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17/11/26
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Megascavanger - Toxic Noxious Undeath
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02/09/2026
( 565 letture )
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Il marciume ha bisogno di tempo. Si deposita, penetra, corrode e alla fine torna in superficie sotto una forma ancora più disgustosa di quella che aveva quando è stato sepolto. È esattamente questa la sensazione che accompagna Toxic Noxious Undeath , con il ritorno dei Megascavenger dopo sei anni di silenzio: non un semplice revival del death metal delle origini, ma una vera riesumazione di tutto ciò che nel genere continua a funzionare proprio perché non ha mai avuto bisogno di essere ripulito.
Dietro al progetto c'è ancora una volta Rogga Johansson, figura ormai onnipresente nella scena death metal svedese, qui affiancato da Johan Berglund al basso e Thomas Ohlsson alla batteria. La formula non lascia molto spazio alle interpretazioni: riff pesanti, strutture dirette, melodie oscure e quella particolare atmosfera di decomposizione che appartiene al death metal più marcio e genuino. Ma il vero elemento distintivo del disco è la scelta di affidare ogni brano a un cantante differente. L'idea sulla carta avrebbe potuto trasformarsi facilmente in una semplice parata di nomi illustri. Invece funziona perché le diverse voci non sembrano ospiti inseriti a forza per aumentare il prestigio della tracklist: diventano parte integrante dell'identità dei singoli brani. Kam Lee apre le danze con Graveyard Dreams And Bonehouse Screams, e il suo timbro immediatamente riconoscibile porta con sé quella dose di putrefazione vocale che una canzone del genere pretende. È un'apertura aggressiva, compatta, costruita attorno a riff che puntano dritti alla giugulare senza bisogno di inutili complicazioni. Da lì in poi Toxic Noxious Undeath dimostra di avere una qualità fondamentale per questo tipo di album: non si esaurisce dopo il primo impatto. Corpses Below, Exploding Casket Syndrome e Heading For The Furnace mantengono la stessa identità sonora, ma senza trasformarsi in copie l'una dell'altra. La differenza tra un disco semplicemente “old school” e un disco capace di risultare realmente convincente sta proprio qui: riconoscere immediatamente la propria tradizione senza rimanerne prigionieri. E quando arriva A World Of Fire And Brimstone, il lato più oscuro della proposta prende il sopravvento. Le melodie malinconiche si insinuano tra i riff, il basso di Johan Berglund contribuisce a dare profondità al muro sonoro e la batteria di Thomas Ohlsson mantiene tutto ancorato a una pesantezza che non ha bisogno di correre continuamente per risultare devastante. La voce di Dave Ingram aggiunge ulteriore personalità a un pezzo che riesce a essere atmosferico senza perdere quella brutalità primordiale che rappresenta il cuore del progetto. Il disco continua a muoversi tra questi due estremi: la violenza più immediata e una componente atmosferica che emerge soprattutto nelle melodie e nei lead. Shallow Grave Overflow, con Dave Rotten al microfono, rappresenta probabilmente uno degli episodi più feroci dell'intero album, mentre Fleshburner Yearner, As Purgatory Ascends e Toxic Noxious Undeath confermano quanto sia efficace la scelta di cambiare interprete a ogni traccia. Nonostante il cast stellare, però, i protagonisti rimangono sempre e comunque i Megascavenger: nessun ospite riesce a rubare la scena al songwriting. Ed è proprio il songwriting a rendere il disco più interessante di quanto la semplice etichetta “old-school death metal” potrebbe suggerire. Rogga Johansson non cerca di reinventare il genere, né sembra averne alcuna necessità. I suoi riff prendono una grammatica conosciuta da decenni e la utilizzano con una naturalezza impressionante, alternando accelerazioni, rallentamenti, melodie funeree e passaggi più muscolari. Il risultato è familiare, ma non stanco; nostalgico, ma non nostalgico nel senso peggiore del termine. Le influenze sono tutt'altro che nascoste e, anzi, rappresentano una parte fondamentale del fascino di Toxic Noxious Undeath. Il DNA degli Entombed è evidente soprattutto nel modo in cui i riff vengono costruiti e nel caratteristico approccio svedese alla pesantezza, ma non è l'unico riferimento. Emergono anche le suggestioni più brutali e cavernose dei primi Massacre, mentre alcune melodie e certe aperture più atmosferiche richiamano il death metal europeo degli anni Novanta. È proprio l'equilibrio tra queste componenti a impedire al disco di sembrare una semplice imitazione di una singola scuola: i Megascavenger prendono elementi riconoscibili da epoche e scene differenti, che passando attraverso la penna di Rogga Johansson restituiscono quella patina marcia e nostalgica che ormai è diventata parte integrante della sua identità. Anche la produzione contribuisce alla riuscita dell'operazione. Il lavoro di mix e mastering di Johan Berglund presso Studio Ulgnor mantiene il suono sporco e minaccioso che il genere richiede, senza sacrificare la leggibilità degli strumenti. Non c'è quella patina moderna che rischierebbe di rendere sterile un album costruito proprio sulla sensazione di qualcosa che arriva direttamente da una tomba appena riaperta. Allo stesso modo, l'artwork di Lucretia Morti completa perfettamente l'immaginario del disco, traducendone visivamente la componente tossica, putrescente e apocalittica.
Se Toxic Noxious Undeath ha un limite, è forse lo stesso che accompagna inevitabilmente qualsiasi progetto così fedele alle proprie radici: chi cerca nel death metal sperimentazione, contaminazioni o soluzioni realmente inedite difficilmente troverà qui qualcosa capace di sorprenderlo. Ma sarebbe anche il punto sbagliato da cui giudicarlo. I Megascavenger non vogliono aprire nuove strade: vogliono percorrere quelle vecchie con abbastanza convinzione da dimostrare che non sono ancora morte. E, ironicamente, è proprio questo il tema perfetto per un disco chiamato Toxic Noxious Undeath . Dopo sei anni, il progetto di Rogga Johansson torna fuori dalla terra ancora coperto di fango, veleno e ossa marce. Non ha bisogno di sembrare giovane, moderno o innovativo. Gli basta suonare fottutamente death metal.
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2
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Gran bel dischetto... Dieci punti in più per me li merita tutti perché non inventano nulla, ma sanno dare alla loro musica un bel tocco di personalità... |
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1
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Ma hanno preso il nome da uno dei \"Transformers\"...scusate mi dileguo. |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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Graveyard Dreams and Bonehouse Screams 2. Corpses Below 3. Exploding Casket Syndrome 4. Heading for the Furnace 5. A World of Fire and Brimstone 6. Fleshburner Yearner 7. As Purgatory Ascends 8. Toxic Noxious Undeath 9. Shallow Grave Overflow 10. The Morbid Rides Again
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Line Up
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Rogga Johansson (chitarra) Johan Berglund (basso) Thomas Ohlsson (batteria)
Musicisti ospiti
Kam Lee (voce su traccia 1) Felix Stass (voce su traccia 2) Erik Rundqvist (voce su traccia 3) Max Otero (voce su traccia 4) Dave Ingram (voce su traccia 5) Michael H. Andersen (voce su traccia 6) Jan Bergmann Jepsen (voce su traccia 7) Silvester Koorevaar (voce su traccia 8) Dave Rotten (voce su traccia 9) Peter Svensson (voce su traccia 10)
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RECENSIONI |
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