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Crumbsuckers - Life of Dreams
29/08/2026
( 424 letture )
Quando si parla degli albori del crossover thrash, diversi sono i nomi che vengono in mente: S.O.D., Cryptic Slaughter, D.R.I., Suicidal Tendencies. In questa prestigiosa lista meriterebbero senz'altro di finire anche i Crumbsuckers, un gruppo chissà come scivolato un po' nelle retrovie della Storia del genere, benché ricordato ancora oggi da una ridotta quanto affezionata fanbase. È vero, la vicenda dei newyorkesi è stata breve -appena due i full-length pubblicati prima dello scioglimento, in seguito al quale nacquero i ben più prolifici Pro-Pain. Ma liquidare i Nostri come "il primo gruppo di Gary Meskil" non renderebbe giustizia ad una band da annoverare a pieno titolo tra i prime movers del crossover thrash. A maggior ragione visto che buona parte dei brani contenuti nell'esordio oggi in esame, licenziato nel 1986, vengono pubblicati sotto forma di demo già nel 1985. Siamo quindi nei primissimi anni di sviluppo di questo fortunato sottogenere musicale.

I Nostri arrivano dunque presto e, cosa ben più importante, con una proposta già parecchio sviluppata. Si tende a dimenticarlo, ma la scena metal e hardcore erano nettamente distinte all'epoca. I gruppi citati più in alto hanno, prima di tutto, unito due universi separati, sintetizzandone le principali caratteristiche sonore in un genere del tutto nuovo. Dall'hardcore, i Crumbsuckers traggono l'immediatezza, la velocità e il minimalismo; brani corti, accelerazioni improvvise, ripartenze sclerotiche. Dal thrash provengono invece la potenza generale, la lentezza e la tecnica. Tutti questi elementi si incastrano a meraviglia in un miscuglio irresistibile ed estremamente vivido, impacchettato dall'efficace artwork di Sean Taggart (Agnostic Front, Prong, Carnivore). Certo, non mancano le brevi rasoiate in puro stile HC: Super Tuesday, Live to Work, Shot Down o ancora l'opener Just Sit There si consumano in poco più di un minuto, toccando velocità ed intensità molto elevate. Eppure, la possanza tipica del metal si insinua anche in questi episodi più celeri, sotto forma di repentini quanto fugaci rallentamenti -si veda la precitata opener, che parte a mille dopo un inizio roccioso e squadrato. Come detto in precedenza, diversi sono i passaggi cadenzati che sfilano nel corso dell'ascolto -pensiamo alla title-track, a Bullshit Society o a Brainwashed. Eppure, anche quando le durate si allungano, risulta praticamente impossibile non imbattersi in qualche vorticosa accelerazione. In altri momenti, è la lentezza ad invitarsi dopo una prima parte all'insegna della velocità. Ne è un buon esempio Trapped, forse uno dei momenti dove l'unione tra i diversi linguaggi raggiunge la sua massima sintesi, al pari della travolgente The Longest War. Ne risulta un ascolto particolarmente dinamico, urgente e differenziato. Ed è forse qui che risiede la caratteristica più sorprendente del disco, ovvero l'ottima tecnica sfoggiata dai musicisti. Mai fine a sé stessa, questa si fa notare tanto nei momenti solisti -buono il solo di Hubrun- quanto, più sottilmente, nella costruzione dei brani e in un songwriting affilato e mai banale. Così Shit's Creek, che accelera dopo un avvio relativamente contorto, la strutturata Interlude, dotata di una corposa coda strumentale, o ancora Faces of Death e la sua melodia orientaleggiante. Citiamo ancora la conclusiva Mr. Hyde, inusualmente lunga e aperta da una sognante melodia acustica, così come la strumentale Prelude -decisamente sorprendente in un contesto hardcore, ciò che prova, una volta di più, l'alto grado di fusione tra i due generi. Insomma, sul piano tecnico, i Crumbsuckers potevano tranquillamente rivaleggiare con i più blasonati thrasher dell'epoca.

Tali (relative) finezze tecniche non compromettono però minimamente la forza d'urto del lavoro, che si rivela infatti tremendamente impattante, oltre che immediatamente fruibile. A ciò si aggiunge un feeling urbano, tipicamente newyorkese, che pervade l'intero ascolto, nobilitato tra l'altro da liriche critiche ed affilate, tipico retaggio hardcore. In definitiva, l'esordio dei Crumbsuckers è innanzitutto un album estremamente godibile, efficace e ben confezionato. Un prodotto al passo dei tempi, forse anche un po' in anticipo su di essi, comunque invecchiato benissimo. Allo stesso tempo snello, possente, incendiario e roccioso, Life of Dreams costituisce un fulgido esempio di crossover thrash degli albori, primigeno quanto già pienamente formato. Da recuperare.



