa aumenta ulteriormente l'impatto frontale, davvero elevatissimo, sprigionato dai Quattro. Si veda Följ Din Prognos, scheggia impazzita dalla durata inferiore al minuto, la rabbiosa Det Är Krig Ni Vill Ha o ancora l'opener Vad Är Det Ni Vill Ha?, che apre le danze senza fronzoli o orpelli inutili. Come spesso quando si parla di d-beat, i brani tendono a perdere le loro caratteristiche individuali per fondersi in un unico, violentissimo pugno cromato. Difficile dunque, e inutile, distinguere chiaramente un episodio dall'altro. Tale minimalismo va consumato in blocco, anche se, a ben vedere, qualche guizzo comunque lo si trova tra i densissimi solchi del platter. Ne è esempio l'assolo metà rockeggiante, metà dissonante che solca la precitata opener, o anche il gustoso stacco che anima la seconda parte della successiva Stolta Barbarer, pezzo che supera addirittura i due minuti di durata. Citiamo infine Älskade USA, brano cadenzato e punkettone che rappresenta forse l'unico relativo momento di tregua dell'intera scaletta, benché pregno della stessa urgenza urticante che pervade il resto della scaletta.
Bisogna insomma dare atto ai Totalitär di non aver perso la mano. I Nostri pestano ancora come se fosse l'inizio degli anni Novanta e dimostrano di riuscire ad evocare la stessa potenza, la stessa rabbia, che non sembra dunque essersi mai placata, malgrado gli anni di silenzio. Non che il contesto internazionale sia migliorato negli ultimi tempi, anzi. Da sempre aspri critici delle brutture della società, gli svedesi non devono aver fatto fatica a trovare pane per i loro denti. Totalitär ci offre dunque la band come ce la ricordavamo e spazza via con convinzione il rischio di trovarsi di fronte ad una pallida fotocopia, così come il pericolo di un improbabile cambiamento, o addirittura ammodernamento del loro sound. I Totalitär fanno i Totalitär, e lo fanno ancora molto bene. L'unica critica che possiamo muovere al nuovo nato è la sua breve durata: vista la bontà del contenuto e la sorpresa di un tale ritorno, il lavoro si consuma decisamente troppo in fretta.
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2
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I due pezzi sono bellissimi, appena avrò il disco darò il voto |
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1
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Quasi 20 anni di attesa per un quarto d\'ora di musica, va beh, comunque spero siano ancora in forma, devo ancora sentirlo  |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. Vad Är Det Ni Vill Ha? 2. Stolta Barbarer 3. Följ Din Prognos 4. Älskade USA 5.Detta Är Vad Jag Fick 6 Det Är Krig Ni Vill Ha 7. En Dag Hos Terapeuten 8. Himlen - En Öppen Kloak 9. Fängsla Dem Alla
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Line Up
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Poffen (Voce) Lanchy (Chitarra) Andreas (Basso) Jallo (Batteria)
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RECENSIONI |
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