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Kai Hansen - Born with a Hammer
27/09/2026
( 1508 letture )
Ci sono musicisti nei confronti dei quali diventa quasi impossibile mantenere un’assoluta freddezza di giudizio, semplicemente perché senza di loro la musica che amiamo sarebbe stata diversa. Kai Hansen è uno di questi. Prima chitarrista, cantante e soprattutto compositore degli Helloween, poi fondatore e leader incontrastato dei Gamma Ray, l’iconico musicista di Amburgo non si è limitato a partecipare alla nascita del power metal europeo ma ne ha sostanzialmente generato il vocabolario. Da Walls of Jericho ai due immortali Keeper of the Seven Keys, passando successivamente per Heading for Tomorrow, Land of the Free, Somewhere Out in Space e Powerplant, esiste una linea diretta che collega Hansen a una quantità impressionante di gruppi nati negli ultimi trentacinque anni. Melodie solari, accelerazioni speed metal, refrain catchy e pomposi, doppia cassa incessante, armonizzazioni chitarristiche e quella capacità quasi infantile di coniugare epicità e divertimento sono diventati elementi fondamentali di un genere proprio grazie a lui. E se i Gamma Ray hanno progressivamente perso parte dello smalto dei tempi migliori, il recente ritorno negli Helloween ha restituito a Kai un ruolo centrale all’interno di una delle reunion più riuscite dell’heavy metal contemporaneo. In questo quadro arriva Born with a Hammer, secondo vero capitolo della sua avventura solista dopo XXX – Three Decades in Metal del 2016. Stavolta niente parata interminabile di ospiti, Hansen si circonda di una vera band, con i tedeschi Eike Freese, il figlio Tim Hansen, Alexander Dietz e Dan Wilding e rivendica la libertà di fare esattamente ciò che vuole. Concetto assolutamente legittimo, soprattutto per uno che non deve più dimostrare nulla a nessuno. Il problema è che libertà e ispirazione non sono necessariamente sinonimi, e Born with a Hammer finisce troppo spesso per ricordarcelo. Molti testi, però, sono autobiografici e riflettono perfettamente il tono scanzonato, volutamente disimpegnato e quasi anarchico di Hansen, già emerso in brani storici da lui firmati come I Want Out, Ride the Sky e Land of the Free. Anche quando affronta temi più personali o esistenziali, Kai tende a farlo senza assumere pose solenni, mantenendo quella voglia di indipendenza e quella leggerezza ribelle che sono diventate parte integrante della sua identità artistica.

Feeding the Beast parte bene, quasi ingannando l’ascoltatore con un’introduzione più raccolta prima di liberare riff e doppia cassa in territori immediatamente familiari. Il marchio di fabbrica è quello di Hansen e sarebbe difficile confonderlo con qualcun altro, i tempi ricordano Insanity and Genious e la voce non è mai stata tecnicamente perfetta, ma possiede ancora quel timbro nasale, ruvido e immediatamente riconoscibile che rappresenta parte integrante del personaggio. Welcome to Life sposta invece il baricentro verso un hard rock più scanzonato, con qualche venatura punk e addirittura reggae con un’attitudine volutamente leggera, che ricorda a tratti le sonorità sperimentali di Sigh No More. Don’t Care insiste sul lato più diretto e disimpegnato, mentre Wait and See recupera maggiore pesantezza attraverso riff serrati, un andamento più oscuro e qualche elemento elettronico inserito nell’arrangiamento. Fin qui il disco diverte, pur senza lasciare davvero il segno. Il centro dell’album è inevitabilmente la title track Born with a Hammer, oltre otto minuti nei quali Hansen mette dentro praticamente tutto, alternando sezioni heavy, aperture melodiche, cambi di atmosfera e quella teatralità che da sempre appartiene alla sua scrittura. Le intenzioni sono ambiziose e alcuni passaggi funzionano, ma manca quella naturalezza con cui il Kai dei tempi migliori riusciva a trasformare strutture articolate in veri e propri inni, cosa riuscita ad esempio in The Silence dall’esordio con il Raggio Gamma ma anche dalle recenti suite iconiche come Skyfall o Majestic dagli ultimissimi Helloween. I.D.G.A.F. punta invece su un approccio più rozzo e immediato, quasi da dichiarazione programmatica, scanzonata e infarcita di frasi stereotipate, mentre End of the Road ritorna verso un heavy metal tradizionale senza particolari sorprese. Più divertente la breve e veloce Triple Trouble, che recupera almeno in parte lo spirito scanzonato del miglior Hansen, mentre Invaders procede attraverso riff robusti e un ritornello costruito con mestiere. Wonderland chiude senza modificare sostanzialmente l’impressione generale. Tutto è suonato bene, la produzione di Eike Freese, Hansen e Dietz è potente e moderna, e la band svolge egregiamente il proprio compito, quello che manca sono tuttavia e purtroppo le canzoni. O meglio, quelle melodie e quei refrain che un tempo Hansen sembrava estrarre dal cilindro con una facilità quasi irritante e che qui compaiono soltanto a sprazzi.

