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Animations - Without the Sun
30/06/2017
( 589 letture )
Tempi selvaggi, chitarre rabbiose ma anche quel gusto che non guasta mai, al quale non si dovrebbe mai rinunciare. Parere mio e discutibile, ovviamente, anche se devo ancora conoscere chi apprezza musica piatta e zeppa di tecnicismi fine a se stessi. Per fortuna non è questo il caso.

"Gli Animations spaccano eccome!", ecco la mia primissima reazione con Without The Sun ad avvolgere il mio ambiente-studio. I polacchi sono arrivati alla quarta fatica in dieci anni di carriera: un bottino di tutto rispetto. Per la cronaca, le impressioni iniziali si sono parecchio ridimensionate a furia di fracassarmi le orecchie, ma il risultato non è affatto da buttare. Se non spaccano, con qualche accorgimento potrebbero arrivarci.

Visto che il periodo è questo, direi che gli esami di maturità sono stati superati con buoni voti e la strada futura inizia ad assumere una certa forma, anche se ancora sbiadita e poco definita. La verità è che gli Animations non propongono nulla di nuovo al pubblico (un po' come tutti), tuttavia, sembrano in grado di poter donare emozioni, qualità che a molti artisti ancora sfugge. Le citazioni theateriane, soprattutto in ambito chitarristico sono limpide ma, in fin dei conti, sono davvero pochi coloro che non si siano minimamente lasciati andare, almeno una volta nella vita, ad un assolo di John Petrucci dei tempi d'oro, quei tempi in cui il guitar hero statunitense ancora non aveva iniziato a frequentare le patetiche e popolatissime palestre delle sei corde. Lo splendido finale solista targato Kuba Dębski nell'ottima Looking for Home (consigliatissima!) è un perfetto esempio e sono sicuro che non lascerà indifferenti coloro che si avvicineranno all'ascolto, incuriositi dalla recensione.. Il genere, però e per fortuna, è diverso. Parliamo di un death con qualche sfumatura prog e djent. Roba raffinata per alcuni ma profondamente pacchiana per altri.
Vero, ormai l'ho scritto e non posso di certo tirarmi indietro, i Dream Theater ci sono e hanno influenzato una intera generazione emergente, ma dimentichiamoli subito. Facciamoci un favore, soprattutto di questi tempi, nei quali si necessita urgentemente di nuove leve che faticano a conquistarsi uno spicchio di seguaci.

Ma cosa offre Without The Sun? È un lavoro medio, ma lo avrete già intuito. Trattasi di una pubblicazione piuttosto omogenea che sorprende sino a un certo punto, la quale trova i suoi punti di forza nel minutaggio contenuto e nella grande tecnica dei componenti (che voce Frantz Wołoch!).
Tornando alla durata, personalmente sono un amante dei dischi infiniti, ma è altrettanto piacevole, soprattutto in presenza di chi si conosce poco, aver minor materiale da valutare. Poi, i picchi in Without The Sun sono pochi, pochissimi. Posso però affermare con decisione che dopo l'opener Your Utopia Fell (che ha il suo bel perché) è con The Beginning and The End - la seconda traccia del disco – che i ragazzoni originari di Jaworzno (nei pressi di Katowice) riescono ad offrire ciò che effettivamente serve ad una band per farsi apprezzare anche dalla massa. Non che sia obbligatorio piacere a tanti per sopravvivere, e molti gruppi lo dimostrano, ma è un tentativo coraggioso ed efficace che mi ha colpito non poco. Il ritornello è veramente d'impatto per un brano che resta impresso. Tutto qui? Non proprio, ma se c'è qualcosa di ulteriormente bello che mi è sfuggito, occorre scavare con le proprie mani nello spirito dell'album per trovarlo.

Without The Sun fila via come un treno in piena corsa, ma per riuscire a ritagliarsi uno spazio tra la concorrenza spietata e già fortemente consolidata, servirà un mezzo miracolo. Dategli un ascolto, magari vi prende più di quanto abbia fatto con me.



VOTO RECENSORE
65
VOTO LETTORI
99 su 1 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2017
Sonic Maze Records
Prog Metal
Tracklist
1. Your Utopia Fell
2. The Beginning And The End
3. Tell Me Your Name Cain
4. Looking For Home
5. Source Of Oblivion
6. Caught Inside
7. Work Buy Die
8. To The Limits Of Humanity
9. Destination Set To Nowhere
Line Up
Frantz Wołoch (Voce)
Kuba Dębski (Chitarra)
Tomek Konopka (Tastiera)
Bartek Bisaga (Basso)
Paweł Larysz (Batteria)
 
RECENSIONI
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