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17/11/26
KAMELOT + EXIT EDEN + TEMPERANCE
LIVE CLUB - TREZZO SULL\'ADDA (MI)
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Critical Defiance - Rivers of Blood
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27/09/2026
( 1296 letture )
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Disco numero quattro dei Critical Defiance, Rivers of Blood prosegue la personalissima evoluzione intrapresa dai cileni nel corso degli ultimi anni. Partiti come efferati distributori di mazzate -sentite a tal senso il validissimo No Life Forms del 2022, i Nostri hanno progressivamente raffinato la propria proposta, apertasi dal successivo The Search Won't Fall a strutture più ampie e ad influenze più peculiari. Ciò non ha però minimamente compromesso la forza d'urto sprigionata dalla compagine di Valparaíso, che resta ancorata a quel thrash metal bestiale di chiaro gusto sudamericano. Il nuovo nato conferma dunque questa dualità, mantenendosi in equilibrio tra estrema veemenza da un lato e inaspettati accorgimenti dall'altro, riuscendo pure ad includere alcuni lievi novità.
Queste non ci mettono molto a palesarsi. L'intro acustico Red Omen ha il pregio di immergere l'ascoltatore nell'affascinante universo dei Critical Defiance, aprendo l'album in maniera decisamente soffusa, in grande contrasto con la crudezza della copertina e di quanto seguirà di lì a poco. La successiva Innate to Kill si rivela in effetti particolarmente sanguinaria, un attacco di thrash sudamericano in piena regola: leggasi un effetto “colata di lava”, velocità elevatissime ed una batteria lanciata a mille chilometri orari. Segnaliamo l'imponente lavoro al basso del nuovo arrivato Diego Tello, davvero gustoso, così come la produzione, estremamente vivida, quasi confusionaria, perfetta per enfatizzare la violenza dell'attacco frontale sferrato dai Nostri. Il brano è altresì attraversato da gelide quanto inedite pennellate black metal, le piccole novità alle quali si è poc'anzi accennato. Tali influssi si ritrovano anche nell'altrettanto virulenta Dead Tongues, mentre The Feeling Destroyer, malgrado un avvio cadenzato tipicamente slayeriano, si dimostra piuttosto ortodossa una volta recuperata un'elevata velocità di crociera. La conclusiva Glorify War, breve e furibonda, chiude la sezione più veemente e tradizionalista dal disco, la quale dimostra un'efficacia addirittura stordente. L'album si completa con la strumentale The Ceremony of the Final Call, poco più di un breve intermezzo atmosferico, e di due episodi un po' a parte. La title-track opta per un andamento strisciante e purulento, abbandonando momentaneamente velocità ed intensità in favore di un incedere cadenzato, quasi ipnotico, comunque decisamente efficace, mentre Valparaíso permette ai Critical Defiance di sfogare tutta la loro vulcanica ambizione. Lungo quasi otto minuti, cantato in spagnolo, il brano alterna suggestive progressioni acustiche al consueto martellamento sonoro, irto di svolte, ripartenze e assoli lancinanti. Notevole la lunga porzione atmosferica che interviene a metà del pezzo, prima che i Nostri ritornino a picchiare come si deve.
Rivers of Blood passa dunque in rassegna parecchi linguaggi coniati dal combo cileno, cementati da un tessuto sonoro particolarmente denso. Dalle tipiche rasoiate thrash made in Chile, talvolta portate all'estremo dalle precitate intuizioni black metal, agli esperimenti di Valparaíso, dai passaggi impattanti ai frequenti intermezzi acustici ed umori misterici, il quarto album dei Critical Defiance mostra una varietà rara, comunque impacchettata in un prodotto compatto e relativamente breve, e quindi facilmente digeribile. Soprattutto, il disco mostra un gruppo estremamente padrone dei propri mezzi, e che ha deciso (osato?) uscire dal seminato per elaborare uno stile personale. Se ad un primo ascolto Rivers of Blood può risultare sfilacciato, il disco acquista spessore col passare degli ascolti, rivelandosi allo stesso tempo ideale per scapocciare e per apprezzare un ascolto più impegnato.
