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NEVERMORE + DEEP AS OCEAN - Live Music Club, Trezzo Sull'Adda (MI), 04/09/2026
30/09/2026 (588 letture)
Da quando Jeff Loomis e Van Williams hanno annunciato il ritorno sulle scene dei Nevermore un mix di eccitazione e paura mi ha pervaso, ma già avevo deciso che avrei dato una possibilità a questi NM2.0; quando a giugno al festival di Ferrara apparve sui videowall la locandina del prossimo concerto dei Judas Priest con proprio gli statunitensi a supporto mi era già venuta l'acquolina in bocca ma avuta la conferma di questa data da headliner (una delle poche in Europa) la decisione era presa: ci sarò! Parto quindi nel pomeriggio conscio del pericolo di trovare code e incidenti sul percorso -beccati entrambi- giungo al Live carico di aspettative, mi metto in coda e ritiro il mio accredito; investo subito i soldi risparmiati col biglietto in una t-shirt celebrativa del tour che comunque, per me che non li ho mai visti live, è un piccolo evento (sperando ovviamente che il concerto sia all'altezza)…

DEEP AS OCEAN
Come opener della serata troviamo i milanesi Deep As Ocean che con grande entusiasmo propongono il loro nu/electro/metalcore energico e ritmato; un sound molto lontano da quello del gruppo principale ma che comunque riesce a scaldare il pubblico che nel frattempo sta pian piano riempiendo il locale, anche grazie all'entusiasmo del cantante Matt Bonfanti che cerca continuamente il coinvolgimento della platea chiedendo ora di saltare, ora di battere le mani a tempo, ottenendo risultati soddisfacenti. Certo, le basi e gli effetti che completano la musica a qualcuno fanno storcere un po' il naso, ma del resto i ragazzi si impegnano non poco e comunque hanno già aperto per nomi importanti, quindi non presentano alcun timore di sorta, tirando dritto con la loro performance. Alla fine i Deep As Ocean ricevono i giusti applausi e con l'ausilio del loro roadie -invero un po' invadente con la videocamera durante il concerto- si fanno un selfie dal palco con il pubblico prima di salutarci e smontare l'attrezzatura per favorire l'allestimento dello stage principale...

SETLIST DEEP AS OCEAN
Dance with Death [intro]
1. Dark Place
2. Harakiri
3. Second Circle
4. Death Whistle
5. Minefield
6. Oblivion
7. Blood Eagle
8. Moonfall


