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17/11/26
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LIVE CLUB - TREZZO SULL\'ADDA (MI)
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Uncle Acid and the Deadbeats - Shapes of Midnight
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27/09/2026
( 1032 letture )
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Dopo L’ora blu del 2024, gli Uncle Acid & The Deadbeats ritornano con questo Shapes of Midnight, alle loro sonorità più canoniche. L’esperimento della colonna sonora, ispirata ai capolavori cinematografici italiani degli anni 70’ di genere poliziesco o giallo, era un piccolo gioiello sonoro, puntuale per quell’esatto momento, necessario per K.R. Starss e soci a recuperare una creatività che per quanto viva in lavori come Night Creeper e Wasteland, non era così viva dai tempi di Mind Control. Shapes of Midnight recupera le atmosfere acide, il riffing accattivante e la melodia di quella voce acuta e psicotica e per questo irresistibile. L’importanza dell’aura del disco si denota sin dalla cover art, minimale semplice e priva di ritocco dovuto all’IA: solo la foto di una magione a tinte violacee ed in negativo che ci immerge in un affascinante clima gotico che sarà presente per l’intera durata del full length.
L’opener di House by the Grave, ci pone dinanzi all’evidenza del talento dello Zio Acido, l’organo suonato dal frontman caratterizza in maniera peculiare questo combo doom che a tratti sembra cogliere più dai Beatles che dai Black Sabbath, nonostante il riffing non tradisca l’appartenenza. L’organo nell’outro diviene forsennato, con un grande lavoro ritmico di Jon Rice e Justin Smith, specialmente il primo nel pieno di un’estasi batteristica. È la title track a riapripe il mondo psichedelico degli Uncle Acid & The Deadbeats, chitarre fuzzose e fraseggi bassistici reggono l’assetto del brano, perfettamente amalgamati alle vocalità di Starss. Il solo si snoda in più sezioni, con l’alternanza tra Starrs e Stokes, poi l’organo annebbia momentaneamente di oscurità la traccia, introducendo poi allo spasmodico ritorno alla strofa e al tormentato urlo finale del frontman. Sempre il fuzz introduce il conforto gotico di When Evil Wakes. Il passaggio spettrale mostra postumi spettrali –a dir la verità mai mancanti-, cadenzati e retti dal mid-tempo di Rice, tra snodi chitarristici e progressioni bassistiche. A sorpresa un riff affilato ci accompagna in territori più ritmati, in Don’t Let it To Control You, il sound è così carico e ballabile da rievocare alcuni brani di Billy Idol, anche il solo è dello stesso tenore, da sembrare un tributo allo stesso Idol nel suo finale. Ci si accorge da questo momento, come le tracce a seguire, pur mantenendo una propria identità nel genere di identificazione, risultino legate a sonorità elettroniche, sfiorando la dark e la new wave. Tutto ciò è sorprendentemente maturo, tale da avere un richiamo all’AOR con il riff di Psycho on the loose. I Won’t Sleep Till You’re Gone, pur mantenendo l’incedere tipico dei britannici, risulta meno oscura e l’aggiunta del sassofono di Rachel Burnett permette al brano di suonare jazzistico, mentre Smith si lancia in un “walking” da manuale seguito da un Rice in swing. Starss diviene improvvisamente demoniaco, un oracolo notturno, perentorio dopo le sue incursioni jazz. The Other Side of the Sky, ribadisce le influenze hard rock, ma anche qui è forte l’identità del progetto, capace di connotare composizioni apparentemente semplici, rendendole atmosferiche grazie a qualche artifizio, su tutti il modo di utilizzare l’organo, si potrebbe definire prog per la miriade di evoluzioni e sonorità presenti e, infatti, Sleep No more non delude chiudendo il disco, avanzando tra il blues e il dark sound. Da una parte lo standard ridondante ed esasperato, dall’altro l’oscurità di un organo e la discesa cromatica del bridge, incedendo finché il cantato non diviene disturbante e abissale, una distorsione, un sussurro baritonale e innaturale.