VOTO RECENSORE
86
VOTO LETTORI
99 su 3 voti [ VOTA]
Metalhead
Lunedì 31 Agosto 2026, 16.05.43
15
Grazie della recensione e ai coleghi per aver citato gli ottimi altri gruppi e album di crossover
LAMBRUSCORE
Domenica 30 Agosto 2026, 10.00.55
14
I The Crucified, con testi crisitiani, ma spaccavano i deretani, scusate la rima
LAMBRUSCORE
Domenica 30 Agosto 2026, 9.57.52
13
Il primo dei Leeway, Born to Expire è un grande album
LAMBRUSCORE
Domenica 30 Agosto 2026, 9.55.10
12
Lo stavo per scrivere, me li ricordo bene gli Impulse Manslaughter
d.r.i.
Domenica 30 Agosto 2026, 9.52.02
11
E gli Attitude Adjustment
d.r.i.
Domenica 30 Agosto 2026, 9.48.19
10
T9 di merda dal cellulare e Alzheimer avanzante: Impulse Manslaughter
d.r.i.
Domenica 30 Agosto 2026, 9.48.13
9
T9 di merda dal cellulare e Alzheimer avanzante: Impulse Manslaughter
LAMBRUSCORE
Domenica 30 Agosto 2026, 9.45.04
8
@d.r.i. , non mi risulta che esista una band con quel nome lì, anche perchè non esiste la parola impulsement puoi essere più preciso?
d.r.i.
Domenica 30 Agosto 2026, 8.12.18
7
Beh che disco e che nomi avete vcitato...allora aggiungo gli Impulsement Slaughter. Voto giusto per me ma in questi casi il numero conta poco
Duke
Sabato 29 Agosto 2026, 20.48.50
6
....@fabio .....io avrai ascoltato anche ....gli scatterbrain......ho il vinile ....here comes trouble....e\' davvero fantastico......
Rik bay area thrash
Sabato 29 Agosto 2026, 20.42.31
5
Ridendo e scherzando, ma non troppo, sono trascorse la bellezza di quattro decadi dalla pubblicazione di questo opus crossover/thrash. Album di una freschezza compositiva unica ancora oggi. @Fabio, noto che indichi anche i ludichrist, mitici con \' immacolate...\' ma forse ancora più \'estremi\' a livello compositivo. Queste reviews sono ottime reprise per la golden age dell heavy metal 🤘🎸🍻
Fabio
Sabato 29 Agosto 2026, 20.12.42
4
Oggi invogliato da questa rece, ho riascoltato il vinile, poi non contento ( mi raccomando nella musica e nella vita Never give up, c\'è sempre qualcosa da scoprire ) mi sono rivolto anche ai Ludichrist, band che inglobava anche elementi jazz e blues di \'Immaculate Deception ( fotonici ) a mi piacerebbe una rece del Griso, visto che vedo che è sul pezzo. Poi vedendo i nomi citati in rece, non dimenticatevi anche dei Septic Death ( conosciuti All epoca grazie la Bibbia maximum r\'n\' r ) che venivano definiti hardcore horror, una cosa molto singolare. Comunque non avevo espresso un voto, per me va benissimo quello della rece. Eighties serbatoio inesauribile
Duke
Sabato 29 Agosto 2026, 18.26.21
3
....un classico...del genere crossover....da recuperare sicuramente...85...
LAMBRUSCORE
Sabato 29 Agosto 2026, 17.32.18
2
Non c\'era già la rece? Poco male. Disco che ogni amante del Thrash e dell\'HC deve avere, io ho il vinile tenuto perfettamente. Valido anche il successivo, ma questo qua è una bomba
Fabio
Sabato 29 Agosto 2026, 14.03.17
1
Vero e proprio classico del genere e, come si legge in rece, sicuramente primigeno. Con il secondo Beast On My back e l\'entrata del nuovo chitarrista Ronnie Koebler si spingeranno molto più decisi sul metal e per me è meno convincente e personale, ma questo rimane il loro gioiello. Da notare che a Lenihen si deve la scoperta dei Majesty, che come ben tutti sanno sono l\'incarnazione dei primi Dream Theater, per dire il fermento trasversale che c\'era nell\'area di New York
INFORMAZIONI
1986
Combat Records
Crossover
Tracklist
1. Just Sit There
2. Trapped
3. Interlude
4. Super Tuesday
5. Shits Creek
6. Return to the Womb
7. The Longest War
8. Shot Down
9. Prelude
10. Life of Dreams
11. Brainwashed
12. Faces of Death
13. Hubrun
14. Bullshit Society
15. Live to Work
16. Mr. Hyde
Line Up
Chris Notaro (Voce)
Chuck Lenihan (Chitarra)
David Wynn (Chitarra)
Gary Meskil (Basso)
Dan Richardson (Batteria)
 
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