NEVERMORE
L'attesa si fa spasmodica, la gente freme e il Live è pieno: l'intro Ophidian non fa che aumentare l'attesa, la tensione sale finché ecco materializzarsi gli acclamatissimi Nevermore che ci sparano subito una Narcosynthesis da manuale; gli occhi -e le orecchie- di tutti si concentrano sul nuovo cantante Berzan Önen, una sorta di Aquaman in canotta con bicipiti grandi come tonni e una presenza scenica da frontman navigato, sicuro di sé ma senza arroganza, con la gestualità giusta e capace di catalizzare l'attenzione anche solo chiedendo un circle pit o un wall of death; si capisce immediatamente che sì, questa serata sarà un vero e proprio evento, troppa la voglia di riascoltare quelle canzoni (per fortuna eseguite in maniera impeccabile). È vero, il compianto Warrel Dane è e resterà unico, ma Jeff Loomis e Van Williams non potevano scegliere di meglio per prendere il suo posto: questo turco barbuto canta in maniera perfetta rendendo giustizia ad ogni singolo brano convincendoci ad ogni acuto che forse quest'idea di ripartire con lo storico moniker non è poi così bislacca. Le doti ci sono tutte e il singer si rivela anche un ottimo intrattenitore, come ad esempio quando ci fa gareggiare con lui in un simpatico botta e risposta alla Freddie Mercury in cui va da note altissime a quelle baritonali tra l'ilarità generale. Gli altri due nuovi innesti non sono da meno: il giovanissimo chitarrista Jack Cattoi è posato e tranquillo, sembra molto maturo per la sua età e sciorina perfettamente riff e assoli come fosse un veterano senza scomporsi minimamente, mentre il bassista Semir Özerkan -turco pure lui- è molto più vivace e si prodiga anche ai cori con risultati assolutamente apprezzabili. Le mine My Acid Words, Inside Four Walls e Beyond Within ci annichiliscono, i musicisti suonano compatti e perfettamente sincronizzati come lo facessero da sempre, sembra di essere tornati indietro nel tempo e intorno a me le mascelle si spalancano, compresa la mia. Dopo tanta furia Berzan -che nel frattempo ha lanciato il suo cappellino marchiato NM a qualche fortunato nella platea- ci regala un momento di pura emozione chiedendo di accendere le luci degli smartphone e creare "a sea of lights for Warrell" dedicandogli quel capolavoro in musica che risponde al nome di The Heart Collector prontamente cantata da tutti i presenti, cosa che soddisfa la band quasi incredula da tanta partecipazione ma altrettanto soddisfatta. Loomis è tornato alla grande, i suoi arpeggi e riff sono commoventi e farebbero venire la pelle d'oca anche a una statua di marmo, qualcuno in platea ha le lacrime agli occhi e l'energia che si crea all'interno del locale la puoi toccare con mano, un livello assurdo di sentimenti che sublimano nel chorus del brano. Final Product è uno di quei brani che ti fa capire che razza di batterista sia Williams: tecnica e cuore, Van non sembra nemmeno sudare nella sua camicia, va di doppia cassa come un frullatore passando per tom, piatti e timpani come se sorseggiasse un caffè ma con la potenza di un tornado: quando si suol dire essere in forma smagliante. Tiriamo il fiato con Sentient 6 -che Berzan ci confessa essere il suo pezzo preferito- e poi arriva il momento di Believe in Nothing, una canzone che vale un'intera discografia: appena parte il riff e l'arpeggio a seguire si crea un'atmosfera incredibile, le nostre voci che cantano, oltre al testo, anche l'assolo di chitarra sono un qualcosa di indimenticabile e i Nevermore stessi si godono il momento; ebbene sì, si è creato un flusso di energia tra pubblico e band per il quale si riceve ciò che si dà, e tutti quanti, anche i più scettici, ne sono consapevoli, tanto più con l'esecuzione di Moonrise (Through Mirrors of Death). Dopo una breve pausa i Nevermore ci concedono il bis con The River Dragon Has Come e la furia devastante di Born (anche qui con un Williams sugli scudi) che ci fa sudare ogni stilla vitale residua prima della conclusiva e corale Enemies of Reality che chiude una serata a dir poco epica.
Possibile non ci siano difetti in questo live? Beh sì, una lacuna volendo c'é: neanche un pezzo da The Politics of Ecstasy, speriamo nella prossima volta che -se e quando ci sarà- mi vedrà ancora nelle prime file a cantare e ad emozionarmi.
Concerto che sale di diritto sul podio dei migliori dell'anno 2026.

SETLIST NEVERMORE
Ophidian [intro]
1. Narcosynthesis
2. My Acid Words
3. Inside Four Walls
4. Beyond Within
5. The Heart Collector
6. This Godless Endeavor
7. Engines of Hate
8. Final Product
9. Sentient 6
10. I, Voyager
11. Believe in Nothing
12. Moonrise (Through Mirrors of Death)
---ENCORE---
13. The River Dragon Has Come
14. Born
15. Enemies of Reality



Una volta uscito dal locale mi dirigo sul retro del medesimo dove è parcheggiato il tourbus della band e dopo un'attesa neanche troppo lunga incontro i musicisti: dalle new entry mi faccio firmare il biglietto, mentre i due membri storici mi autografano il primo CD della band, rivelandosi tra l'altro persone umili e disponibilissime a fare quattro chiacchiere con i fan nonostante il tour serratissimo: veniamo così a sapere direttamente da Jeff Loomis che un nuovo album è in fase di preparazione, e dopo aver visto l'affiatamento con i nuovi entrati le aspettative sono alte. Qualcuno tra i presenti torna sul fatto che Warrel Dane sia unico -ancora! ne siamo tutti consapevoli- ma anche loro ammettono che l'esito di questo ritorno sia stato una piacevolissima sorpresa.