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Sì d.r.i. poi con quei nomi del cas lì, a proposito di fiori, non so se conosci i True Love, hanno copertine coi fiori, ma fanno hardcore bello tosto  |
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Aaaah banzai era per dire che erano jappi, grazie |
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@ d.r.i. , si chiamano RoseRose o anche Rose Rose e sono giapponesi, dovresti conoscerli sul tubo e sull\'enciclopedia trovi tutto |
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@Lambru: banzai rose non trovo nulla |
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Quanti messaggi così precisi e puntigliosi, candidatevi per la redazione. E non dite che non avete tempo visto il numero e la lunghezza dei messaggi. |
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@Tatore sei più permaloso di me |
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@Nofun Purtroppo c\'è una cazzolunghite imperante e una totale incapacità di cogliere l\'ironia (e il sarcasmo) di alcuni commenti. Tornerò a commentare solo i Witherfall, quando rilasceranno il prossimo capolavoro |
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Ma senza scervellarsi più di tanto c\'è scritto pure nella rece qui sopra che ci sono \"gelide quanto inedite pennellate black metal\" |
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Allora, ho ascoltato l\'album per intero e in effetti il thrash c\'è. Nel complesso quindi \"blackened thrash\" calza perfettamente. Ma al di là delle categorizzazioni l\'album mi è piaciuto ed è questo che conta, fosse anche bossa nova. |
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Da varie recensioni: Dead Rhetoric (rec. del precedente), \"injecting blackened tremolo riffs\", \"incorporating speedy thrash with blackened / traditional influences\". Mystification Zine, rec. di questo: \"with the scaling, sorta-blackened thrash attack of opener “Innate to Kill\". Pure su Metal Archives vengono usati i termini \"blackened thrash\" e \"blackened edge\", forse non ci si rende conto quanto pesantemente il black abbia influenzato tutto il panorama metal odierno (ve la ricordate \"Infanticide A.I.\" dall\'ultimo dei Testamento?). |
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Veramente l\'hanno scritto al commento n.16 che usano dei riff tipici dei Mayhem e altri gruppi black. Io l\'ho solo ribadito, perchè è vero. |
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Cosa c\'entrano i Mayhem con questo gruppo poi.. Lo sai solo tu |
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@lisablack: non dubito che piacciano. Li trovo solo superflui, innocui, senza spessore. I Mayhem che abbiamo citato per confronto, invece, mi sono sempre piaciuti dall\'inizio fino all\'ultimo disco, perchè hanno una grande personalità pur cambiando nel corso degli anni. Li trovo meravigliosamente maligni! Credibili. Non sembrano dei ragazzini che vogliono fare i cattivi a tutti i costi scopiazzando a destra e a manca, come questi Critical Defiance. Ascolto musica da molti anni e sono diventato un po\' selettivo. Proposte ce ne sono veramente tantissime, anche troppe e se non mi trasmette qualcosa e se non ci trovo della personalità io passo oltre. Non è cattiveria, è mancanza di tempo. |
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Mi dispiace Uno.. Questa band piace e ha tutti i motivi per esistere, il tuo lavoro di inquisitore, non serve a nulla.. 🤷 |
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nessuno nomina i sarcofago? a parte riconoscere naturalmente la componente black, i sarcofago sono i primi che mi sono venuti in mente. |
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Incuriosito dal commento fiume di Transcendence ho provato ad ascoltare qualcosa di questa band, tralasciando i miei gusti personali. Concordo nel dire che non è thrash nè proto-thrash. Ci sono molti elementi black, gli accordi minori alla Mayhem, la quasi assenza di palm muting, la voce harsh, i blast beat alternati a 4/4 cadenzati, eccetera. Ma non mi sembra possa soddisfare gli amanti del black in senso stretto. Preso così com\'è questo lavoro, pur esprimendo bene ed efficacemente quel tipo di intenzione e miscelando intelligentemente diverse influenze, secondo me musicalmente è pochissima roba. Sono più che altro riff e pattern già sentiti e suonati con piattezza, come la voce monocorde e inespressiva dall\'inizio alla fine. Non ho trovato un motivo particolare che mi faccia pensare che questa band abbia motivo di esistere e di meritare un posto nel panorama (già fin troppo nutrito) delle band black. |
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A chi interessa roba più Thrash /Crossover, i banzai RoseRose hanno fatto un disco anche quest\'anno, dovrebbero essere vecchi pezzi riregistrati, davvero validi, come altri album della loro semisconosciuta carriera. |
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Ma quanto è figo questo disco... dalla copertina non gli avrei dato due lire... e invece... |
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Questi comenti sono poco foodish |
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@tatore Nel metal ci sono tanti generi diversi: l’**heavy** è quello più classico e melodico, il **thrash** è veloce e aggressivo, il **death** è molto pesante e gutturale, mentre il **black** è più oscuro e atmosferico. Il **doom** è lento e malinconico, il **power** più melodico ed epico, mentre il **progressive** è tecnico e complesso. Poi ci sono generi più moderni come **nu metal** e **metalcore**, che mescolano il metal con altri stili.
