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17/11/26
KAMELOT + EXIT EDEN + TEMPERANCE
LIVE CLUB - TREZZO SULL\'ADDA (MI)
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Music From the Dark - Forever Night
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19/09/2026
( 946 letture )
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Music, when soft voices die, Vibrates in the memory (Percy Bysshe Shelley)
L’improvvisa scomparsa di una persona cara e la sofferenza che ne consegue hanno un impatto devastante sulla vita di chi sopravvive e, se le fasi di elaborazione del lutto tendono ad essere le medesime per chiunque, il modo in cui lo si affronta e si reagisce ad esso segue invece un percorso intimo e personale, dettato dalla sensibilità e dalla volontà dell’individuo. La perdita della madre per Marco Magnoni (membro fondatore e voce dei modenesi Blackage negli anni Novanta) ha significato un temporaneo allontanamento dalla musica, conducendolo a una stasi artistica che ha soffiato venti neri e gelidi tra le sale silenziose di una creatività incrinata. La successiva pandemia globale ha affondato i denti affilati in un momento di massima vulnerabilità; eppure, dall’isolamento, dall’oscurità e dalla solitudine sono germogliati i primi semi di una rinascita, di una lenta e faticosa risalita verso la luce. Armato di una chitarra e di quei dischi che hanno scandito la colonna sonora di una vita, Marco si è rifugiato in un garage e, nelle ore notturne, celato e accolto dalle nebbie della bassa modenese, ha dipinto frammenti e schizzi sonori che nel tempo hanno assunto la forma e la struttura di canzoni, seppure ancora in forma embrionale. Il compito di far risuonare queste note al di fuori dei confini angusti di un garage è toccato all’amico di lunga data, Max Tosi, (ex C.O.P.) che convince Marco a dare i natali a un nuovo progetto musicale; si costituisce così il primo nucleo dei Music From the Dark. Un primo singolo, My Secret Suicide, prende forma e permette alla band di siglare un contratto con la label Wanikiya Record, che promuove attivamente la musica della formazione emiliana. Un piccolo sassolino genera una slavina e vengono pubblicate nuove canzoni, accompagnate da video promozionali di altissima qualità; Mattia Facchini, compagno di Marco nei Blackage, inizia a collaborare attivamente con la band, completando con il suo tocco solistico le composizioni e intervenendo anche in fase di arrangiamento. Dopo anni di sacrifici, i Music From the Dark possono finalmente raccogliere i frutti di un lavoro lungo e faticoso e danno alle stampe, nel settembre del 2026, l’EP d’esordio, Forever Night.
Quattro perle nere costituiscono quest’opera prima, quattro composizioni che si muovono su coordinate che dal gothic metal conducono alla darkwave, passando per il doom, attingendo tanto dalla scuola inglese targata Peaceville quanto dal gothic nordico di band quali Sentenced, The 69 Eyes e HIM. Alla base di ogni canzone risuona una musica crepuscolare e notturna, che vuole essere un’indagine nelle diverse manifestazioni del dolore e della perdita, uno scavare a fondo nell’abisso che si crea nella psiche umana quando viene investita e sommersa dalla sofferenza. Per tutta la durata dell’EP le note non sono mai completamente scisse dai testi: si trova infatti una fortissima sinergia tra musica e parola, un rapporto simbiotico che esalta contemporaneamente suono e significato. Forever Night è emblematica in questo senso, perché dipinge in musica la fine di una relazione tossica dalla quale è quasi impossibile uscire definitivamente. Gli strascichi e i postumi di questo rapporto concluso si sono annidati così in profondità da infestare la mente e il cuore di chi l’ha vissuto, riducendo in macerie la volontà di ripartire e rinascere. Il brano è abilmente giocato sui contrasti tra la pesantezza dei riff, oscuri come macigni, e le aperture melodiche che, complice un coro di voci bianche, fanno assaporare fugaci e illusori momenti di serenità, prima che i riff martellanti, quasi cacofonici, del finale prevalgano definitivamente. La notte eterna e la disperazione finiscono così per vincere sulla speranza, lasciando l’ascoltatore sospeso in un'atmosfera di irrimediabile sconforto. Cry For You si articola su un mid tempo dove affiora l’animo più doom dei Music From the Dark, sostenuto dalle struggenti note della chitarra di Mattia Facchini, qui in grande spolvero. Il brano affronta la scomparsa di una persona cara e il dolore di coloro che devono convivere con il vuoto della perdita. Diversamente da Forever Night, la voce della sei corde si innesta sul canto sofferente di Marco e porta con sé un messaggio consolatorio: la manifestazione del dolore può divenire il terreno fertile dal quale nascono i germogli della rinascita. È una sofferenza ancora presente e tangibile, ma che non si configura più soltanto come un abisso nel quale precipitare; può diventare, al contrario, il punto di partenza di un lento percorso di elaborazione e di riscoperta di sé. In questo senso, Cry For You rappresenta forse il momento più intimamente catartico dell’EP. Blood Dress si muove su coordinate ben diverse rispetto alle prime due composizioni, mettendo in evidenza l’animo decadente e romantico della band. La batteria