IN EVIDENZA
Album

Immolation
Descent
Autoprodotti

Archspire
Too Fast to Die
CERCA
RICERCA RECENSIONI
PER GENERE
PER ANNO
PER FASCIA DI VOTO
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

20/04/26
TONS
Stoned Villains

23/04/26
URAL
Anthropic Genetic Involution

24/04/26
RIVERFLAME
Lunar Crusades

24/04/26
AVERSIO HUMANITATIS
To Become the Endless Static

24/04/26
DRUDKH
Thaw

24/04/26
HOKKA
Via Miseria IV

24/04/26
ARCHAIC OATH
Determined to Death and Beyond

24/04/26
DEMON SPELL
Blessed Be the Dark

24/04/26
GUS G.
Steel Burner

24/04/26
PIG`S BLOOD
Destroying The Spirit

CONCERTI

23/05/26
THE GATHERING
LIVE CLUB - TREZZO SULL\'ADDA (MI)

11/07/26
DOGSTAR
AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA ENNIO MORRICONE - ROMA

12/07/26
DOGSTAR
FIERA DEL LEVANTE - BARI

14/07/26
DOGSTAR
PARCO SAN VALENTINO - PORDENONE

15/07/26
DOGSTAR
TEATRO ARCIMBOLDI - MILANO

17/11/26
KAMELOT + EXIT EDEN + TEMPERANCE
LIVE CLUB - TREZZO SULL\'ADDA (MI)

18/11/26
KAMELOT + EXIT EDEN + TEMPERANCE
HALL - PADOVA

02/12/26
ACCEPT + DYNAZTY + TAILGUNNER
ALCATRAZ - MILANO

30/03/27
RUSH
Unipol Dome - Milano

Bloodshed Walhalla - Legends of a Viking
( 3593 letture )
Chi pensa che il viking metal sia un’esclusiva delle band nordiche sarà costretto a ricredersi dopo aver ascoltato il demo di questa one man band, formatasi in quel di Matera nel 2006 per volontà del polistrumentista italiano Drakhen. Dopo cinque anni e due demo ormai alle spalle, la nuova uscita prometteva bene e, come vedremo, è riuscita a mantenere -almeno in parte- la positiva previsione. Da dove sorge l’idea di questa band? E’ presto detto. Come si potrà immediatamente notare, sia dalle sonorità che dalle tematiche qui presenti, i Bloodshed Walhalla nascono come una specie di tributo mediterraneo alla figura di Quorthon, leggendario frontman degli svedesi Bathory. Non è quindi un caso che proprio le leggende tornino protagoniste con questa sorta di concept album, intitolato per l’appunto Legends of a Viking. Ciò che unisce le varie canzoni è la narrazione della vita dei guerrieri, all’interno di quei fantastici paesaggi naturali delle terre del nord. Si può quindi dire che sia stato il fascino di quei paesaggi incontaminati, della cultura e del folklore tipicamente scandinavi, a dar vita a questa one man band nostrana. Devo ammettere che, dopo aver ascoltato il disco con attenzione una prima volta, mi sembrava di esser davvero ritornato per un breve lasso di tempo agli immortali dischi della sopracitata band svedese, ed anche a quelli del periodo solista di Quorthon. Con premesse di questo tipo, non è un caso dunque, che nella parte interna della copertina ci sia una dedica alla memoria del fu Ace Borje Thomas “Quorthon” Forsberg. Ora che un’idea d’insieme ve la sarete fatta, non perdiamoci più in preamboli e focalizziamo la nostra attenzione sull’album in esame.

