Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Helloween
United Alive in Madrid
Demo

Freakings
Rise of Violence
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

15/10/19
ARCANE TALES
Power of the Sky

17/10/19
SHRINE OF INSANABILIS
Vast Vortex Litanies

17/10/19
MAESKYYRN
Interlude

17/10/19
SHRINE OF INSANABILIS
Vast Vortex Litanies

17/10/19
BREAK ME DOWN
The Pond

18/10/19
SANTA CRUZ
Katharsis

18/10/19
HOLY SERPENT
Endless

18/10/19
UNAUSSPRECHLICHEN KULTEN
Teufelsbücher

18/10/19
KONKHRA
Alpha and the Omega

18/10/19
NEGATOR
Vnitas Pvritas Existentia

CONCERTI

14/10/19
VOLBEAT + BARONESS + DANKO JONES
FABRIQUE - MILANO

14/10/19
OMNIUM GATHERUM + IN MOURNING + HEIDRA
LEGEND CLUB - MILANO

15/10/19
BLACK FLAG - ANNULLATO
Estragon - Bologna

16/10/19
BLACK FLAG - ANNULLATO
Magazzini Generali - Milano

16/10/19
SLEEP
TPO - BOLOGNA

16/10/19
A PALE HORSE NAMED DEATH
LEGEND CLUB - MILANO

17/10/19
BLACK FLAG - ANNULLATO
Teatro della Concordia - Torino

17/10/19
THUNDERMOTHER
LEGEND CLUB - MILANO

18/10/19
BLACK FLAG - ANNULLATO
ORION - ROMA

18/10/19
PINO SCOTTO
STAMMITCH TAVERN - CHIETI

MARDUK + IMMOLATION + ORIGIN - Circolo Colony, Brescia, 17/05/2016
20/05/2016 (2161 letture)
Sebbene sia un martedì sera, la data bresciana, presso l’ormai seconda casa Circolo Colony, del tour dei Marduk assieme a gli Immolation e gli Origin è decisamente riuscita, oltre che a livello musicale –cosa prevedibile- che a livello di affluenza, trovando forse il proprio successo nel portare tre gruppi con altrettante fette di pubblico richiamate a presenziare sotto il palco: gli Origin, probabilmente una delle realtà più affermate nell’ambito technical death, assieme agli Immolation, praticamente gli idoli all’unanimità dei fan del death metal purosangue, e unitamente infine ai Marduk, tra i gruppi black metal più seguiti. Ecco il resoconto della serata.


ORIGIN
Ricordati per i loro standard di esecuzione tecnica surreali, gli Origin dimostrano anche una certa attitudine al palco, a differenza di molti colleghi nel settore technical death, cosa non facile data l’impossibilità di memorizzazione che certi riff implicano, o anche solo la concentrazione che è richiesta durante l’esibizione. C’è però da dire che gli estratti dell’ultimo Omnipresent scendono a compromessi con un’idea di struttura più musicale e meno articolata di quanto fatto in passato, risultano però anche meno brutali rispetto agli estratti di Antithesis, come l’ottima Wrath of Visnu, o addirittura precedenti, i quali avevano un piglio decisamente brutal death. Questi ultimi Origin usano qualche idea più lineare e melodica, senza rinunciare alla tecnica batteristica strabordante di Longstreth (ex-Gorguts, ex-Angelcorpse), ma aggiungendo qualche riff più classicamente death metal al plotter.

Risulto meno convinto dalla timbrica vocale del cantante Jason, che verge più verso quelle harsh vocals un po’ più hardcore che ormai sono quasi lo standard del genere, lasciando insoddisfatto il desiderio di sentire un approccio più gutturale se non proprio negli estratti più datati. A parte questa considerazione, il frontman si lancia in continuazione a cercare l’interazione con il pubblico, con un po’ di ironia, o autoironia, forse a volte un po’ troppa, ma ottenendo comunque un po’ di movimento nelle prime file. Resta comunque il fatto che il gruppo mostri, sia dal vivo che nelle composizioni, il percorso di una lunga maturazione che ha portato ad un suono vario, con spunti particolari sia nella direzione della brutalità che in quella dell’esecuzione tecnica, che ancora in quella della strutturazione dei pezzi e della melodia.

