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17/11/26
KAMELOT + EXIT EDEN + TEMPERANCE
LIVE CLUB - TREZZO SULL\'ADDA (MI)
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16/09/2026
( 1401 letture )
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La copertina del nuovo album degli Sfregio ha di che lasciare interdetti. Dove sono i cazzi? E le donne in tenuta leggera? Al posto di tali, consueti elementi, troviamo un logo parecchio "asciugato" e una semplice foto del gruppo, con le mani cinte in preghiera come unico accenno irriverente. Insomma, tutta questa sobrietà è a dir poco disarmante. Eppure, chi ha seguito con attenzione la traiettoria della band ligure in questi ultimi anni non sarà totalmente sorpreso: già l'ultimo Malmignotta (2024) metteva sul tavolo alcune riflessioni meno gogliardiche, seppur circondate dalle usuali lodi al coito e alla débauche. Due anni fa, il frontman Seth ci aveva d'altronde confidato che l'etichetta di gruppo demenziale iniziava ad stargli stretta. Detto fatto: i Nostri portano oggi all'estremo gli spunti sperimentati sul lavoro precedente e decidono di affrontare un tema tanto vasto quanto sensibile: la religione.
La prima cosa che colpisce all'ascolto è la ritrovata pesantezza sonora delle composizioni. Dopo un album molto melodico e pregno di hard rock, gli Sfregio decidono di inasprire la proposta e tornare in territori più esplicitamente metal. Si veda l'iniziale Battezzata, Go!, breve rasoiata di rara intensità, così come Burqa Ma Donna o ancora Om Jay Gange Mata, lenta e rocciosa. Non mancano però i consueti episodi rockeggianti, così come una ballad e qualche brano dalla costruzione più ambiziosa -ci torneremo. Insomma, musicalmente il gruppo è in gran spolvero -notevole la prestazione del bassista, così come la costruzione dei brani, piuttosto curata e ricca di dettagli interessanti. Arrivati sin qui, sembra quasi che stiamo parlando di un'altra band. Fortunatamente non è così. Il disco suona infatti Sfregio al 100%, e la carica volgare e offensiva dei testi è sempre lì -un titolo come Burqa Ma Donna d'altronde dice tutto. La proverbiale finezza del gruppo si ritrova però incanalata in un discorso più ampio e strutturato. Già, perché il disco non è esattamente un'esegesi dettagliata e mistica dei testi sacri, ma una critica bruciante nei confronti della religione e di tutto ciò che questa comporta. Se Santa Madre Chiesa si ritaglia suo malgrado il ruolo principale, il gruppo non risparmia l'islam, le spiritualità orientali così come, più sorprendentemente, un certo satanismo metallaro di facciata. Ciò detto, la contestazione prende forme piuttosto differenti. Si passa dall'incattivita Jesus Crüe, critica veemente nei confronti di predicatori porta a porta e proseliti vari, al rock piacione ed innocuo di Dio Pop, dove Dio viene descritto nei panni di una rockstar. Nel mezzo troviamo un po' di tutto: Ramadan e Om Jay Gange Mata riprendono il tono irriverente tipico della band, capace di mostrarsi allo stesso tempo polemica e divertita, mentre Fino a Che Son Vivo si rivela una ballata strappamutande dal testo poi non così banale. Le frecciatine e le oscenità non mancano, ma lasciano qua e là spazio a delle riflessioni inaspettate, benché espresse in modo volutamente grossolano. Così Battezzata, Go! e Burqa Ma Donna, brani che denunciano sfruttamento e abusi sulle donne, o ancora la title-track, tirata oseremo dire illuminista contro i dogmi della Chiesa cattolica. Il brano dove questo connubio viene espresso al meglio è senza dubbio Salmo 119, episodio davvero esilarante e ottimamente congegnato, caratterizzato da un inedito andamento sospeso e da un bel solo di chitarra acustica.
Tali accorgimenti sonori non ledono però l'impatto frontale delle canzoni, immediate e decisamente catchy. Come già dimostrato in passato, gli Sfregio eccellono nell'arte di scrivere melodie e ritornelli capaci di stamparsi in testa sin dal primo ascolto. Da questo punto di vista, Non Credo si rivela innanzitutto un platter davvero godibile, oltre che parecchio divertente. È però innegabile che, malgrado tutte le virgolette del caso, certi brani presentino un carattere più impegnato che in passato. Fa forse un po' strano sentire gli Sfregio denunciare i femminicidi o la caccia alle streghe ma, d'altro canto, dopo quasi vent'anni passati a parlare di temi sotto la cintura, capiamo la voglia di passare ad altro. Tanto più che i Nostri non si snaturano e riescono ancora a far ridere (e ad offendere) con facilità. Non saranno dunque gli Sfregio più iconici, ma sicuramente i più interessanti.
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8
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....cretinate per cretini... |
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5
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Grazie della segnalazione, corretto! |
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4
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Grazie della segnalazione, corretto! |
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3
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Pardon volevo scrivere della quarta canzone, buqua invece di burqa |
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2
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....che trashata.....senza h.....per me....puo\' finire nel cestino delle offerte....o della monezza..... |
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1
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Nella tracklist è sbagliato il titolo della seconda canzone. Passando al disco, concordo col giudizio finale. Personalmente preferivo l\'irriverenza degli altri dischi, La critica sulla religione è un tema comodo che acchiappa tutti, effetto more of the same |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. Battezzata, Go! 2. Ramadan 3. Salmo 119 4. Burqa Ma Donna 5. Dio Pop 6. Om Jay Gange Mata 7. Jesus Crüe 8. Fino a Che Son Vivo 9. Non Credo 10. Belzebù
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Line Up
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Seth (Voce, Chitarra) Doctor Rock (Chitarra) Grinder (Basso) Ylme (Batteria)
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