di Max Tosi alza i giri, conducendo il brano in territori marcatamente gothic rock, con spruzzate di post-punk, e confezionando un pezzo immediato, trascinante e coinvolgente, capace di spezzare il tono malinconico ed elegiaco che domina buona parte dell’EP. Il cambio di passo non tradisce, tuttavia, l'identità della band: anche qui l’oscurità rimane il filo conduttore, ma assume una forma più dinamica e sensuale, quasi febbrile, che rende Blood Dress uno degli episodi più diretti e accessibili del lavoro. A chiudere Forever Night non è altro che il primissimo singolo dei Music From the Dark, My Secret Suicide, brano che ha rappresentato il primo passo di un nuovo viaggio per Marco e i suoi compagni. Diversamente da quanto faccia presupporre il titolo, il brano parla del suicidio emotivo, che avviene a livello mentale: di fronte a un dolore e a una sofferenza soverchianti, è necessario lasciare andare una parte di noi che ci tiene vincolati ad essi, per poter trovare un punto zero interiore e, da lì, iniziare un processo di guarigione e rinascita. Musicalmente, My Secret Suicide è un incontro tra pulsante darkwave e gothic rock, un equilibrio tra atmosfere ombrose e una componente ritmica più incalzante che ben si presta a tradurre in suono il conflitto interiore raccontato dal testo. La scelta di affidargli la chiusura dell’EP assume così anche un valore simbolico: il brano che ha dato origine al progetto diviene idealmente un nuovo punto di partenza. Il nuovo viaggio verrà intrapreso con una consapevolezza diversa, quasi a suggerire che anche dal buio più fitto possa finalmente emergere la possibilità di una nuova alba.
Gli storici compagni di ventura nei C.O.P. e nei Blackage tornano a pubblicare musica scegliendo la strada dell’introspezione e dell’esame di coscienza. Alla rabbia giovanile subentra una riflessione profonda sul dolore e sulla sofferenza, indagati nelle loro molteplici declinazioni: il lutto, l’abbandono, la perdita, l’amore ossessivo sono sentimenti e stati d’animo che la musica dei Music From the Dark accoglie, attraversa e nei quali finisce per immergersi completamente. Gothic, post-punk e doom convivono in una miscela nella quale queste sensazioni amare vengono dosate con equilibrio e sapienza; da navigati musicisti, i Music From the Dark si tengono lontani dagli scogli di una malinconia stucchevole, melensa o superficiale, mettendo a nudo esperienze e sentimenti autentici, senza lasciare spazio all’autocommiserazione o al vittimismo. La loro lama artistica, affilata e a tratti spietata, scava nelle profondità dell’io, portando alla luce ferite, ossessioni e cicatrici che la musica trasforma in materia viva. Da questo abisso sgorga una musica rosso sangue, impetuosa e incontaminata, che non cerca facili consolazioni né scorciatoie emotive, ma trascina l’ascoltatore dentro la sofferenza e lo costringe, quasi per riflesso, a confrontarsi con le proprie zone d’ombra. È proprio in questa capacità di trasformare il dolore individuale in un’esperienza condivisa che risiede una delle qualità più significative dei Music From the Dark: la sofferenza non viene semplicemente raccontata, ma diventa suono, atmosfera e carne. Nonostante alcuni piccoli difetti, primo fra tutti una produzione che in alcuni frangenti tende a soffocare le parti vocali in favore di quelle strumentali, l’opera prima dei Music From the Dark si rivela un vibrante squillo che squarcia le nebbie della Pianura Padana. Forever Night è un esordio oscuro, sofferto e sincero, capace di colpire il segno senza ricorrere a facili artifici, e rappresenta un convincente punto di partenza per dei musicisti che, dopo un lungo percorso di silenzi, perdite e rinascite, sembrano aver finalmente ritrovato la propria voce. Un araldo, si spera, di un futuro ancora tutto da scrivere, da vivere e, soprattutto, da ascoltare.
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4
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Un album sincero, come se ne ascoltano di rado. Anche i video sono ottimi, come scritto nella recensione. |
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3
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Un disco che va dritto alle emozioni. Davvero bello. |
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2
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mi ha ricordato periodo sentenced piu commerciali e molto the cure.. gran bel disco di un gruppo italiano che non conoscevo. Ottima anche recensione molto dettagliata. |
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1
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Disco molto introspettivo come ne escono pochi. Una grande scoperta.
Consiglio ascolto a chi ama sonorità Dark. Peccato siano solo 4 brani. |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. Forever Night 2. Cry For You 3. Blood Dress 4. My Secret Suicide
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Line Up
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Marco Magnoni (Voce, chitarra) Max Tosi (Batteria)
Musicisti Ospiti: Mattia Facchini (Chitarra) DaniCannaDani (Basso, tastiere) Crisitan Agnani (Basso) Betty Tagliati (Voce)
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RECENSIONI |
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