Un gradito ritorno che a distanza di anni continua a proporre musica di una certa qualità e quando sembra che gli Uncle Acid & The Deadbeats non abbiano più nulla da dire, ci mostrano come la mezzanotte possa avere più sfumature così quante le influenze presenti in questo disco, permettendo di farsi riconoscere e di evolversi a loro modo e mostrandoci come la coerenza possa passare attraverso a pause strategiche e a cambi di paradigma, che fortunatamente sono in grado di indicare nuovamente la rotta corretta.
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#11, no no intendevo i Gorillaz, quegli altri non li ho nemmeno mai sentiti nominare. È brutto farsi dire da un cartone animato che devi smettere di suonare. |
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Già Albarn aveva rotto i coglioni con i Blur (cmq meglio degli Oasis),ci mancavano anche i Gorillaz...ma porca putt...  |
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11
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#No Fun: Le band \"virtuali\" non si sciolgono mai XD. Pure uscito l\'ultimo album quest\'anno (The Mountain, il nono, da non confondere col terzo degli Haken). O forse ti confondevi con i The Good, the Bad & the Queen. Anche perché, con la quantità immensa di pubblicità aggratis (positiva e negativa) che entrambi hanno ottenuto, vorrei vedere se non risuccede nel 2027. |
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#No Fun...\"ordini dall\'alto\". Non penso si siano menati  |
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I Gorillaz? Esistono ancora? Ma pensa te. E che hanno fatto, si sono menati? |
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#No Fun,avevo letto qualche mese fa che sono stati costretti ad interrompere il loro concerto perché i Gorillaz che si stavano esibendo in contemporanea su un altro palco si erano lamentati del loro volume troppo alto. |
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Che è successo al Roskilde? |
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Ho dimenticato di dire che la Killer Candy Records è effettivamente LA label del gruppo, nel senso che è distribuzione indipendente all\'ordine di 100 copie per tiratura circa. Ma mentre i precedenti poi venivano ri-stampati dalla Rise Above Records e dalla Metal Blade Records (ANNI dopo la pubblicazione) e per un periodo stavano sotto Rise Above stessa, dopo l\'ultimo del 2024 sono tornati indipendenti. Se fossero una realtà veramente affermata, poi, non sarebbe scoppiata nessuna polemica al Roskilde Festival quest\'anno. |
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Ma già il precedente era difficile da reperire, secondo me è la loro etichetta che non ha distribuzione, ed è strano perché ormai sono una realtà affermata. |
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@Transcendence: Grazie per la segnalazione, fino a pochi giorni fa su Discogs trovavo solo LP. Incredibile il fatto che sul sito di Killer Candy fosse già sold out il giorno stesso dell’uscita…sono anni che compro CD in rete e non mi è mai capitato neanche con la più piccola realtà underground. Su altri siti l’ho trovato con spese di spedizione e di importazione che fanno piangere il portafoglio. |
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3
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@Magnus: Su Discogs a 21 o 39 euro da 2 utenti, se invece si va nel sito
KILLER CANDY RECORDS viene dato tutto sold out, vuoi vedere che i bagarini dai concerti sono arrivati alle vendite di album? |
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Solo io ho enormi difficoltà nel reperire il CD? |
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Ascoltato al volo, devo approfondirlo, ma a primo impatto mi sembra sempre la stessa cosa prodotta negli anni. 88 mi sembra un voto inverosimile |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. House by the Grave 2. Shapes of Midnight 3. When Evil Wakes 4. Don’t Let It Control You 5. Psycho on the Loose 6. I Won’t Sleep (‘til You’re Gone) 7. The Other Side of the Sky 8. Sleep No More
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Line Up
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K.R. Starrs (Voce, Chitarra, Organo, Chitarra Acustica, Tastiera) Vaughn Stokes (Chitarra, cori) Justin Smith (Basso) Jon Rice (Batteria)
Musicista Ospite Rachel Burnett (Sassofono, Cori)
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