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Giuffria - Giuffria
04/04/2026
( 535 letture )
I Giuffria nascono nel 1981 per volere del loro leader Gregg, dopo la prima dipartita degli Angel, band con la quale il dotato tastierista aveva composto e suonato fin dal 1975.
La possibilità di formare una propria band e il beneplacito del nuovo chairman della MCA Records, Irving Azoff, nel pubblicare l’album di debutto, fa si che l’artista possa esprimersi liberamente tramite un sound AOR profondamente a stelle e strisce, al passo con i tempi, ma che non dimentica le radici dell’hard rock americano, anzi l’omonimo album fa del patriottismo il suo punto di forza, non a caso negli Stati Uniti stanzierà per ben 29 settimane nella classifica dei dischi più venduti.
Il vocalist, nonché coautore dei brani, David Glen Eisley è sicuramente dotato e ha la voce giusta per esprimere questo tipo di valori.

L’attacco è in pieno stile eighties, con synth interstellari a farla da padrone: Do Me Right esprime bene lo spirito americano di quel periodo fra Space Shuttle, il perenne conflitto con l’Unione Sovietica e Ronald Reagan. AOR hi tech solenne, con chitarroni stridenti e un tappeto sonoro degno del nome di Gregg Giuffria. Call to the Heart è il singolo prescelto per sfondare nella Billboard: una ballata delicata alla Michael Bolton (il cantante dei Giuffria parteciperà come corista per Bolton su The Hunger...), con un chorus da cantare a squarciagola e tasti d’avorio a confezionare il tutto. Il drumming a lanciare l’assolo è una delle cose più ottantiane che esistano.
Don't Tear Me Down è la canzone adatta ad esprimere il sano patriottismo succitato: rocciosa, un hard rock tinto di blues con le immancabili tastiere a sorreggere il tutto. Un brano potente, che risente della tradizione americana. In Dance l’arma dei Giuffria è ancora la potenza canora di Eisley. Lonely in Love, altro singolo estratto, è una power ballad veramente indovinata, con un solo di chitarra frusciante e un ritornello ammaliante. Trouble Again ha un avvio pesantemente ottantiano con drumming e tastiere rimbombanti. Fra le granitiche strofe sbucano assoli mirabolanti di tastiere e chitarra. Turn Me On è un brano rapido, una scorribanda in stile Purple rimarchevole, con un altro super assolo del mastermind del progetto. Line of Fire è esaltante: dopo un fantastico incipit cinematografico, colpisce sulle strofe come non mai, con caustici arpeggi di chitarra e melodie sontuose. L’assolo immarcescibile di chitarra glorifica il brano. The Awakening è un capriccio del leader, un interludio semi-strumentale, anche abbastanza inquietante, probabilmente poco in linea col resto del disco, ma introduce Out of the Blue, altra ballad perfettamente eseguita, peraltro melliflua e atipica per ciò sentito sinora. Una chiusura sicuramente affascinante!