Ed è proprio qui che assegnare un voto a Born with a Hammer diventa più difficile del previsto. Perché ascoltare Kai Hansen ancora così entusiasta, curioso e desideroso di divertirsi con la musica dopo oltre quarant’anni di carriera fa inevitabilmente piacere. Non siamo davanti a un artista che cerca disperatamente di imitare se stesso, e va riconosciuta anche la volontà di allontanarsi almeno parzialmente dalle coordinate di Helloween e Gamma Ray, inserendo hard rock e qualche soluzione meno prevedibile. Ma una recensione non può trasformarsi in un premio alla carriera. Se sul piatto mettessimo Walls of Jericho, i due Keeper, Heading for Tomorrow, Land of the Free o Somewhere Out in Space, il giudizio riguarderebbe uno dei più grandi songwriter che il metal europeo abbia mai prodotto, limitandoci a queste dieci canzoni, invece, il quadro cambia radicalmente. I riff ci sono, l’energia pure, la personalità ovviamente non manca, ma troppo pochi frangenti rimangono realmente impressi e ancora meno sono quei momenti capaci di farci esclamare che soltanto Hansen avrebbe potuto scriverli. Born with a Hammer è quindi un disco simpatico, spontaneo, a tratti persino divertente, ma a livello compositivo molto modesto rispetto agli standard che il suo stesso autore ha imposto al genere. La sufficienza piena assegnata contiene inevitabilmente anche qualche punto di stima per la carriera, per ciò che questo musicista rappresenta e per il piacere di sentirlo ancora impugnare una chitarra con lo stesso entusiasmo di sempre. Senza quel bagaglio affettivo e storico, probabilmente il giudizio sarebbe persino più severo. Nessuno pretende che Kai Hansen, a sessantatré anni, riscriva ancora Ride the Sky, Future World o Rebellion in Dreamland, è però perfettamente lecito aspettarsi da uno dei padri del power metal qualche canzone destinata a sopravvivere all’entusiasmo dei primi ascolti. In Born with a Hammer, purtroppo, ce ne sono troppo poche. Il martello è ancora saldamente nelle sue mani; questa volta, però, i colpi non fanno abbastanza male.



VOTO RECENSORE
62
VOTO LETTORI
71.12 su 49 voti [ VOTA]
albyfuz
Mercoledì 7 Ottobre 2026, 22.33.57
29
insomma....
Aceshigh
Domenica 4 Ottobre 2026, 10.08.03
28
Oddio, non ha detto molto neanche a me, ma non così tanto da considerarlo una ciofeca. Feeding The Beast è un bel pezzo, purtroppo quello che segue fino a I.D.G.A.F. non mi dice niente (anzi trovo anche qualche passaggio che mi crea imbarazzo). Tuttavia End of The Road, Invaders e Wonderland mi piacciono e risollevano la media. È un album con un approccio decisamente easy e scanzonato, va preso anche un po’ così… alla leggera. Voto 70
Enry
Sabato 3 Ottobre 2026, 21.08.50
27
Dopo 40 anni difficile anche per un fuoriclasse come Kai mantenere alti livelli per tre band. Io mi concentrerei sugli Helloween e, con molta calma, sui Gamma Ray, ma alla fine zio Kai può fare un po\' come gli pare, tanto ormai di \'fan a prescindere \' ne ha a sufficienza.
tuttofare
Sabato 3 Ottobre 2026, 10.45.05
26
contento tu...
