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NERVOSA - Piacere a tutti è impossibile
10/04/2026 (591 letture)
Il nuovo album delle Nervosa, uscito ad inizio aprile, socchiude per la prima volta la porta alla melodia. Un cambiamento sostanziale, che non rinnega però quanto fatto sin d'ora. Ne parliamo con la frontwoman Prika Amaral.

Griso: Sul nuovo album appaiono per la prima volta delle nuove influenze, che rendono alcuni brani più melodici e ariosi, senza però stravolgere il vostro marchio di fabbrica. Come mai questo cambiamento?
Prika Amaral: Ogni volta che penso al prossimo album cerco sempre di creare qualcosa di diverso, che possa sorprendere i nostri fan. Non mi piace per nulla quando le canzoni di un disco che sto ascoltando sembrano tutte uguali; dopo un paio di pezzi mi annoio. Allo stesso tempo, volevo anche rispettare tutto quello che è stato fatto fino ad ora. Questa volta, abbiamo anche avuto più tempo da dedicare alla composizione. Ciò ci ha permesso di lavorare in modo più accurato e, in fin dei conti, ha fatto la differenza.

Griso: Come mai avete avuto più tempo?
Prika Amaral: Perché abbiamo potuto pianificare meglio, anche se gli ultimi due anni sono stati estremamente intensi. In più, lavoriamo con la stessa formazione da un po', quindi ci sentiamo tutte più a nostro agio. Il fatto di avere più esperienza ha sicuramente contribuito: abbiamo potuto concentrarci sull'essenziale e perfezionare al meglio le nostre idee.

Griso: Hai parzialmente anticipato una domanda che avevo pensato di porti. Negli ultimi anni, la formazione è rimasta più stabile che in passato. Questa situazione ha influito sulla scrittura del disco?
Prika Amaral: Certamente, penso che questo abbia contribuito molto. Ormai siamo una squadra, abbiamo un legame e possiamo rafforzarlo. È molto importante, anche per i concerti. In tutte le band ci vuole un po' di tempo per capirsi a vicenda. Puoi allenarti da sola fin che vuoi, ma suonare insieme è un'altra cosa. Avere la stessa formazione ti permette di crescere di più.



Griso: Al momento la formazione conta due bassiste. Perché?
Prika Amaral: E perché no (ride)? Hel Pyre, la bassista presente sul disco precedente, non può essere sempre in tour con noi. Abbiamo quindi ingaggiato Emmelie per sostituirla durante questi periodi, ma la cosa ha dato vita ad alcune situazioni un po' strane, che ci mettevano a disagio. Da un lato, Emmelie non sapeva quanto spazio prendere, ad esempio durante i meet and greet, pensando che ciò poteva confondere i fan. A me la cosa non andava giù, vista la passione che lei sta mettendo nel progetto. D'altro canto, sapevo anche che Hel Pyre avrebbe voluto essere sempre con noi. Io e le ragazze ne abbiamo parlato per mesi, e ci siamo dette, “perché non avere due bassiste in formazione?” Entrambe meritano di far parte del gruppo. Può essere un po' difficile da capire, ma noi ci sentiamo bene così, e penso che sia la cosa più importante.

Griso: Ho un'altra domanda riguardo alla formazione. Non è una novità, ma la cosa mi incuriosisce parecchio. Venite da paesi diversi: come gestite la distanza?
Prika Amaral: Io ed Helena, l'altra chitarrista, siamo le principali compositrici e viviamo vicinissime. Lei abita nella strada dietro la mia, letteralmente a pochi metri di distanza (ride). Abbiamo il nostro studio, ecco perché abbiamo registrato in così poco tempo. Anche Hel Pyre vive in Grecia, anche se ad Atene. La nostra batterista vive in Bulgaria, ad appena cinque ore di macchina da qui. In definitiva, l'unica componente che sta lontano è Emmelie, che viene dai Paesi Bassi. Con Internet è molto facile sentirsi e, oltretutto, siamo sempre in tour (ride), quindi stiamo sempre insieme.

Griso: Integrare le nuove influenze è stato un processo naturale, o avete riflettuto a monte su quali cambiamenti apportare?
Prika Amaral: Durante il tour abbiamo parlato molto del nuovo album, della musica e dei testi. Ci siamo ispirate a vicenda. Questi scambi sono molto importanti, perché ci hanno permesso di costruire qualcosa insieme. Sentivamo il bisogno di scrivere qualcosa di più pesante: era una decisione condivisa.

Griso: Si potrebbe dire che i metallari tendono a essere un po' conservatori quando si tratta di novità. Temi delle reazioni negative? (l'intervista è stata realizzata prima della pubblicazione del disco, ndr)
Prika Amaral: Piacere a tutti è impossibile, così come è impossibile farsi odiare da tutti. Ci sarà sempre qualcuno che apprezza e sostiene il tuo lavoro. Abbiamo una discografia di sei album. Ci sono un sacco di cose diverse lì dentro, quindi se non ti piacciono le nuove canzoni, puoi sempre goderti quelle vecchie.