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Transcendence hai perfettamente riassunto il mio pensiero |
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Non ho (ancora) ascoltato l\'album ma quello condiviso è un buon pezzo tirato di Black Metal. Me lo segno. La copertina invece, quella sì, molto Thrash. |
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Nemmeno io riesco a riassumere il messaggio di Transcendence |
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Io ci sento 3 parti di Prosecco, 2 parti di Campari, 1 parte di Soda o Acqua frizzante e tanto ghiaccio a cubetti. Con 1 fetta d\'arancia per guarnire sarebbe un disco da 85
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Io sono d:accordo con Trascendence. |
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Le marcate influenze dei primi gruppi black brasiliani, quali i Vulcano, si fondono egregiamente con i richiami a gruppi quali i Parabellum colombiani trovando un\'alchimia non banale. Le dissonanze disarmoniche si evolvono naturalmente in un\'esplosione di violenza e tecnica mai banale. |
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dato che sono una capra e sono rimasto al flauto delle medie capisco quello che dice @Tatore, però dai ho dato un ascolto e sì effettivamente sembra black metal pure a me e concordo anche con il #10 sul riff burzumesco. |
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@tatore ma vai ad ascoltare altro |
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Dopo l\'ascolto del brano ho pensato anch\'io che questo è black metal, ma tutto sommato definirlo thrash non è errato: Venom, Sodom e Possessed, escludendo le commistioni elettroniche e orchestrali il black metal è già tutto lì. |
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@Tatore. Come facciamo? Con lo stesso criterio grazie al quale riusciamo a distinguere 4 dischi diversi di gente come Miles Davis, John Coltrane, Aerosmith e altra gente che riesce a saltare di palo in frasca in diverse forme musicali nell\'arco della propria carriera invece di fare la stessa identica cosa: decenni di esperienza, conoscenza di teoria musicale, arrangiamento, se uno suona uno strumento è ancora più facilitato. Basta fare i paragoni con Misconception (Mi a vuoto randellati fino allo sfinimento come nei vecchi Kreator) e quello che è venuto dopo. Già su No Life Forms apparivano melodie cromatiche, arrangiamenti e tendenze death/black di derivazione Sadus/primi Sepultura che su The Search Won´t Fall si fecero ancora più evidenti con aumento di tecnica, tempi ancora più veloci al limite col blast-beat e sempre meno palm-muting. Se non si riconoscono questi dettagli e non si riesce a distinguere questa roba da altra gente definita retro-thrash Municipal Waste, Toxic Holocaust, Warbringer, Bonded by Blood, Havok o Evile, allora tanto vale ascoltare uno o l\'altro, tanto è la stessa cosa, no? Ennò... Basta prendere solo la chitarra lead su \" Long Distance (The What`s to Come)\" a circa 4:08 di durata, NESSUN gruppo retro-thrash o thrash d\'anni fa mai uso di accordi minori pieni con terza senza palm-muting senza armonizzazione in scala, cosa che invece facevano e fanno Mayhem, Ondskapt, Dimmu Borgir, Satyricon, Watain e altra gente che col thrash anni 80 c\'entra un fico secco. Produzione più che confusa è diversa, volumi più alti in generale, soprattutto le chitarre che qua sono più alte di tutti e stra-piene di medie rispetto ai precedenti, a discapito del basso e della batteria, è semplicemente un bilanciamento diverso, non proprio sbagliato, ma unito appunto al fatto di suonare in sedicesimi/trentaduesimi con poco palm-muting contribuisce all\'effetto \"caos\" di cui il black metal fa il proprio stendardo. Voce peggiorata non direi, fa uso di più registro fry e false corde vocali perché a forza di sgolarsi nei precedenti, Felipe Alvarado ha perso quel minimo di voce che aveva. |
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Uno.. Io non ho ancora capito cosa ascolti, hai detto solo la fregnaccia che ti piacciono gli Immolation 🤣, hai detto un nome a caso perché sono sicura che neanche li conosci.. |