Metaldog
Venerdì 2 Ottobre 2026, 18.10.43
25
Se l’ha fatto Kai Hansen, per me va bene, bello o brutto che sia. W Kai Hansen. W il metal 🤘🏻
tuttofare
Venerdì 2 Ottobre 2026, 12.06.14
24
metaldog ma cosa vai blaterando? nessuno si oppone all\'utilizzo della ia negli ambiti in cui e\' effettivamente utile, come il mondo del lavoro e nel potenziamento dell\'automazione. qua stiamo parlando di qualcosa di totalmente diverso, cioe\' l\'espressione artistica. un contenuto artistico (o sedicente tale) fatto con l\'intelligenza artificiale non puo\' ritenersi piu\' degno di essere chiamato cosi\', perche\' non e\' espressione di un artista, ma di un algoritmo. se a te vanno bene le copertine fatte con l\'ia sono affari tuoi, ma non sorprenderti se la maggior parte dei fruitori ne sono schifati
fofo
Venerdì 2 Ottobre 2026, 11.22.45
23
Non si capisce bene sulla base di cosa Metaldog si permetta di rivolgersi con questi toni maleducati a persone che non la pensano come lui. Sarebbe veramente interessante scoprire se parla e si atteggia in questo modo anche dal vivo con sconosciuti che dissentono rispetto alle sue opinioni! Detto questo, sottolineare che l\'IA vada bene \"per la grafica\" e allo stesso tempo dire \"che non vada bene per la musica\", a mio avviso, tradisce una visione dubbia della questione: per quale ragione per la musica non va bene e per la grafica sì? Una volta che si estende la possibilità di utilizzare software di generazione di contenuti per un aspetto artistico del mercato, che differenza c\'è? Non capisco. Non sono particolarmente contento del fatto che uno sconosciuto su un sito mi abbia dato del \"genio ristretto\", dell\' \"ottenebrato\" e soprattutto del \"tipicamente italiano\". Sarebbe bello se chi gestisce la chat sanzionasse comportamenti di questo tipo, dato che siete gli unici che potete fare qualcosa. Dal vivo, di fronte ad un atteggiamento di questo tipo, ci sentiremmo invece più autonomi nell\'eventualità. Ciao!
progster78
Giovedì 1 Ottobre 2026, 14.15.32
22
Ma si,gli si vuole bene 🙂
unkwn
Giovedì 1 Ottobre 2026, 14.12.30
21
i puntini sono la firma distintiva di #duke, non ci vedo niente di male.
progster78
Giovedì 1 Ottobre 2026, 13.51.51
20
Tra poco il buon @Duke utilizzerà anche I trattini così commenterà solo in codice Morse 😁
N�esis
Giovedì 1 Ottobre 2026, 13.27.17
19
Perché dopo ogni 4 parole metti infiniti puntini di sospensione? Non ti hanno insegnato che si usano, semmai, alla fine della frase e tassativamente devono essere 3?
progster78
Giovedì 1 Ottobre 2026, 13.26.56
18
Il disco è sufficiente ma la copertina IA o non IA fa cagare a spruzzo...a questo punto porca miseria prendi un qualsiasi artista e gli fai fare una cover con i metodi tradizionali o se proprio vuoi utilizzare queste tecnologie almeno mettiti d\'impegno...ecchecazzo.
Duke
Giovedì 1 Ottobre 2026, 12.31.16
17
...era un ragionamento di ampio respiro...che colpa ne ho ..se @metaldog...ragiona a compartimenti stagni. ...la grafica?.... meglio un umano che ....usa la sua intelligenza e sensibilità... Che l\' ai....
Metaldog
Giovedì 1 Ottobre 2026, 10.55.10
16
intanto vorrei puntualizzare. stiamo parlando di grafica. mai detto comporre musica o parlato di tracce virtuali ia. cerchiamo di mantenere il contesto. ma vedo che sfortunatamente ce sempre qualche genio ristretto on line. Quindi: GRAFICA SI, MUSICA NO. il futuro della computer grafica è destinato ad interagire con ia, che piaccia o no. Concludo, lartwork è realmente brutto e pacchiano, ma in linea col pensiero Crucco dei personaggi coinvolti, che piaccia o no, il nostro Kai è una istruzione in casa sua... per non parlare di Giappone e sud America, dove di certo non badano alla grafica.
Skydancer
Giovedì 1 Ottobre 2026, 10.06.53
15
Sì ma sta copertina fa vomitare, IA o non IA
Giollo
Giovedì 1 Ottobre 2026, 9.43.43
14
Quella copertina specifica e\' una porcheria da quattro soldi. Non si tratta di \"rifiutare l\'AI\". Se nel 2026 un gruppo famoso fa un sito demmerda con un template basico di Wordpress e uno dice che e\' brutto non e\' che\' sta \"rifiutando il progresso\". Non e\' difficilissimo da capire.