SETLIST ORIGIN
Expulsion of Fury
Purgatory
All Things Dead
Thrall:Fulcrum:Apex
Wrath of Vishnu
Saligia
Staring From the Abyss
The Aftermath
Redistribution of Filth
Portal
Unattainable Zero



IMMOLATION
Istituzione assoluta del death metal a livello planetario, gli Immolation rappresentano una pietra miliare e ancora un punto di riferimento nel genere per creatività, qualità compositiva, coerenza artistica che si sposa comunque ad una continua evoluzione artistica, e sono tutt’ora i portatori dell’attitudine immutata degli anni d’esordio, quelli del primordiale sviluppo di questa musica. Con un approccio all’esibizione sul palco professionale, energico e molto umile, gli Immolation rappresentano un vero modello da seguire, congiungendo un’esecuzione impeccabile ad una presenza scenica arrembante, con il chitarrista Robert Vigna a delineare alcuni dei riff più personali, inimitabili e comunque imitati, nella storia del death metal, agitando la chitarra tra una nota e l’altra come se fosse essa stessa estensione delle sue braccia e lui stesso estensione incarnata della sua musica.

Con una scaletta varia, che va a toccare praticamente quasi ogni uscita del gruppo, l’essenza del sound degli Immolation, consolidata in quasi trent’anni di carriera, viene sciorinata davanti ad un pubblico a metà tra ammirazione silente e agitazione compulsiva. Questo perché lo stile del gruppo trascende dagli schemi del genere, pur avendo contribuito in gran parte a tracciarli, mescolando ai passaggi tipici del death metal quegli accordi, dissonanze ed armonici che rendono la loro musica un continuo evolversi tra tempi diversi, siano essi carichi groove, solennità o assalto, delineando melodie memorabili ma mai scontate, ma così oscure, spesso opprimenti, sempre pesanti nel senso più profondo della parola. Nello specifico, il drumming di Shalaty addensa l’intreccio chitarristico con un’articolazione e una ricchezza di idee stupefacenti, soprattutto se rapportate alla naturalezza con cui le esegue. Con una delle voci più iconiche del death metal, Ross Dolan conduce con carisma il concerto, in cui anche il basso è protagonista insostituibile, andando a riempire la sfera delle frequenze più basse laddove le chitarre di Vigna e Taylor siano impegnate in assoli, armonizzazioni o altre eccellenze musicali.

I classici come Into Everlasting Fire, dal debutto Dawn of Possession (quest’anno venticinquenne!), o ancora Burn with Jesus dal secondo Here In After, risultano impagabili, ma ammetto di non aver mai visto un gruppo della vecchia guardia, per così dire, i cui inediti attuali reggano così bene il confronto con i capolavori passati: anche ciò che viene proposto dall’ultimo Kingdom of Conspiracy mostra ancora una freschezza di idee che non ha paragoni tra gli altri gloriosi monicker novantiani. Un po’ di eccitazione risulta quindi inevitabile all’annuncio da parte di Ross di un decimo full-length targato Immolation, proprio questo autunno (seguito da un tour invernale, ci avrebbe raccontato poi lo stesso Dolan durante una chiacchierata al bancone del bar). Dopo un’ora di assoluta estasi, nello specifico la più nera che possiate immaginare, i quattro lasciano il palco, non prima di aver stretto la mano a tutti gli astanti delle prime file, ringraziando sentitamente; un’altra lezione completa da parte di quello che ritengo essere il miglior gruppo death metal del pianeta.

SETLIST IMMOLATION
All That Awaits Us
Swarm of Terror
Father, You're Not a Father
Into Everlasting Fire
Echoes of Despair
World Agony
Burn With Jesus
Unholy Cult
Kingdom of Conspiracy
Majesty and Decay
What They Bring
A Spectacle of Lies



MARDUK
Tenendo a mente che dopo un’esibizione del genere il paragone sarebbe impietoso praticamente per chiunque, e pur essendo questa l’ennesima volta in cui ho modo di vedere i Marduk, data la loro attività live forsennata, anche l’esibizione degli svedesi riserva soddisfazioni. Con una calibrazione dei suoni tra basso e chitarra molto nitida e di sicuro impatto, e il tipico suono di chitarra tagliente, la resa sonora del gruppo black di Norrköping è garantita, come da abitudine loro che paiono sempre molto attenti alle esibizioni dal vivo, serrate e comunque varie. Anche nel loro caso la scelta della scaletta non privilegia unilateralmente un qualche periodo del gruppo, ma tocca quasi tutte le tappe fondamentali della longeva carriera del gruppo, dagli esordi ancora impregnati di death metal di Dark Endless, attraverso i primi anni black metal di Those of the Unlight e Opus Nocturne, fino ai più noti estratti di Panzer Division Marduk, e poi ancora i lavori più recenti del gruppo, escludendo dal set solo una manciata di uscite discografiche. Lo show risulta pertanto piuttosto vario, con pezzi più mid-tempo e atmosferici quali Materialized in Stone ad intervallare veri e propri assalti sonori come Of Hell’s Fire.

