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Kyuss - Welcome to Sky Valley
( 12596 letture )
Se avete consumato Blues For The Red Sun probabilmente conoscerete già la cifra stilistica dei Kyuss. Ma è proprio con Welcome to Sky Valley che la band, anche a causa dell'importante defezione di Nick Oliveri al basso, ha diviso lo zoccolo duro dei fans.
Nonostante questo, la formula di produzione sperimentata in Blues For The Red Sun venne considerata di successo e mantenuta per tutto il nuovo album, ancora una volta sotto la supervisione di Chris Goss.
Welcome to Sky Valley, che in origine avrebbe dovuto chiamarsi Pools Of Mercury, uscì il 28 giugno del 1994, a un anno di distanza dalla registrazione effettiva dell’album.
Il disco, i cui engineering e mixaggio vennero curati da Joe Barresi insieme a Jeff Sheehan, Wade Norton, Alex Campbell e Brian Jenkins, venne interamente registrato presso lo studio Sound City di Van Nuys, in California, ma masterizzato da Eddy Schreyer al Futuredisc Systems, di Hollywood.
Ed è un disco da avere assolutamente.

Innanzitutto, la copertina. Una foto può, effettivamente, rafforzare il manifesto d’intenti, specialmente se questa foto ritrae una strada che attraversa il deserto, ma non una strada qualunque: questa strada è quella che porta direttamente alla Sky Valley, una piccola località appena al di fuori di Palm Desert, ma ehy, l’aria che si respira è sempre la stessa, e il cielo, anche quello di cui si parla nel cartello, è un cielo che gronda tramonti tra il giallo fosforescente e il viola di un pugno ben tirato, immortalato dalla foto di Alex Solca (il quale collaborerà nel 2003, tra gli altri, anche con i Morbid Angel per l’album Heretic).
Insomma, il terzo album dei Kyuss deve essere l’emblema non solo del loro spirito, ma anche del loro percorso.
Al posto del dimissionario Oliveri sul caravan è già salito Reeder (ex The Obsessed) e proprio il contributo di quest’ultimo sarà assolutamente prezioso non solo per la riuscita di un album dannatamente buono come Welcome to Sky Valley ma anche per la definizione dei canoni del genere, molto più di quanto, secondo alcuni, è stato fatto in precedenza.
Il disco, diviso in tre parti, racchiude quattro canzoni per ogni segmento. Welcome to Sky Valley non è un concept album ma va comunque ascoltato tutto d’uno fiato, un pezzo via l’altro. Senza interruzione.

Benvenuti nella Sky Valley. Dal 1994, grazie ai (o a causa dei) Kyuss, quel cartello è stato fotografato quasi quanto Benvenuti a Twin Peaks. Per alcuni versi, Welcome to Sky Valley è un album di svolta. Per un totale di 50 minuti e 55 secondi i tre “Movements” portano la firma di tutti i quattro componenti, ad eccezione di N.O., canzone originariamente composta dal leader dei Fatso Jetson, Mario Lalli, con una sua vecchia band, gli , nella quale all’epoca militava proprio Reeder.
Il primo movimento, della durata di 17 minuti e 46 secondi, è firmato da Homme e da Bjork. Si apre con la monumentale Gardenia, seguita da Asteroid e da Supa Scoopa and Mighty Scoop. Sono canzoni lunghe ma ben calibrate, che devono essere ascoltate con continuità. La mastodontica Gardenia apre in maniera perfetta il disco, con la presenza di un fuzz continuo. Nel brano funziona tutto, e diventerà ben presto una delle hit dei Kyuss. È cadenzato, è roboante, ha dei volumi da psicolabili, ma è tutto assolutamente concatenato in maniera perfetta, ed il cantato di Garcia ne costituisce la perfetta espressione.
È sesso, sesso autentico, preteso e ottenuto, quello di cui si parla nel testo. Un sesso viscerale, che va ben oltre la barriera del corpo. Un sesso misto a droga, o droga mista a sesso, vedetela un po’ come vi pare.