Duke
Giovedì 1 Ottobre 2026, 8.53.10
13
....@metaldog aspetta....che usare l\'ia per comporre musica....sia una prassi .. comune ed accettata...da tutti...e ne riparliamo.....per me da quel momento....non sarà più necessario...comprare nuovi dischi.... Comunque copertina oscena.... meglio il lavoro artigianale....
Metaldog
Giovedì 1 Ottobre 2026, 8.32.13
12
Rifiutare l’IA oggi per paura è come aver rifiutato la TV negli anni \'50 gridando al miracolo del diavolo. La tecnologia non è un mostro da temere, ma uno strumento da governare. Chi si arrocca nel passato si esclude dal futuro. 🚀 tipicamente italiano, ottenebrati Voi 🥱
fofo
Mercoledì 30 Settembre 2026, 13.31.06
11
Abituati tu metaldog!
tuttofare
Mercoledì 30 Settembre 2026, 12.06.52
10
se pubblichi un disco con la copertina fatta dall\'ia significa che della qualita\' del tuo lavoro ti interessa ben poco. la grafica ia sara\' consolidata per meme e volantini della sagra della porchetta, per l\'arte e prodotti di un certo valore serve tutt\'altro impegno
metaldog
Mercoledì 30 Settembre 2026, 11.31.30
9
quindi il problema è la copertina... perche ci sono anche le canzoni da ascoltare. Aggiungo: la grafica supportata da ia ormai è consolidata, abituatevi.
Giollo
Mercoledì 30 Settembre 2026, 11.22.03
8
Nato e cresciuto nel mito di Kai Hansen. Ma questa copertina da quattro soldi fatta con un tool di IA gratuito e\' un insulto. Saro\' esagerato ma mi ha fatto proprio passare la voglia di ascoltare il disco. Avevo ascoltato le prime due tracce quando sono uscite e sinceramente, con tuta la stima del mondo ma e\' un \"no grazie\".
Schlackter
Mercoledì 30 Settembre 2026, 9.42.24
7
Il voto e’ giusto, disco mediocre ma passabile
tuttofare
Lunedì 28 Settembre 2026, 12.43.11
6
\"La sufficienza piena assegnata contiene inevitabilmente anche qualche punto di stima per la carriera\" ma perche\'?? dovete recensire il disco in se\', non la carriera. se il disco e\' una merda dategli 40 come merita, nessuno si offende
tuttofare
Lunedì 28 Settembre 2026, 12.39.26
5
con che coraggio hanno approvato quella copertina orrenda fatta con l\'ia?
Victory
Lunedì 28 Settembre 2026, 11.04.58
4
spazzatura
Mauro \"My Refuge\"
Lunedì 28 Settembre 2026, 10.09.13
3
Provo per Kai Hansen un affetto ed una stima che provo per pochi musicisti, ha influenzato la mia passione e dedizione alla musica, sia da ascoltatore che da musicista (non professionista) olre che legare ricordi dell\'adolescenza alla sua musica. Con una carriera come la sua c\'è poco da dimostrare a 60 anni suonati, giusto anche che fuori dalle band principali un musicista dia voce a qualcosa di diverso, nel suo caso non prettamente power o heavy, tutto giusto... tuttavia fallo bene, perchè a parte una manciata di idee interessanti il disco è proprio brutto!
Masterburner
Lunedì 28 Settembre 2026, 9.35.35
2
Veramente avrei delle remore a mettere un cd con una copertina del genere nella mia collezione
Vitadathrasher
Lunedì 28 Settembre 2026, 8.48.51
1
Con una copertina così, questa recensione e voto lettori non lo ascolterò nemmeno.
INFORMAZIONI
2026
earMUSIC
Power
Tracklist
1. Feeding the Beast
2. Welcome to Life
3. Don’t Care
4. Wait and See
5. Born with a Hammer
6. I.D.G.A.F.
7. End of the Road
8. Triple Trouble
9. Invaders
10. Wonderland
Line Up
Kai Hansen (Voce, Chitarra)
Eike Freese (Chitarra)
Tim Hansen (Chitarra)
Alexander Dietz (Basso)
Dan Wilding (Batteria)
 
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