Ludovico
Venerdì 2 Ottobre 2026, 18.32.54
15
Come avevo scritto nel report con i Judas ho guardato la scaletta e hanno estromesso tutti i vecchi pezzi soprattutto quelli da POE, almeno The Seven Tongues of God e Next in Line erano da fare, non hanno suonato nemmeno Dreaming Neon Black, magari perché è il brano più personale e rappresentativo di Dane, che dal vivo a differenza del nuovo cantante era imperfetto, spesso cantava da ubriaco scazzato e cantava malissimo, però la sua intensità emotiva non la può emulare il pur bravissimo Berzan.
Korgull
Venerdì 2 Ottobre 2026, 13.26.08
14
Sottoscrivo anche le virgole di quello che ha scritto Farmit. Anch\'io ero a Pordenone ed ho avuto la stessa sensazione...ora come ora non credo andrei a vederli \"apposta\"
Korgull
Venerdì 2 Ottobre 2026, 13.26.08
13
Sottoscrivo anche le virgole di quello che ha scritto Farmit. Anch\'io ero a Pordenone ed ho avuto la stessa sensazione...ora come ora non credo andrei a vederli \"apposta\"
Agallore
Venerdì 2 Ottobre 2026, 10.42.13
12
Visti sia al Wacken che in un club piccolino in Germania, li ho trovati davvero impeccabili ed é stato fantastico cantare di nuovo quelle canzoni. Il cantante é stellare, tecnicamente migliore di Warrel Dane, ma nel contesto Nevermore lo trovo un po\' troppo \"festaiolo\", mentre con Warrel si sentiva la sofferenza vera quando cantava. Anche cosí, spero di vederli altre volte e attendo con aspettative altissime un nuovo disco
Farmit
Giovedì 1 Ottobre 2026, 21.09.30
11
Allora io li ho visti di spalla ai Judas Priest a Pordenone (concerto memorabile) e a me hanno lasciato un po\' così così..mi spiego: esibizione impeccabile, il cantante forse è anche più bravo tecnicamente di warrel dane , canta tutto perfettamente, ma non sono riuscito a togliermi di dosso la sensazione da cover band.. penso perché i testi di warrel dane erano talmente profondi e personali che cantati da un altro perdono di significato. Comunque adesso faranno un nuovo album e vedremo cosa tirano fuori..sta di fatto che i nevermore erano grandi anche per i testi e le interpretazioni di warrel dane quindi non so. In ogni caso se sentivano il bisogno di tornare sulle scene hanno fatto bene.
Adoratore del cespuglietto muliebre
Giovedì 1 Ottobre 2026, 8.58.53
10
*ma a volte con ulteriore drop di un tono del MIb a REb o del SIb a LAb... Cristo!
Adoratore del cespuglietto muliebre
Mercoledì 30 Settembre 2026, 20.12.37
9
Niente, per la fretta ho scritto un\'altra stronzata: 1 SEMI-tono sotto sempre -sia 6 che 7corde- ma a volte con ulteriore drop di un tono del MIb o del LAb. La chitarra 7 corde a partire da Dead Heart.
Matocc
Mercoledì 30 Settembre 2026, 20.05.19
8
Come si può vedere dalle foto Jeff ha suonato la 7 corde
Transcendence
Mercoledì 30 Settembre 2026, 19.25.45
7
Ma infatti i Nevermore usavano sempre Mi/Si bemolle (a 7), l\'unica eccezione che ricordo è Dreaming Neon Black (la traccia, non il disco), che è in Drop C# come gli Alice in Chains (in effetti il brano è decisamente Alice in Chains)
Adoratore del cespuglietto muliebre
Mercoledì 30 Settembre 2026, 19.09.38
6
Ricordavo che Beyond Within fosse originariamente suonata su una 6 corde in Do#, ma mi sbagliavo: 6 corde accordata un tono sotto come la 7; quindi l\'avrà suonata su ques\'ultima. Comunque la Jackson JL da 1800€ è la versione pro; penso che lui usi una made in USA, il cui prezzo è più di 6000$ (anche se non è insolito che musicisti noti usino chitarre pro). Di 7 corde ne ho già 2.
Transcendence
Mercoledì 30 Settembre 2026, 18.37.47
5
Non c\'entrano niente, direi. Mi sembra ovvio che usi la 7 (al massimo un\'altra di ricambio), meno te ne porti dietro, meno sforzo fai (altra custodia, altri 1800 euro di chitarra da proteggere), la 6 la usava negli Arch Enemy perché scrivono in C standard (che equivarrebbe a mettere un capotasto al primo tasto nella 7), ok che le 7 hanno manico più grosso per accomodare più corde, ma se è un manico decente non dovresti avere problemi (ma scordati barré a 6 corde).
Adoratore del cespuglietto muliebre
Mercoledì 30 Settembre 2026, 17.47.48
4
In Beyond Within Jeff ha cambiato chitarra ho l\'ha suonata sulla 7 corde?
Adoratore del cespuglietto muliebre
Mercoledì 30 Settembre 2026, 17.39.36
3
Essì... ho fatto qualche ricerca e neanche lei è più così. Ma che c\'entrano qui?
Transcendence
Mercoledì 30 Settembre 2026, 17.33.46
2
Credo risalga a 16 anni fa circa, adesso Vincent non ha più quei capelli.
Adoratore del cespuglietto muliebre
Mercoledì 30 Settembre 2026, 17.26.19
1
Perché c\'è una foto di Gen e David Vincent? P.S.: la donzella ha da qualche mese compiuto 60 anni, se la foto è recente ci vedo lo zampino dei Grandi Antichi.
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