La successiva Asteroid è la logica continuazione: sporca e ruvida arriva cruda con i suoi stacchi, con il suo sapore Seventies alla Hawkwind; eppure, subito dopo, a chiudere il primo movimento, arriva forse uno dei pezzi più amati, vale a dire quella galoppata sensuale, quei colpi secchi, quell’infilarsi in un canyon stretto tra il piacere e la distanza obbligata che è Supa Scoopa and Mighty Scoop (titolo volutamente nonsense, ci siamo capiti).

100 Degrees apre il secondo movimento (siglato da Homme e Reeder) in maniera eccellente. Questa è la VERA canzone del deserto, racchiusa nello screaming rabbioso di Garcia e nell’adrenalina purissima che viene vomitata dai riffs proposti. La musica è del tutto coerente con il testo, il quale descrive più che efficacemente lo scenario dei tramonti tra Arizona e California.
Con il suo intermezzo funky, è agli antipodi rispetto a Space Cadet, brano interamente imperniato sul giro di basso sensuale e attanagliante scovato da Reeder.
Il secondo movimento è chiuso da Demon Cleaner, un brano-perla di rara intensità, in cui il substrato musicale è legato simbioticamente al testo stesso. I demoni di cui si parla sono in realtà il nostro Io: tutto nasce e si estingue nel circuito orripilante delle paura (piccolo aneddoto: nel '98 all’Hollywood Palladium i Tool coverizzarono il brano dal vivo; per l’occasione Reeder si esibì insieme alla band).

Il terzo e ultimo movimento, ad opera di Homme, Bjork, Reeder e Mario Lalli, parte con il masterpiece Odyssey, da molta critica considerato uno dei brani più riusciti della band. Strutturalmente molto simile (e forse volutamente!) a Gardenia, Odyssey si ritaglia tuttavia una vita propria, con Take one, to the mountains che irrompe con un ringhio quasi disturbante, di grezza ma preziosa intensità espressiva.
La successiva traccia, Conan Toutman, risplende della stessa rabbia maleducata e insistente.
N.O. , come anticipato, è un tributo agli Across the River, ma anche a certe sonorità sabbathiane. La chitarra solista è qui suonata da Mario Lalli, leader dei Fatso Jetson, capace di estrarre dalle macerie un suono forse ancor più accattivante di quello di Homme, perfetto per le parole del testo.
Welcome to Sky Valley si chiude con la quasi totalmente strumentale Whitewater, dal sapore furbescamente psichedelico, capace di lasciare una traccia aleggiante sul disco, una sorta di ne voglio ancora, e ancora...

Nonostante Welcome to Sky Valley abbia indubbiamente riscosso un buon successo di critica e fans, non ha mai raggiunto i livelli di venerazione che sono stati invece fin da subito attribuiti a Blues For The Red Sun.
In qualche modo, per quanto si tratti di una spiegazione al limite del parossismo musicale, Welcome to Sky Valley è stato identificato come un album al limite del commerciale, distaccandosi dal precedente per idee e forma, quasi come un trampolino di lancio per quella discesa verso la fine di tutto che sarà …And The Circus Leaves Town.



VOTO RECENSORE
93
VOTO LETTORI
97.83 su 124 voti [ VOTA]
Mig21bis
Mercoledì 5 Agosto 2026, 23.53.00
40
Lo sto riascoltando ora, per me una pietra miliare della mia vita e della mia esperienza musicale. Kyuss visti 4 volte e vistati anche al Rancho de la Luna
Elsem7
Martedì 4 Agosto 2026, 21.07.20
39
Che dire... Per me, album perfetto. Caposaldo del genere e della musica in generale, nonostante meno mainstream dei suoi \"figli\" Queens of the Stone Age. Voto 100.