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Ma io vi ammiro, devo essere sincero: riuscite a percepire tutte queste sfumature, tra influenze e riff di questa o quella derivazione. Ma come cacchio fate? Io ascolto \'sta roba e non riesco a capire un kaiser...tra l\'altro anche la recensione parla di produzione \"...quasi confusionaria\". Forse sarà l\'età |
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Concordo con Lambruscore, i primi non erano niente male, questo mi sa di poco, riff ridondanti e voce peggiorata di molto. |
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...in effetti... influenza di matrice black... piuttosto evidente....nulla di eccezionale....nella media delle uscite.... degli ultimi anni.....65.... |
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Ormai per capire se un album possa piacermi o no, non serve leggere la recensione, mi basta leggere i commenti! Mi avete convinto a NON ascoltarlo!!  |
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\"Napalm Death\"? \"Thrash old school\"? Appena ascoltata \"Innate to Kill\", riff d\'apertura assolutamente Dissection, follow-up nelle strofe tutto Darkthrone, un riff derivato da \"A Lost Forgotten Sad Spirit\" da Burzum, voce tendente allo shriek, chitarre con poco palm-muting e molto tremolo, ritmiche e cromatismi di derivazione Merciless (quelli di The Awakening), questo è smaccatamente BLACK metal, tutta un\'altra cosa rispetto ai precedenti e, guarda un po\', con una parvenza di decenza. |
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Esatto.. Sono una \"toscanaccia\" molto tosta🤣.. Rik compra quello dei Game Over, non è un ordine ma un consiglio 🤟 |
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@LAMBRUSCORE, non penso proprio che la @lisablack pianga per un commento di disapprovazione musicale. LAMBRUSCORE la lisablack è troppo \'tosta\' 🔥 |
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Sembrano un mix tra il vecchio trash death metal e i napalm death della fase più schizzata.... Non sono male perlomeno si distinguono bene nella massa del thrash . |
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@Rik bay...mo no dai, che col tuo commento la fai piangere Ho riascoltato gli altri album, per me il migliore rimane il primo, Misconception, veramente un esordio da paura.. |
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Ciao lisablack 🔥, con rammarico, devo fare mie le parole di @Tatore #4: questo tipo di thrash proprio non riesco a farmelo piacere 🤷. Non so, è fuori dal mio concetto di thrash old school. Ho ascoltato l ultimo album degli Xion: ecco lì ci siamo alla grandissima, thrash bay area at the best 🤘🎸🍻 |
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Questo modo di fare thrash proprio non riesco a farmelo piacere |
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Bello, forse meno del precedente ma promossi! |
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Sono bravi eccome, vieni Rik qui c\'è roba per te🤟 |
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Sanno suonare e su questo non c\'erano dubbi. Il disco però nn mi ha preso troppo, dovrò risentirlo più volte. |
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INFORMAZIONI |
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Dying Victims Productions
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Tracklist
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1. Red Omen 2. Innate to Kill 3. The Feeling Destroyer 4. Rivers of Blood 5. Valparaíso 6. Dead Tongues 7. Ceremony of the Final Call 8. Glorify War
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Line Up
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Felipe Alvarado (Voce, Chitarra) Mauricio Toledo (Chitarra) Sebastián Palominos (Chitarra) Diego Tello (Basso) Rodrigo Poblete (Batteria)
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RECENSIONI |
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