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17/11/26
KAMELOT + EXIT EDEN + TEMPERANCE
LIVE CLUB - TREZZO SULL\'ADDA (MI)
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Tom Morello - Everyone Gets Everything They Want
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03/10/2026
( 910 letture )
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Tom Morello per me rimane inevitabilmente legato a un periodo preciso della mia vita. Adolescenza, rabbia politica e quella chitarra che sembrava provenire da qualsiasi cosa tranne che da una chitarra. Sarebbe però ingeneroso ridurlo soltanto al ricordo di quegli anni. Morello è stato uno dei chitarristi più influenti del rock degli ultimi decenni e soprattutto uno che non ha mai avuto paura di sporcarsi le mani con generi e collaborazioni differenti. Il problema è che questa curiosità non ha sempre prodotto risultati memorabili. Everyone Gets Everything They Want conferma abbastanza bene questa sensazione. Morello prova a raccogliere praticamente tutte le proprie anime in un unico disco, passando dall'hard rock al rap, dall'elettronica al folk di protesta, ma il risultato funziona soltanto a intermittenza.
Beth from Electronics dura pochissimo e serve soprattutto a preparare il terreno alla title track, dove riff pesanti e groove rallentato mostrano immediatamente un Morello riconoscibile senza trasformare il pezzo in una semplice esibizione chitarristica. È una caratteristica importante dell'intero album, che suona molto più come il lavoro di una vera band piuttosto che quello di un guitar hero deciso a ricordare continuamente quanto sia bravo. Tra gli episodi migliori figurano Adjourn It, soprattutto grazie a Serj Tankian, che porta nel brano una dose di follia vocale che si sposa bene con le solite invenzioni chitarristiche di Morello. Everything Burns con i Beartooth punta invece su un approccio decisamente più moderno e immediato. Caleb Shomo domina la scena e il ritornello funziona, anche se tutto appare studiato per arrivare rapidamente all'impatto senza lasciare molto altro dopo il passaggio iniziale. Soldier in the Army of Love guarda ancora più apertamente al passato. Ci sono il groove, il coro gospel e persino Morello che prova a occupare uno spazio vocale che inevitabilmente fa pensare a Zack de la Rocha. Il problema è proprio questo. La chitarra rimane quella di sempre, mentre quando cerca di trasformarsi anche nel frontman che quei riff dovrebbero accompagnare la differenza diventa evidente. Date Night è probabilmente il brano migliore. Cambia ritmo continuamente, possiede una buona energia e soprattutto riesce a utilizzare la voce trattata di Morello senza farla sembrare necessariamente un limite. Anche le chitarre funzionano molto bene e ricordano quanto il suo modo di costruire un riff rimanga immediatamente riconoscibile dopo tanti anni. Molto meno convincente I Am Not Yours to Command, dove l'incontro tra generi differenti appare forzato e la componente più riflessiva finisce per diventare eccessivamente enfatica. Non mi convince nemmeno Unconquered con i Kneecap. L'unione tra elettronica e rap punk avrebbe potuto produrre qualcosa di devastante, invece rimane un brano piuttosto prevedibile. La parte finale cambia nuovamente atmosfera e riporta Morello verso territori molto più vicini al Nightwatchman. The Last Rung on the Ladder e They Can't Kill Us All abbassano il volume e riportano al centro folk, chitarra acustica e messaggio politico. Non sono necessariamente le canzoni più forti del disco, ma almeno sembrano nascere da una dimensione nella quale Morello si muove senza dover dimostrare nulla.
Interessante anche la presenza del figlio Roman Morello, coinvolto in cinque brani. Più che trasformare il disco in una questione familiare, il suo contributo rafforza quella sensazione di lavoro collettivo che attraversa buona parte dell'album. Everyone Gets Everything They Want rimane così un disco estremamente riconoscibile e allo stesso tempo stranamente discontinuo. Dentro c'è praticamente tutto Tom Morello: il chitarrista, l'attivista, il rocker, il musicista folk e l'uomo che continua a cercare collaborazioni invece di vivere soltanto del proprio passato. Il suo messaggio non è cambiato e probabilmente non cambierà mai. Nemmeno il talento con la sei corde sembra essersi consumato. Quello che manca sono semplicemente più canzoni capaci di reggere il peso del nome che compare sulla copertina. Qualche episodio funziona molto bene, altri passano senza lasciare particolari conseguenze. Alla fine rimane un album gradevole, energico quando serve e sicuramente sincero nelle intenzioni, ma niente di più.
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Non mi è dispiaciuto affatto, come dice @Emiliano76, godibile. Sia in alcuni episodi acustici che nei consueti e riconoscibilissimi brani stile RATM/Audioslave. Curioso che su Spotify il disco abbia due tracce in più ed un ordine diverso... |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. Beth from Electronics 2. Everyone Gets Everything They Want 3. Adjourn It 4. Everything Burns 5. Soldier in the Army of Love 6. Date Night 7. I Am Not Yours to Command 8. Unconquered 9. The Last Rung on the Ladder 10. They Can't Kill Us All
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Line Up
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Tom Morello (Voce, chitarra) Roman Morello (Chitarra)
Musicisti Ospiti: Serj Tankian (Voce) Caleb Shomo (Voce) Kneecap (Voce)
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RECENSIONI |
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