Qotsa
Sabato 3 Gennaio 2026, 18.29.31
38
Uno dei miei 10 dischi da portare sempre con me ( insieme a songs for the deaf per inciso)... che dire disco perfetto per chi ama il rock stoner in particolare e le sonorità più hard rock blues in genere...ogni volta che lo ascolto mi trasporta in un altra dimensione luogo vita...pochi altri dischi riescono a farlo...immensi kyuss
H3lle
Lunedì 3 Marzo 2025, 11.16.38
37
L\'album perfetto, non trovo altro da aggiungere a quanto già detto. Lo preferisco di gran lunga al pur ottimo BFTRS, ma qui siamo su altri livelli compositivi.. purtroppo anche il picco. L\'atterraggio della Spaceship sul successivo sarà un po\' amaro con il senno di poi ma comunque era inevitabile la discesa, ed è stato un discreto atterraggio nel complesso. Invotabile, è patrimonio dell\'umanità. 99 per pura formalità. Fortunatamente Homme ha stroncato sul nascere qualsiasi pagliacciata-revival degli altri che avrebbe rovinato il mito, doveva andare così.
No Fun
Venerdì 12 Luglio 2024, 13.02.13
36
Bello quello che dice Viper sulle radici della musica dei Kyuss, cinquant\'anni di musica americana, è un po\' quello che ho sempre pensato del grunge. Ci aggiungerei anche la surf music.
ldn
Venerdì 12 Luglio 2024, 12.21.51
35
Il miglior gruppo anni 90 e uno dei migliori di sempre, di gran lunga superiori, ai pur ottimi, QOTSA.
ViperSiren
Venerdì 12 Luglio 2024, 11.43.59
34
L\'album Stoner Rock (o desert) definitivo, hands down, oltre che uno dei dischi più belli di sempre. Gardenia, Asteroid, Demon Cleaner, Supa Scoopa, Whitewater, non c\'è un pezzo fuori posto o un singolo riempitivo, caso più unico che raro, forse solo la cover di N.O. degli Across The River perde il confronto con l\'originale. Josh Homme ha effettivamente creato un nuovo linguaggio a partire dal precedente disco, a mio parere ancora inferiore a questo, affinando un tono e una pasta sonora unici, molto di più della somma degli ingredienti. La sua ecletticità, ereditata dagli ammirati Black Flag di Greg Ginn, troverà poi definitivo sfogo nei QOTSA, perdendo però gradualmente sia la carogna che l\'ispirazione quasi mistica. Per inciso e con buona pace della critica che butta tutti negli stessi calderoni, i Kyuss non c\'entrano una mazza né con le band Sabbath-derivate (Sleep) né con quelle fuzzose che vennero dopo di loro. Sono invece il giusto equilibrio tra esaltazione e riflessione, psichedelia e accelerazioni hardcore (666 mp/h!), con tanto di blues viscerale, nella forma originaria, non necessariamente filtrata da qualche band inglese: perché loro ci sono nati in quei luoghi dove tutto è nato, e quei luoghi li hanno chiamati, li hanno riuniti e hanno invocato tutte le forze della natura per partorire un\'eredità senza prezzo. Non troverete da nessun\'altra parte liriche che affrontano demoni interiori, carie e spazzolini sullo stesso piano, su un\'impianto sonoro che è la summa di almeno 50 anni di retaggio culturale e musicale americano. Erano solo dei ragazzini, ricordiamocelo, e forse non erano di questo pianeta o non sapevano bene cosa stavano creando. Non state ascoltando un disco, state ascoltando lo spazio siderale distesi nel deserto del Mojave, e gli elementi, terra, aria, acqua e fuoco (dalla montagna) vi parlano. Come loro nessuno mai
Stefano
Sabato 27 Novembre 2021, 19.25.52
33
Qui siamo dalle parti del capolavoro! Pur essendo un album che musicalmente guarda al passato e anche legato ai nineties.
ObscureSolstice
Sabato 12 Ottobre 2019, 23.01.39
32
Ricordo un intervista ai Nirvana dove consigliavano una band veramente valida di rock'n'roll, dicendo: "Li conoscete i Kyuss? sono veramente fighi ascoltateli gente"...dicevano Dave Grohl e Kurt Cobain. Alla fine si muovevano nello stesso territorio di Bleach quando il sound era più paludoso e melmoso. Questo disco è incredibile e il bassista è mostruoso.
Cirith Ungol
Sabato 12 Ottobre 2019, 21.52.39
31
Insieme agli Alice In Chains, il gruppo rock più importante degli anni Novanta.