Legends of a Viking vide la luce per la prima volta nel novembre del 2009, ma soltanto qualche mese dopo, nell’agosto del 2010, dopo la firma del contratto con l’etichetta italiana Fog Foundation (che si è occupata di ristampare il disco con dei suoni migliorati ed una copertina differente), l’album è riuscito a raggiungere un più ampio margine di consensi. E’ l’ispiratissima Son of The War ad aprire il tutto, destando subito una buona impressione per via dei suoi tanti rimandi (nelle liriche quanto nella musica) a tematiche epiche, principale punto d’espressione dei Bloodshed Walhalla. I quasi sette minuti di durata ne fanno la seconda canzone per brevità e pure questo finisce col diventare un segno della scelta stilistica adottata dal nostro Drakhen. Pur trattandosi di un demo (anche se ristampato e migliorato nei suoni), infatti, la durata totale del disco si aggira intorno ai cinquantuno minuti, elevando in questo modo Legends of a Viking ad album vero e proprio. Al suo interno troviamo delle ottime composizioni, ma purtroppo anche qualche episodio meno incisivo, come ad esempio Born in Fire, una canzone che non sembra aver molto da dire e risulta ben poco proficua, nonostante tutti gli sforzi compiuti dal buon Drakhen. L’impressione è quella di ascoltare un brano poco riuscito degli Immortal o di qualche altro gruppo black metal a loro simile. Tornando agli episodi più convincenti, impossibile non citare le piacevolissime Where’s My God e Warriors of the Northern. Entrambe si contraddistinguono per l’ottima musicalità della composizione, sia dal punto di vista ritmico che melodico, ma soprattutto per un orientamento sonoro che più epico non si può. Questi brani trasudano infatti di villaggi vichinghi avvolti da una gelida nebbia, di lotte tra popoli, di esplorazioni a bordo dei drakkar e di tutto ciò che la cultura nordica ha da offrirci. Nella seconda parte del disco, a parte la già citata Born in Fire, abbiamo a che fare con brani dal livello ancora superiore: Legends Will Sing Through the Wind ed Eternal Wind. La prima, coi suoi riff lenti e melodici, si pone come uno dei vertici di maggior interesse del disco, mai stancante nonostante gli oltre undici minuti di durata; mentre la seconda (leggermente più lunga) è l’ideale conclusione per un album del genere: da essa traspare infatti un sentimento ancor più profondo per il folklore dei paesi del freddo nord, elemento facilmente evidenziato dai cori di lamento presenti in tutta la durata del brano, che creano un’atmosfera ricca di pathos.

Legends of a Viking è un album che tutto deve alla figura di Quorthon -l’abbiamo ampiamente detto-, ma che ha dalla sua un’enorme potenzialità che potrebbe dar vita a qualcosa di più di un semplice tributo (non ufficiale, ma poco ci manca). I Bloodshed Walhalla, nella persona di Drakhen, convincono e lo fanno con mezzi propri: una buona tecnica di base e un gusto particolare per le melodie più tipiche del viking metal. Ora che le fondamenta sono state messe a punto, però, serve una spinta di fiducia in più per riuscire a giungere lì, dove solo le leggende possono arrivare a sfiorare il cielo.



VOTO RECENSORE
74
VOTO LETTORI
39.82 su 23 voti [ VOTA]
Quorthon, my master
Giovedì 22 Novembre 2012, 21.07.33
3
Da fan dei Bathory e proveniendo anch'io dalla Basilicata, non posso che elogiare questo album. Certo, non sarà originalissimo ma è proprio questo il bello: proporre uno stile ormai dimenticato. Lunga vita a Drakhen e che la memoria di Quorthon sia sempre viva! \m/
Heliogabalus
Lunedì 19 Settembre 2011, 13.03.45
2
Davvero ottimo questo progetto, e questo full è molto pregevole. Su youtube si può anche ascoltare la cover di One rode to Asa Bay, è davvero ben fatta (a differenza di tante altre che si trovano in giro).
One~Eye
Domenica 18 Settembre 2011, 16.45.14
1
Non male... davvero quorthoniana come proposta. Due ascolti sul tubo mi hanno ingolosito...
INFORMAZIONI
2010
Fog Foundation
Viking
Tracklist
1. Son of the War
2. Where’s My God?
3. Warriors of the Northern
4. Legends Will Sing Through the Wind
5. Born in Fire
6. Eternal Wind
Line Up
Drakhen (Voce, Chitarra, Basso, Batteria)
 
RECENSIONI
60
74
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]