Dobbiamo essere oneste con i nostri fan. Scriviamo musica per loro, ovviamente, ed è per questo che non abbiamo cambiato le nostre radici. D'altro canto, come musiciste, abbiamo anche voglia di sperimentare cose diverse, di continuare a divertirci e ad entusiasmarci con quello che stiamo facendo. Non possiamo creare qualcosa che non ci piace solo perché piace ai fan. Quindi, se a questo giro qualcuno storce il naso, dico pazienza, aspettate il prossimo (ride).



Griso: L'anno scorso avete festeggiato il 15° anniversario della band. All'epoca avreste mai immaginato di durare così a lungo?
Prika Amaral: Onestamente non ci ho mai pensato. Fin da giovanissima, ho imparato che quando si fanno progetti a lungo termine, molto spesso si rimane delusi. I miei progetti di vita riguardano al massimo i prossimi due anni, perché le cose cambiano continuamente. Non mi guardo più lontano, anche perché non so se vivrò domani, capisci? (ride)

Griso: Oggi le band metal composte da sole donne sono una rarità, ma immagino che all’epoca la situazione fosse ancora peggiore. È stato difficile all’inizio?
Prika Amaral: È stato soprattutto difficile trovare le ragazze! Credo che la cosa più difficile quando si forma una band sia trovare persone disposte a lasciarsi tutto alle spalle e a dedicarsi completamente al progetto -e questo vale tanto per gli uomini che per le donne. Quello che ho imparato con i cambiamenti di formazione, è che alcune persone vogliono darti tutto, lasciano tutto alle spalle, ma solo per un periodo. Amano la musica, amano stare sul palco, ma essere in tour è un'altra cosa. È un'esperienza che può essere estremamente dolorosa.

Griso: Come mai?
Prika Amaral: Non hai tempo per nient’altro. Nella vita succedono tante cose, e tu non ci sei. Ti perdi i compleanni di tutte le persone che ami. A volte qualcuno della tua famiglia è malato, a volte qualcuno muore, e tu non ci sei. Sono cose molto pesanti, cambiano il tuo modo di pensare alle tue priorità. Anche a livello affettivo può essere problematico. Non tutte le persone vogliono stare con qualcuno che non è mai presente, anche chiamandosi continuamente. Una telefonata o una videochiamata non possono sostituire il contatto reale (ride). Posso dire che è una situazione pesante sotto molti aspetti.

Anche sul piano economico non è facile. Vivere di musica è molto difficile, ma vivere di metal è una follia (ride). Solo i pazzi si buttano in questa cosa.



Griso: E i testi dell'album? Vuoi trasmettere un messaggio particolare attraverso di essi?
Prika Amaral: Questo album parla di come siamo schiavizzati dal sistema, soprattutto attraverso Internet e i social media. Siamo intrappolati e dipendenti dal nostro cellulare. Se non lo guardiamo per più di un'ora, iniziamo a sentirci ansiosi. È qualcosa che prima non esisteva, che sta cambiando il nostro modo di essere, e che viviamo come una realtà quotidiana.

Detto questo, non siamo contro i social media o contro Internet. Sono strumenti molto validi e questa band esiste proprio grazie a loro. Ma è una questione di come li si utilizza. Tutte noi sentivamo la necessità di parlarne. Per questo motivo, ogni testo evoca qualcosa legato a questo tema.

Griso: Avrei un'ultima domanda. Dall’ultimo album sei anche la cantante della band. Hai dovuto imparare a cantare?
Prika Amaral: Le registrazioni di Jailbreak sono state un momento davvero particolare, perché avevo avuto solo due mesi per imparare a cantare. Mi sono trovata in studio senza sapere se sarei riuscita a suonare e cantare allo stesso tempo, se la mia voce avrebbe tenuto... Avevo un sacco di dubbi in testa. Ma nonostante tutto, mi sono detta: “Se bisogna farlo, lo faremo, e poi vedremo” (ride). Alla fine è andato tutto bene, i fan hanno apprezzato. In realtà la cosa aveva senso, dato che sono l’unica persona ad essere lì fin dall’inizio. Era piuttosto ovvio, solo che non volevo essere una cantante. Quando ho iniziato, mi sono divertita tantissimo e mi sono sentita così a mio agio che mi sembrava di farlo da tantissimo tempo.

Griso: Immagino che le cose siano andate diversamente per Slave Machine...
Prika Amaral: Per questo album, la prospettiva era completamente diversa. Avevo più esperienza, mi sentivo a mio agio, ecco perché ho provato approcci diversi. Sono super felice di questa posizione e non vedo l'ora di suonare il nuovo album dal vivo!



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