GRC
Venerdì 3 Maggio 2019, 17.10.01
30
InvictuSteele, d'accordissimo una delle più grandi band della storia, aggiungerei anche tra le più sottovalutate (dal grande pubblico), i Kyuss senza ombra di dubbio sono stati la band migliore del loro periodo, superiori anche a Nirvana, Pearl Jam, Alice in Chains e ho detto tutto.
InvictuSteele
Venerdì 3 Maggio 2019, 17.05.28
29
Cioè, si mettono in discussione pure i Kyuss?! Senza parole. Una delle più grandi band del pianeta.
Morlock
Venerdì 3 Maggio 2019, 16.38.37
28
Beh questione di gusti...li ho sempre ritenuti i Black Sabbath dei centri sociali...e non cambio idea XD
Bob
Venerdì 3 Maggio 2019, 14.13.00
27
Uno dei dischi più belli che abbia mai ascoltato in vita mia
Paolo
Giovedì 23 Agosto 2018, 14.54.09
26
Album eccezionale!
Mauri66
Giovedì 19 Aprile 2018, 10.00.47
25
Dopo Blues , capolavoro assoluto, non era facile ripetersi a quei livelli....i Kyuss invece ci sono riusciti alla grande. Capolavoro assoluto anche questo! Benvenuti nel deserto più arido ma musicalmente più prolifico del mondo!!!
Undertow
Giovedì 28 Settembre 2017, 7.37.55
24
Grandioso anche questo (non BftRS ma poco ci mancava). Demon Cleaner pezzo incredibile, uno di quelli che all'inizio ti fa fare spallucce e poi improvvisamente ti entra dentro e non esce più. Grandi Kyuss. 90
TheFreeman
Giovedì 8 Giugno 2017, 20.17.16
23
Stoner, Psichedelia, Metal, Hard Rock uniti con una maestria indescrivibile. Questo e Blues for the Red Sun sono delle vere e proprie pietre miliari.
Suarez
Martedì 19 Luglio 2016, 0.13.23
22
Ogni commento per questo e il precedente è superfluo, sarebbe tempo sprecato a cercare di descrivere l'indescrivibile. 101 ad entrambi, meglio di così è oggettivamente impossibile da realizzare
Rob Fleming
Sabato 30 Gennaio 2016, 14.37.37
21
Non sbagliano un colpo. Tra hard rock (White water), gioielli acustici (Space cadet) e doom (N.O.) sono sempre a loro agio. 80
InvictuSteele
Giovedì 19 Marzo 2015, 16.47.08
20
Un deserto infuocato e una strada che prosegue dritta verso l'infinito. Questo è lo stoner metal e questa la musica dei Kyuss. L'album è da 100 o di poco sotto visto che c'è Blues for the red sun...
Arrraya
Martedì 25 Marzo 2014, 14.35.39
19
Un' altra gemma anni '90. Auspico su queste pagine uno speciale sullo Stoner, genere un pò trascurato su Metallized.
Marco 75
Martedì 25 Marzo 2014, 14.24.14
18
Il primo disco dei kyuss che ascoltai, con quel suono roboante e le atmosferer lisergiche mi lasciò completamente spiazzato. Anche per me è il loro capolavoro, a vent'anni di distanza dalla pubblicazione non sembra essere invecchiato di un giorno, ogni volta che lo riascolto mi regala le stesse fantastiche emozioni di allora.
Unia
Venerdì 16 Novembre 2012, 22.06.39
17
Se Blues for the Red Sun ti lasciava quel vuoto e quella distruzione nell'anima, Welcome to Sky Valley è praticamente tutto ciò di descrivibile riguardo una band grandiosa come i Kyuss. E' l'apice con "100 Degrees", "Space Cadet" e "Odyssey", ma praticamente tutte. Davvero una bella recensione Lyn! Un peccato per lo scioglimento. PS: In effetti, anche a me il cartello ha ricordato molto "Twin Peaks"!