Dopo il debutto, la band venne chiamata ad aprire addirittura per il tour negli USA dei Deep Purple, tornati da poco con Perfect Strangers. Uno degli spettacoli più attesi, con un appeal incredibile, poiché vedeva la reunion della Mark II. L’esperienza pare sia stata controversa, dato che il signor Ritchie Blackmore decise di ridurre la durata del set dei Giuffria da 45 a 25 minuti. Intanto però la band riscosse visibilità e credibilità, supportando successivamente anche dei colossi dell’AOR come i Foreigner, per il loro tour di Agent Provocateur. Il notevole successo portò il gruppo di Gregg Giuffria dapprima in tour in Giappone, poi a partecipare al soundtrack album del film Gotcha!, tramite i brani Never Too Late e Say It Ain’t True. Insomma un inizio promettente, che rispecchiava l’omonimo disco d’esordio.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
87.63 su 19 voti [ VOTA]
Aceshigh
Lunedì 6 Aprile 2026, 10.38.12
9
Sia questo che il secondo sono due album veramente ottimi (io di poco preferisco Silk + Steel). Li metto tra i miei album Aor preferiti? Difficile. Preferisco i primi degli House of Lords? Sicuramente sì, però è un altro sound. Quello che conta però è che pezzi come Do Me Right, Call of the Heart, Trouble Again o Lonely in Love hanno ancora il loro grande fascino, forse anche e proprio perché suonano molto rappresentativi per il rock melodico di quella prima metà di decennio. Voto 84
Francesco
Sabato 4 Aprile 2026, 23.05.32
8
Ho il vinile originale che conservo gelosamente ..Album straordinario figlio dei suoi tempi e che ancora oggi ascolto con immensa gioia e un pizzico di nostalgia per tempi della mia vita che non torneranno più… anche musicalmente …🥲
Sandro70
Sabato 4 Aprile 2026, 21.04.25
7
Concordo con hard n heavy.,gli album dei Giuffria sono due capolavori. Successivamente Giuffria diede vita agli House of Lords e creò altri tre capolavori ( 1988 - House of Lords , 1990 - Sahara, 1992 - Demons Down ). Per gli amanti dell\'AOR sono da avere tutti.
Rob Fleming
Sabato 4 Aprile 2026, 20.56.00
6
@Fabio, ed è qui la differenza fondamentale. Io nell\'84 facevo le medie e i due dischi dei Giuffrida li ho presi a metà anni 90 quando le mie orecchie avevano già ascoltato quello che è poi venuto dopo, House of Lords in primis tanto per rimanere in tema. Forse, bisognava esserci \"con la testa\" quando uscì per capirne la reale portata. Lo riascolterò con la dovuta attenzione
Fabio
Sabato 4 Aprile 2026, 20.39.00
5
Avevo fatto una malattia per questo disco, nulla suonava simile nell\'84, in anticipo di almeno 3/4 anni. Dei Giuffria i fans dell\'aor preferiscono Silk, ma personalmente questo è il vertice, grazie ad una scrittura meno lineare e scontata. Formazione stellare con uno sconosciuto David Glen Eisley, selezionato tra ben 160 candidati, ed ex lanciatore di baseball nei Giants. Favolose Do Me Right e Trouble Again. 85, per me un classico
Rob Fleming
Sabato 4 Aprile 2026, 20.27.49
4
Quando i vinili agli inizi degli anni 90 te li tiravano nella schiena. Presi entrambi a £ 5.000 l\'uno. Bel disco. Non mi fa impazzire, ma si lascia sempre ascoltare bene. Lonely in love ha un coro straordinario e Out of the Blue ha un incedere molto purpleiano. 77
hard n heavy
Sabato 4 Aprile 2026, 18.43.23
3
Per me i Giuffria hanno fatto solo due album ma due capolavori di AOR anni ottanta magnifici, i voti: Giuffria omonimo del 1984=90. Silk + Steel del 1986=90. Mi ripeto due capolavori di musica, da avere!
Duke
Sabato 4 Aprile 2026, 18.16.06
2
..bel dischetto.....bene rispolverarlo....
Diego75
Sabato 4 Aprile 2026, 18.06.24
1
Il classico bel disco anni 80 che purtroppo non ha superato il test del tempo...riascoltarlo oggi sa di vecchio ....discorso differente se preso in considerazione qualche anno fa\'. Un ottimo disco per i nostalgici...anche il successivo ricordo non era malvagio ma troppo leggeri per i miei gusti.
INFORMAZIONI
1984
MCA Records
AOR
Tracklist
1. Do Me Right
2. Call to the Heart
3. Don't Tear Me Down
4. Dance
5. Lonely in Love
6. Trouble Again
7. Turn Me On
8. Line of Fire
9. The Awakening
10. Out of the Blue
Line Up
David Glen Eisley (Voce, armonica)
Craig Goldy (Chitarre)
Gregg Giuffria (Tastiere, cori)
Chuck Wright (Basso)
Alan Krigger (Batteria, percussioni)
 
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