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Flotsam and Jetsam - Rats in the Temple
30/08/2026
( 1188 letture )
È con una copertina che sembra uscire direttamente dalla saga cinematografica de Lo Hobbit che i veterani dell'Arizona si ripresentano sul mercato, appena due anni dopo l'ultimo I Am the Weapon. Con l'album precedente, questo nuovo Rats in the Temple non condivide soltanto l'imponente dragone sull'artwork, ma anche e soprattutto una ricetta sonora ormai stabilizzatasi da diversi anni a questa parte. Si sa, il suono di un gruppo può evolvere col tempo, in special modo nel corso di carriere quarantennali. Un discorso particolarmente valido per i Flotsam and Jetsam, ormai (sonicamente) parecchio lontani dallo stile che aveva fatto la fortuna dei primi album.

Insomma, il disco numero diciassette degli americani si posa comodamente nel solco dei precedessori, proseguendo un discorso intavolato alcuni anni fa. Leggasi un thrash metal roccioso, relativamente moderno quanto striato da massicce dosi di melodia, in special modo nei refrain. Una musica piuttosto innocua (passateci il termine), almeno se confrontata a quanto fatto da altri colleghi in ambito thrash, ma non per questo priva di potenza. L'iniziale Harvesting the Hate, aperta da un magniloquente quanto fortunatamente breve tappeto orchestrale, mostra che i Nostri sanno ancora menare le mani. Il brano attacca a testa bassa, prima però di stemperare la sua furia in un ritornello melodico e trascinante. Questa dualità -intro e strofa veementi e refrain conciliante- caratterizza pressappoco tutti gli episodi della scaletta, i quali faticano quindi a picchiare dall'inizio alla fine. Bisogna dire che i succitati passaggi melodici non sono né radiofonici né tanto meno zuccherosi, e si incastrano piuttosto bene nella granitica pasta strumentale stesa dai musicisti. Si veda la successiva Damnation, brano scorrevole e vagamente groovvoso, così come First on the Spike, episodio particolarmente possente attraversato da interessanti melodie vocali. Il singer Eric Knutson, unico superstite della formazione dei tempi d'oro assieme al chitarrista Michael Gilbert, firma una prestazione convincente, capace di passare da un timbro acidulo ad un cantato più cartavetroso o melodico alla bisogna. Nulla da dire anche degli altri musicisti, autori di una prova compatta ed efficace, se non esuberante. Vale la pena citare anche la title-track, pezzo che mette sul tavolo un intrigante andamento atmosferico, comunque modellato su una strumentale allo stesso tempo serrata e pregna di melodia, in special modo nel riffing. Bene anche Absolution, decisamente coinvolgente, così come The Ghost Behind my Door, praticamente un brano power metal. Insomma, risulta chiaro che i Flotsam and Jetsam abbiano mestiere ed esperienza da vendere. Pur senza essere imprescindibili, diversi episodi si dimostrano alquanto godibili, oltre che ben confezionati. Purtroppo però, l'album inizia a mostrare un po' la corda con lo scorrere dei brani. Complici anche una manciata di episodi meno ispirati (A Taste for War, Her Blood your Pain, Blame the Knife), la durata totale vicina all'ora si rivela fin troppo lunga per una proposta di questo genere. Per fortuna, Rats in the Temple si chiude con due brani abbastanza interessanti: Anthem for the Broken si distingue per un ritornello particolarmente melodico, mentre Not Goin' Down that Way tenta un linguaggio più arioso nel corso della strofa.

Insomma, il nuovo album dei Flotsam and Jetsam avrebbe senz'altro funzionato meglio con un paio di pezzi in meno in scaletta, ma non è per questo un lavoro scadente. La band mostra un'ottima coesione e una gran facilità a scrivere brani semplici quanto curati e impattanti. È innegabile che i Nostri abbiano toccato i loro migliori livelli da tempo, e nessuno si aspettava grandi cambiamenti di rotta. Da questo punto di vista, Rats in the Temple non riserva nessuna sorpresa, ma risulta almeno coerente con quanto fatto in questi ultimi anni.




VOTO RECENSORE
69
VOTO LETTORI
80.07 su 13 voti [ VOTA]
Noesis
Domenica 13 Settembre 2026, 14.26.22
13
@hellion, e come mai?
Aceshigh
Domenica 13 Settembre 2026, 9.44.21
12
Non male, così come nel caso dell’album precedente. Certamente, guardando anche solo all’ultima fase della discografia, hanno fatto di meglio, per esempio in Blood in The Water o nell’omonimo, ma anche quest’ultima uscita si fa ascoltare tranquillamente. Certo, la durata effettivamente è un po’ eccessiva e non aiuta, 2/3 sforbiciate si potevano dare. Voto 75
Hellion
Martedì 8 Settembre 2026, 19.19.01
11
@Noesis, grazie, ma penso di aver chiuso per sempre con i concerti.
Noesis
Lunedì 7 Settembre 2026, 21.10.35
10
@Hellion se ne hai la possibilità vieni a Verona domenica 15/11 al Damage Inc, ci saranno loro insieme ad altre realtà tra cui i redivivi Touch of Devil da Bergamo, roba per pochi, ma buoni, intenditori
Hellion
Sabato 5 Settembre 2026, 10.05.10
9
@Noesis, mai approfondito i Fifth Angel, devo correre ai ripari.
Noesis
Giovedì 3 Settembre 2026, 22.53.11
8
concordo caro Fabio
Fabio
Giovedì 3 Settembre 2026, 20.26.54
7
Perfettamente d\'accordo Noesis, c\'è da rimpiangere persino Cuatro, che con Kin degli Xentrix e The Ritual dei Testament rappresentavano il \'mainstream\' thrash nel 92, ma almeno avevano appeal
Noesis
Giovedì 3 Settembre 2026, 19.44.14
6
gruppo bollito da circa trenta e passa anni
Franco Baresi
Giovedì 3 Settembre 2026, 19.36.52
5
Capolavoro FLODZILLIANOH!!!!!!!!
Noesis
Giovedì 3 Settembre 2026, 19.29.43
4
@Hellion, io nei Metal Church e nei Fifth Angel
Shock
Martedì 1 Settembre 2026, 22.33.10
3
Album discreto come il precedente, qualche canzone di meno avrebbe giovato, ma la qualità dei primi album è un lontano parente.
Hellion
Martedì 1 Settembre 2026, 19.27.30
2
Ken Mary sembra Portnoy sotto steroidi. Lo preferisco nei lavori degli House of Lords.
Lux Chaos
Domenica 30 Agosto 2026, 23.53.46
1
Mah...li ho amati, ma du palle sto disco! Tanta potenza ma i pezzi veramente vincenti dove sono?!?
INFORMAZIONI
2026
Napalm Records
Thrash
Tracklist
1. Harvesting the Hate
2. Damnation
3. Absolution
4. Blame the Knife
5. Rats in the Temple
6. The Ghost Behind My Door
7. First on the Spike
8. The Edge of Nowhere
9. Last Rites
10. A Taste for War
11. Her Blood Your Pain
12. Anthem for the Broken
13. Not Goin' Down That Way
Line Up
Eric Knutson (Voce)
Michael Gilbert (Chitarra)
Steve Conley (Chitarra)
Bill Bodily (Basso)
Ken Mary (Batteria)
 
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