Sangre
Mercoledì 24 Ottobre 2012, 10.59.19
16
Ciao a tutti, e grazie per i vostri interventi! Welcome to Sky Valley è l'album che mi ha fatto conoscere i Kyuss...e mi ha fatto perdere la testa per loro, tanto da tatuarmi una Gardenia sulla spalla sinistra
piggod
Mercoledì 24 Ottobre 2012, 9.57.19
15
Ringrazio ancora chi, durante un viaggio molto particolare, mise nel lettore Welcome to Sky Valley. Album fantastico.
fabio II
Lunedì 22 Ottobre 2012, 10.17.08
14
Brava Lynda che tira in ballo gli Hawkwind, space rock da paesaggio lunare del Mojave Desert, anche se preferisco 'Blues for the red sun' e '..And the circus..'. Un classico comunque, senza esitazioni
Delirious Nomad
Domenica 21 Ottobre 2012, 18.33.43
13
Tra l'altro per me sarebbe un capolavoro anche se ci fosse per 55 minuti ininterrotti solo il riff iniziale di gardenia...
Malleus
Domenica 21 Ottobre 2012, 16.11.29
12
per me il loro vero capolavoro, disco imprescindibile!
FABRYZ
Sabato 20 Ottobre 2012, 20.13.54
11
Grande cd, fa' tremare i muri della casa se sentito ad un volume spropositato,a me tra l'altro fa' impazzire il suono del basso, ultradistorto e roboante...x una questione affettiva sono + legato al precedente blues for the red sun che comprai appena uscito in vinile ( green machine e' indimenticabile) ma questo rimane un capolavoro dello stoner...peccato x la solita patetica reunion senza josh homme e scott reeder che sono stati a dir poco fondamentali x creare il suono kyuss
Delirious Nomad
Sabato 20 Ottobre 2012, 15.30.53
10
Finalmente... è un disco stupendo, ipnosi e miraggi dovuti al calore... immenso.
Giaxomo
Sabato 20 Ottobre 2012, 14.23.29
9
Mi state facendo morire con queste recensioni, da circa un mese a questa parte Io non commento, consegno solo la lode, ovviamente strameritata.
Bloody Karma
Sabato 20 Ottobre 2012, 14.21.39
8
che trip...
Undercover
Sabato 20 Ottobre 2012, 14.17.28
7
Non c'è neanche da commentare... must e stop!
hm is the law
Sabato 20 Ottobre 2012, 13.23.09
6
Album seminale da avere a tutti i costi. Stoner rules again!
Alexius22
Sabato 20 Ottobre 2012, 12.22.54
5
Per me i Kyuss non hanno sbagliato nessuno e dico nessun album. Questo resta il mio preferito: dall'opener Gardenia fino a Whitewater tutto è al posto giusto.
fabriziomagno
Sabato 20 Ottobre 2012, 11.40.07
4
ascoltandolo si ha la sensazione della sabbia in bocca...grandissimo album!
Doomale
Sabato 20 Ottobre 2012, 11.27.22
3
...il suono e l'odore acre e caldo del deserto della california...Altro grande album...altro capolavoro dei Kyuss...quando l'ascolto mi sembra proprio di essere li, tra l'asfalto e la sabbia rovente e qualche serpentello strisciante! Peccato che da qui a Circus finirà tutto, ma forse è stato meglio così...meglio 3 grandi lavori e finirla li che snaturarsi dopo. Voto 88
vecchio peccatore
Sabato 20 Ottobre 2012, 11.07.16
2
Meno bello di Blues for the Red Sun, ma sempre e comunque un grandissimo disco, sembra di viaggiare sospinti dal vento sopra il deserto, e poi se penso a quella canzone che si chiama "Space cadet" mi vengono i brividi. Concordo col voto della recensione
Greatest_Tiz
Sabato 20 Ottobre 2012, 10.58.36
1
Fantastico! Un pezzo di storia dello stoner rock!
INFORMAZIONI
1994
Elektra Records
Stoner
Tracklist
1. Gardenia
2. Asteroid
3. Supa Scoopa and the Mighty Scoop
4. 100 Degrees
5. Space Cadet
6. Demon Cleaner
7. Odyssey
8. Conan Troutman
9. N.O.
10. Whitewater
Line Up
John Garcia (Voce)
Josh Homme (Chitarra)
Scott Reeder (Basso)
Brant Bjork (Batteria)
 
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