L’interpretazione vocale di Mortuus è personale, mai alle strette sebbene non si soffermi solo su una timbrica, ma riesca ad adattarsi adeguatamente ad ogni pezzo, con particolare efficacia nelle parti più oscure. Del resto, nulla da dire sull’esecuzione degli altri musicisti: le scelte chitarristiche di Morgan sono piuttosto lineari ma brillanti nella scelta delle melodie nelle loro accezioni più negative, mentre sui pezzi proverbialmente più veloci del gruppo è il drumming a farla da padrone, e dal vivo il risultato è sempre piuttosto impressionante. Anche la presenza scenica non manca, sebbene come da cliché del genere i musicisti mantengano sempre un atteggiamento distaccato e un aria un po’ solenne, mentre la risposta del pubblico è ancora una volta calorosa, senza contare il fatto che il quartetto svedese riesca di nuovo a riempire il locale nonostante sia la 4 tornata per il tour di supporto del loro ultimo Frontschwein, e questa volta di martedì, a segnare il grande successo che il black metal riscuote presso il suo pubblico, che risulta peraltro molto più vario di quello di altri generi estremi, sia per età che per attitudine dei presenti.

Sul finale, segnano la conclusione dello show l’immancabile Wolves, cadenzata e fredda, a cui accorpano la velocissima Fistifucking God’s Planet, agli estremi assoluti di velocità, riassumendo nei minuti conclusivi le due attitudini sonore che meglio descrivono i Marduk in sede live, e non.

SETLIST MARDUK
Frontschwein
The Blond Beast
Of Hell's Fire
Still Fucking Dead (Here's No Peace)
Azrael
Throne of Rats
Materialized in Stone
Afrika
Cloven Hoof
To the Death's Head True
Souls for Belial
Wartheland
Panzer Division Marduk
Wolves
Fistfucking God's Planet



Mulo
Giovedì 26 Maggio 2016, 14.07.20
8
Come faranno a piacervi gli Origin proprio non capisco
Northcrossdeath1
Giovedì 26 Maggio 2016, 12.42.03
7
Origin fantastici, ma i suoni erano poco nitidi e l'assenza della seconda chitarra si sente parecchio. Immolation fantastici e con grandi suoni... Marduck beh, ho sentito solo due canzoni e poi sono andato non mi interessavano particolarmente.
Er Trucido
Martedì 24 Maggio 2016, 15.50.46
6
Corretto Macca, grazie
Theo
Martedì 24 Maggio 2016, 14.35.48
5
Sinceramente... Gli Origin abbastanza pietosi (non per lacune loro, intendiamoci, ma per la scelta discutibile di portare una sola chitarra on-stage alla luce del genere che fanno). Immolation bravissimi, ottimo spettacolo ed esecuzione. Però secondo me i migliori della serata sono stati proprio i Marduk: la prestazione di Mortuus è stata indicibile e i suoni (assieme agli Immolation) sono stati di stacco i più nitidi. Li avevo visti altre volte, ma questa secondo me è stata decisamente la migliore. Ottima serata, comunque.
Gian
Lunedì 23 Maggio 2016, 18.40.15
4
mi sarei aspettato un cenno da parte del recensore riguardo la geniale cover degli Entombed eseguita dagli Origin
Macca
Lunedì 23 Maggio 2016, 13.32.49
3
L'ultimo Origin è Omnipresent, non Omniscent
Tevildo75
Domenica 22 Maggio 2016, 12.37.05
2
meno male, per gli amici su al nord, che ai Marduk non si è rotto il furgoncino..........
darrell75
Domenica 22 Maggio 2016, 11.46.09
1
immolation ed origin 3 spanne sopra i marduk....
IMMAGINI
Clicca per ingrandire
Locandina
ARTICOLI
20/05/2016
Live Report
MARDUK + IMMOLATION + ORIGIN
Circolo Colony, Brescia, 17/05/2016
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]